Virgin Hyperloop: il treno supersonico nato da Elon Musk, storia e primi test

Virgin Hyperloop (precedentemente Hyperloop Technologies , Hyperloop One e Virgin Hyperloop One ) è una società di tecnologia dei trasporti americana che lavora per commercializzare il concetto di tecnologia ad alta velocità chiamato Hyperloop. Nel concetto originale di Hyperloop si propone di utilizzare un motore elettrico lineare per accelerare e decelerare un pod (convoglio) levitato con cuscinetto d’aria attraverso un tubo a bassa pressione. Il veicolo scivolerebbe silenziosamente per chilometri a velocità fino a 1223,1 km/h con turbolenza molto bassa.

Una sorta di treno supersonico sul quale sono al lavoro diverse aziende e che ha visto come data importante quella 12 ottobre 2017, quando Hyperloop OneVirgin Group hanno annunciato di aver sviluppato una partnership di investimento strategico, che ha portato Richard Branson (magnate di Virgin) a entrare a far parte del consiglio di amministrazione. Da qui Hyperloop One fu ribattezzato Virgin Hyperloop One. Nel giugno 2020, Virgin Hyperloop One ha cambiato il marchio in Virgin Hyperloop e ha iniziato i primi test nel nord del Texas.

Come nasce Virgin Hyperloop

Il primo pod XP-1 utilizzato per i primi test senza passeggeri (Wikipedia)

L’idea per la versione del treno a vuoto chiamata Hyperloop è nata da una conversazione tra Elon Musk e l’ investitore iraniano americano della Silicon Valley Shervin Pishevar quando volavano insieme a Cuba per una missione umanitaria nel gennaio 2012. Pishevar chiese a Musk di elaborare la sua idea di Hyperloop, su cui l’industriale stava rimuginando da tempo. 

Ma Musk disse che stava prendendo in considerazione l’idea di un progetto open-source perché era troppo impegnato a gestire SpaceX e Tesla. Tra giugno 2015 e dicembre 2015, la società ha continuato ad assumere ingegneri ed espandere il proprio campus a Los Angeles. E nel dicembre 2015, la ribattezzata Hyperloop One annunciò che avrebbe tenuto un test di propulsione all’aperto in un nuovo sito di test e sicurezza in Nevada. A quel tempo, la società ha rivelato di aver raccolto fino ad oggi 37 milioni di dollari di finanziamenti.

Il test di propulsione all’aperto del primo POAT, si è svolto con successo a North Las Vegas l’11 maggio 2016. La slitta chiamata POAT ha accelerato fino a 216 km/h in 2,3 secondi, rappresentando una prova cruciale del progetto. La società ha condotto con successo il primo test completo del sistema utilizzando il telaio levitante del pos senza passeggeri il 12 maggio 2017. L’azienda ha quindi progettato e costruito la sua prima generazione di pod di test su larga scala, nome XP-1 (abbreviazione di pod sperimentale uno), da utilizzare nei test su vasta scala.

I primi test con umani a bordo

Josh Giegel, 35 anni e Sara Luchian, i primi umani a bordo di Hyperloop (https://virginhyperloop.com/)

E arriviamo ad oggi. Virgin Hyperloop ha condotto il primo test del suo sistema di trasporto ultraveloce con passeggeri umani. Una dimostrazione volta a illustrarne la sicurezza, a una velocità però ben lontana rispetto agli oltre 1200 km/h promessi dalla tecnologia. Su un tracciato privato di 500 metri nel deserto a nord di Las Vegas due volontari si sono seduti all’interno di un cosiddetto “pod” (ribattezzato Pegasus o XP-2).

E hanno percorso il breve tragitto in 6,25 secondi a una velocità di 172,2 chilometri orari, poco più di 100 miglia orarie. La capsula è stata immessa in una camera di decompressione in attesa della creazione del vuoto. A quel punto la saracinesca si è aperta e il pod è entrato nel tubo, pronto a spostarsi sul percorso.

Il percorso, chiamato DevLoop è un tubo di 3,3 metri di diametro lungo solo 500 metri, Pegasus invece pesa “solo” 2,5 tonnellate e misura intorno ai 5 metri ma entrambi prefigurano il treno che verrà. Queste sperimentazioni (finora ne hanno condotte 400, sempre senza umani) dovrebbero portare un giorno alla velocità massima consentita da questo mezzo di trasporto, quei 1.223 km/h per ora puramente teorici. Pegasus invece è una versione in scala di una capsula che sarà forse in grado di accogliere 23 persone ma anche merci e perfino automobili.

Non sembrava molto diverso dall’accelerare in un’auto sportiva“, ha detto Josh Giegel, 35 anni, co-fondatore dell’azienda e passeggero volontario. “Questo è un passo di rilevanza storica“, ha affermato Jay Walder, CEO dell’azienda spiegando che sono stati necessari 20 mesi per arrivare fino a questo punto. “Non ho dubbi sul fatto che questo cambierà il mondo“.