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La storia della Kia Niro è appena cominciata, ma è già di successo. Lo dicono le vendite, l’unica cosa che conti realmente. In circa un anno dal suo lancio sui mercati europei la Kia Niro ha già ottenuto l’apprezzamento di un’interessante porzione del pubblico continentale, considerato il segmento a cui appartiene. Ricordiamo infatti che si tratta di un crossover ibrido (a cui ultimamente si è aggiunta la versione ibrida plug-in).

Kia Niro con Silvio De Rossi (shooting Stylology)

Kia Niro con Silvio De Rossi (shooting Stylology)

Kia Niro: un grande successo

Da settembre 2016 ad ottobre 2017 questo modello è stato venduto in 36.492 unità nelle nazioni Ue+Efta (cioè Unione europea, Norvegia e Svizzera). Non è un dato disprezzabile, perché il mercato delle ibride in Europa non è ancora realmente sviluppato: da gennaio a settembre 2017 sono state vendute infatti solo 346.581 autovetture a doppia motorizzazione combustione/elettrica senza ricarica esterna; non molto, in confronto alle 1.466.336 immatricolazioni complessive, si tratta di quasi il 24% (comunque in crescita del 54%).

Un Crossover nato ibrido

Per rendere omogenei i dati, consideriamo le sole vendite della Kia Niro nello stesso periodo: si tratta di 24.818 unità, sempre interessanti, poiché equivale al 7% del mercato europeo delle ibride.

E in Italia? Il nostro Paese, per smentire tante malevole cornacchie, non è alla retroguardia in questo settore, tutt’altro. Il nostro è il terzo mercato europeo dopo Regno Unito e Francia; nei primi nove mesi di quest’anno si sono vendute più ibride in Italia che in Germania, tanto per capirci. Il peso è comunque ancora abbastanza relativo: qui i dati arrivano fino a novembre, le immatricolazioni totali rappresentano il 3% del mercato; a titolo di esempio, la Panda da sola vende ben più del doppio di tutte le ibride messe insieme.

Comunque anche da noi la Kia Niro è partita discretamente; il crossover coreano ha venduto 2.276 unità, il che gli ha permesso di collocarsi al sesto posto nella classifica del segmento. La Niro è la prima ibrida italiana non prodotta dal gruppo Toyota, gigante che di questa tecnologia è pioniere e assoluto dominatore.

Design: ecco il segreto del successo

Insomma, tutti questi numeri per dire che la Kia Niro piace al pubblico. Perché? Il fatto di essere ibrida conta, però non è l’unico elemento, altrimenti contro le Toyota non si potrebbero raccogliere nemmeno le briciole. Facciamo un passo indietro: quale fattore ha costituito la principale spinta nell’ascesa di tutte le Kia in questi ultimi anni? Il design. Questo è uno dei criteri fondamentali, soprattutto da noi, inarrivabile terra delle auto più belle del mondo.

Allora osserviamola nuovamente, questa Kia Niro. Essa ci ricorda come anche un’auto per la famiglia possa risultare gradevole alla vista. Il look è certamente moderno e movimentato, dinamico senza eccedere in asperità, rassicurante senza diventare monotono.

All’anteriore la tradizionale mascherina a naso di tigre ha una sezione piuttosto stretta, mentre i gruppi ottici valicano i confini delle fiancate. In basso i fendinebbia sono gradevolmente delimitati da due cromature che impreziosiscono il tutto. La vista di profilo è indiscutibilmente da crossover, la forma che oggi tutti cercano.

Non è un SUV

Non è un SUV, l’altezza da terra non è esagerata, anche se maggiore di una berlina. Però tra i passaruota con protezioni, le barre sul tetto che convergono verso lo spoiler, le nervature sul fondo portiera, l’insieme ispira certamente voglia di gite in campagna, anche su qualche sterrato leggero. L’impressione è confermata dalla coda, dove i grossi fanali, le cromature ai lati del paraurti e la decorazione che ricorda un estrattore aerodinamico accentuano l’idea di robustezza e sportività.

Interni di alta qualità

Gli interni della Niro riflettono l’ormai proverbiale qualità che ci si attende da ogni Kia. C’è tutto, i materiali soffici aggiungono eleganza, lo spazio è ottimo anche dietro, nessun problema per gambe o testa; elevato anche l’isolamento acustico. Confortevole e pratica la postazione di guida. L’unico neo è il freno di stazionamento a pedale: scomodo, ingombrante e anacronistico, una cosa da eliminare al più presto alla prima occasione possibile.

Tecnologia avanzata

La tecnologia di bordo è avanzata, in particolare sulle comunicazioni; oltre alla compatibilità smartphone Apple CarPlay e Android Auto, ogni Niro comprende un abbonamento gratuito per sette anni ai Kia Connected Services (info traffico, meteo, autovelox tramite la rete TomTom). +

Per due anni sono compresi inoltre i servizi Kia Remote Assistant: l’auto è sempre connessa con la rete di assistenza e la manutenzione può essere gestita da remoto, anche tramite smartphone; è compreso poi l’importante invio di messaggi automatici di emergenza in caso d’incidente.

Sistema ibrido: cosa devi sapere

Chiudiamo accennando al sistema ibrido di questa Kia Niro. Il propulsore a benzina 1.6 GDI aspirato ad iniezione diretta da 105 cavalli (77kW) è abbinato ad un motore elettrico da 44 cavalli (32 kW). Essi possono operare singolarmente o abbinati. La potenza massima di sistema è di 141 cavalli, insieme ad una coppia di 265 Newton metri.

La trasmissione a trazione anteriore è gestita da un cambio automatico a doppia frizione DCT a sei rapporti. Peso in ordine di marcia 1.425 Kg. Tutto ciò consente un consumo medio, secondo i test Nedc, di 3,8 o 4,4 l/100 Km, a seconda dei cerchi montati. Emissioni CO2 di 88 g/Km. Tre allestimenti, prezzi da 25 a 30.000 euro. Pulita, elegante, di tendenza, comoda, connessa: Kia Niro è un’ibrida accessibile anche bella da vedere. (tutte le info sul sito ufficiale)

[Photo by Stylology.it]

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