Kia Proceed

Quando qualche anno fa aveva l’apostrofo e il trattino basso (si scriveva Pro_Cee’d) era una berlina a due volumi e tre porte. Oggi ha perso i caratteri speciali in senso tipografico ma ha guadagnato un aspetto speciale: la nuova Kia Proceed infatti è una shooting brake. Di cosa si tratta? E’ una forma a metà strada tra coupé e station wagon.

Kia Proceed

Combina i vantaggi di entrambe, la dinamicità della prima con la praticità della seconda. Mantiene del modello precedente la funzione di variante sportiva della Ceed (anche lei ha perso l’apostrofo); il fatto che gli unici due allestimenti in cui verrà prodotta siano GT Line e GT dovrebbe spiegare molte cose.

Anticipata ai media a settembre, la nuova Kia Proceed sarà presentata ufficialmente al pubblico il 2 ottobre al salone di Parigi 2018. Subito dopo verrà avviata la produzione, mentre l’appuntamento con i concessionari europei è fissato per il primo trimestre 2019.

Coreana per capitali e organizzazione, la Proceed ha però un cuore europeo. Infatti è stata progettata dal centro Kia di Francoforte, mentre verrà assemblata nello stabilimento slovacco di Zilina, dove nasce anche la Ceed, sia nella forma berlina che nella sua variante station. E della Ceed condivide anche ambiziosi obiettivi di vendita, sulla scia degli oltre 1,3 milioni di esemplari venduti dal 2006, un bestseller secondo solo alla corazzata Sportage.

Una splendida Shooting brake

Shooting brake, dicevamo. Infatti rispetto alla Ceed Sportswagon il design della Proceed è più sportivo e compatto, più agile e scattante. Le dimensioni dicono che essa è più bassa e lunga sia della berlina che della station, mentre la larghezza è identica. Per la precisione abbiamo: lunghezza 4.605 mm, larghezza senza specchietti 1.800 mm, altezza 1.422 mm, passo 2.650 mm. Il team di design è quello del Centro stile di Francoforte, guidato da Gregory Guillaume, sempre sotto la supervisione generale di Peter Schreier.

Design

Il frontale è lo stesso della berlina, quindi con naso di tigre e cubetti di ghiaccio in evidenza, cioè la tipica mascherina del radiatore di tutte le moderne Kia e le altrettanto caratteristiche luci diurne a LED. Ma è chiaramente nella vista di profilo che si nota maggiormente la specificità della Proceed. Non vorremmo ripetere l’espressione shooting brake, ma se la Kia Proceed è una shooting brake dobbiamo per forza definirla shooting brake. Perché si tratta proprio di una shooting brake.

Ma cosa vorrà poi dire shooting brake? “Rompere lo sparo”, da traduzione letterale? Non proprio. Come per quasi tutte le tipologie di carrozzeria, dobbiamo risalire all’epoca dei cavalli; gli equini, non quelli a vapore. D’altra parte, se carrozzeria deriva da carrozza ci sarà senz’altro un motivo.

Il termine inglese brake oggi indica il freno di un veicolo. Quando invece i veicoli erano trainati da quadrupedi, il brake era una sorta di carretto che si applicava ai cavalli più scalmanati per domarli: letteralmente, per romperne lo spirito, precisamente la traduzione del verbo “to break”. Per quanto riguarda lo shooting, questi carretti non venivano applicati solo per un perverso gusto nel torturare i poveri animali; si utilizzavano per trasportare attrezzatura e selvaggina nelle partite di caccia dei ricconi inglesi; queste allegre brigate si chiamavano per l’appunto shooting parties (to shoot significa sparare). Da qui la derivazione di shooting brake.

Quando gli sbuffi degli animali sono stati sostituiti da quelli dei primi asmatici motori a scoppio, c’era ben poco spirito da spezzare. Ma l’espressione shooting brake è stata usata per indicare modifiche chieste ai carrozzieri dai ricconi proprietari delle prime automobili (le prime auto venivano spesso vendute col solo telaio, erano i proprietari stessi a commissionare le carrozzerie), gli stessi che andavano a caccia nel secolo precedente. Volendo continuare ad andare a caccia o a giocare a golf, avevano bisogno di uno scompartimento di facile apertura per caricare l’armamentario. Il bagagliaio, insomma.

Col tempo l’esigenza di spazio di carico è stata assecondata dalla vettura familiare, cioè la station wagon (i britannici, imperiali anche quando parlano, la definiscono estate, termine che indica anche una residenza vasta e importante). La shooting brake è ripetutamente tramontata e risorta a seconda delle tendenze stilistiche, sempre però riferendosi a modelli di marcata sportività, più vicini alla coupé che alla station.

Basta digressioni, torniamo alla Kia Proceed. Abbiamo detto che si tratta di una shooting brake? Forse sì. Il profilo, allora. Lo spiovente del tetto è decisamente più dolce della station, cioè meno inclinato. Questo dettaglio, unitamente da uno sbalzo anteriore leggermente più lungo e ad un’altezza da terra inferiore, slancia sensibilmente il look della vettura, facendola appunto somigliare molto ad una coupé. Passando alla coda, la Proceed mostra in questa sezione le maggiori differenze stilistiche rispetto alle sorelle. Nuovo paraurti, doppi scarichi di provenienza GT, nome del modello a lettere maiuscole al centro del portellone, luci a LED che si estendono per tutta la larghezza della vettura.

Interni

Gli interni riprendono il tema sportivo degli esterni, anche qui differenziandosi dal resto della famiglia. Tessuto nero per i sedili, pannelli con finiture metalliche, volante sportivo e, per le versioni con cambio automatico a doppia frizione DCT, palette al volante in lega metallica. Nell’allestimento GT i sedili anteriori sono sportivi sul serio, con fianchi più larghi e rigidi per migliorare il contenimento in curva; non mancano i rivestimenti in pelle nera e scamosciata. Nella versione GT Line invece abbiamo sedili più larghi con tessuto nero e pelle sintetica in grigio chiaro. Il bagagliaio si colloca a metà fra berlina e station: 594 litri, però operazioni facilitate grazie alla bassa soglia da terra e l’assenza di scalini.

La sportività della Kia Proceed non è solo un fatto estetico. Anche la guida è studiata per essere dinamica. Intanto la posizione stessa è più bassa rispetto alle due Ceed. Le sospensioni posteriori sono state riviste per migliorare la maneggevolezza e la reattività, in modo da assicurare sempre una guida coinvolgente. Le molle sono più rigide per migliorare la sensibilità dello sterzo, le barre antirollio più morbide per un maggiore dinamismo in curva. A sorvegliare tutto i sistemi elettronici di stabilità e la gestione selettiva della frenata col controllo del sottosterzo (cioè Torque Vectoring by Braking), tutto di serie. Già che parliamo di assistenza alla guida, sono inclusi i sistemi più evoluti: High Beam Assist, Driver Attention Warning, Lane Keeping Assist con Forward Collision-Avoidance Assist, solo per accennare a quelli di serie.

Motorizzazioni

Chiudiamo con i motori. La Kia Proceed GT Line parte dall’unità a benzina a quattro cilindri turbo 1.4 T-GDi da 140 cavalli e 242 Newton metri. Disponibile anche il propulsore diesel 1.6 CRDi da 136 cavalli e 280 Nm col cambio manuale a 6 marce; la coppia sale invece a 320 Nm col cambio automatico DCT a 7 rapporti. La Kia Proceed GT invece monta il motore a benzina turbo 1.6 T-GDi da 204 cavalli e 265 Nm, cambio DCT optional. Le unità a benzina includono il filtro antiparticolato per renderle conformi alle norme Euro 6d-Temp.