Un nome sconosciuto al pubblico generale: August Horch. Perché dovrebbe interessarci? Ha fondato l’Audi, fate un po’ voi. E il 12 ottobre 2018 ricorrono 150 anni dalla sua nascita. Riteniamo che meriti questo sintetico omaggio.
Horch è Audi, Audi è Horch. Frase un po’ criptica, messa in questo modo. Pazientate per qualche riga.

Audi Typ A – la prima Audi – 1910

August Horch: la vita

Horch nacque per l’appunto il 12 ottobre 1868 in Germania, a Winningen, un piccolo borgo a metà strada fra Colonia e Francoforte. Suo padre era un fabbro e inizialmente il giovane August lavorò col padre. Laureatosi in ingegneria, trovò un impiego nel settore della cantieristica navale. Nel 1896 passò alla nascente automobile, entrando alle dipendenze nientemeno che di Karl Benz.

Nasce la Horch & Cie

August Horch

Ma Horch era un giovane intraprendente e nel 1899 si mise in proprio, aprendo a Colonia l’azienda omonima.

La neonata Horch & Cie. (Horch e soci, in tedesco) si occupava principalmente di riparare automobili, ma l’obiettivo era costruirle. Cosa che avvenne per la prima volta nel 1901. Nel 1904 l’azienda si trasferì a Zwickau. Nel 1909 Horch litigò coi soci e decise di lasciare la compagnia. Creò poco dopo, il 16 luglio 1909, nella stessa città, una nuova azienda, chiamata Horch Automobil-Werke GmbH.

Però i vecchi soci gli fecero causa e il tribunale stabilì che, essendo Horch un marchio registrato i cui titolari erano i soci precedenti ma non più lui, egli non aveva il più il diritto di usarlo commercialmente.

Allora August Horch cambiò la denominazione aziendale, riuscendo contemporaneamente a rispettare la sentenza e ad usare comunque il proprio nome per la nuova compagnia. Bastava cambiare lingua.

Come nasce il nome Audi

Il tedesco ha molte affinità col latino. All’epoca, non solo in Germania, la lingua latina veniva studiata in tutte le scuole. Così l’ingegnere decise di adottare per la nuova azienda la versione latina del proprio nome. In tedesco la parola comune “horch” è una declinazione (all’imperativo) del verbo “horcher”, significa “ascoltare”.

In latino tale vocabolo nel modo imperativo si traduce per l’appunto in “audi”. L’idea venne per la precisione al figlio di Franz Fikentscher, uno dei due soci di Horch (l’altro era lo zio di Franz, Friedrich Paul Fikentscher), il quale una sera si trovava nella stessa stanza dove i tre adulti stavano discutendo sul nuovo nome.

Probabilmente studente di legge, il ragazzo stava ripassando le lezioni di latino e gli venne il mente la frase “audiatur et altera pars”, locuzione che esprime uno dei cardini del diritto: il principio del contraddittorio. In italiano si tradurrebbe come “si ascolti anche l’altra parte”. Dopo qualche esitazione, il giovane espresse ad alta voce il suo pensiero e i tre adulti presero al volo il suggerimento. Così il 25 aprile 1910 nacque l’Audi col nome odierno (qui il sito ufficiale). Ma l’azienda venne fondata nel 1909 e si tiene conto di questo anno.

Il primo modello

Non è questa la sede per tracciare la storia lunga e complessa di una grande azienda come l’Audi. La seguiremo quindi fino al momento in cui le sue vicende coincidono con quelle del suo fondatore. Nel 1910 uscì il primo modello (che non aveva ancora il simbolo dei quattro anelli, il quale verrà coniato solo negli anni Trenta).

La Audi Typ A aveva un motore a quattro cilindri da 2.600 cc che erogava la bellezza di 22 cavalli. Sufficienti per spingere la vettura fino alla velocità da brivido di 75 Km/h. Brividi veri, sulle strade del 1910. A quell’epoca le automobili venivano vendute col solo telaio, poi i facoltosi clienti se le facevano carrozzare come preferivano. La maggior parte dei 137 esemplari in cui fu prodotta fino al 1912 la Typ A montarono di tipo phaeton, cioè aperte a due o quattro posti. Presto la Typ A fu seguita da Typ B e Typ C (la fantasia sui nomi delle auto è un’abitudine molto recente).

Quest’ultima, la cui cilindrata era salita a 5.7 litri, si fece una buona reputazione vincendo dal 1912 al 1914 una delle più importanti corse austriache di carattere internazionale.

La quotazione in borsa

L’azienda conobbe una buona crescita e nel 1915 si quotò in borsa, cambiando il nome in Audiwerke AG. Ma poco dopo la guerra, nel 1920, August Horch decise di lasciare la direzione dell’Audi, perché accettò una posizione importante a Berlino al nuovo ministero dei trasporti.

Mantenne comunque un ruolo nel consiglio di amministrazione. Negli anni successivi si limitò a funzioni di consulente esterno in materia di veicoli a motore.

Alla fine del 1931 Audi, DKW, Wanderer e la Horch (quella originale) si fusero per creare la Auto Union. Nel 1933 August Horch ne venne nominato presidente, senza tuttavia ricoprire un ruolo attivo nella gestione dell’azienda. Alla fine della guerra Horch fu accusato di essere nazista e di aver accumulato profitti di guerra.

Accuse basate solo sul suo ruolo di presidente di Auto Union e sul fatto di aver avuto la tessera del partito nazionalsocialista; ma la tessera era praticamente obbligatoria nella Germania nazista, e Horch si trovò in quegli anni in molte difficoltà economiche, vivendo del solo stipendio di 500 marchi che gli dava l’azienda. Inoltre aveva aiutato alcune famiglie ebraiche a sfuggire alle persecuzioni. Nel 1948, morta da due anni la prima moglie (a lungo malata), egli sposò appunto la figlia di una di queste famiglie.

Nel 1948 la Auto Union venne rifondata ad Ingolstadt. Al vecchio fondatore, che aveva ormai 81 anni, venne assegnato un posto nel consiglio di amministrazione. August Horch morì il 3 febbraio 1951 e venne sepolto a Winningen.

(Foto sito Audi)

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