Citroën C4 Cactus

A prima vista potrebbe somigliare ad un crossover ma si tratta di una berlina in tutto e per tutto. La nuova Citroën C4 Cactus giunge all’appuntamento col pubblico mostrandosi al salone di Ginevra 2018. Le differenze estetiche e sostanziali rispetto alla serie precedente sono importanti. Riepiloghiamole.

Citroën C4 Cactus

Ricordiamo che la Citroën C4 Cactus appartiene al segmento delle berline compatte di segmento C “corto”, data la lunghezza di 4,17 metri. Il design del modello 2018, confrontato con la serie uscente, assume un look più maturo.

Osa di meno ma certamente non passa inosservata: sobrio non vuol dire anonimo e nemmeno noioso. La nuova C4 Cactus parla l’attuale linguaggio stilistico Citroën in piena scioltezza, senza bisogno di esagerare. Quindi le fiancate incorporano degli Airbump più contenuti; ricordiamo che questo nome identifica gli originali fascioni paracolpi laterali con capsule plastiche ad aria compressa, inaugurati dal concept Cactus ormai cinque anni fa.

Tale zona accompagna lo sguardo senza interruzioni verso l’intero perimetro inferiore, dai paraurti ai parafanghi, conferendo alla vettura un aspetto che ricorda quello di un SUV, accentuato dall’ampio spazio tra passaruota e pneumatici.

Più sportiveggiante invece la zona superiore con una linea di cintura piuttosto alta e il piccolo spoiler posteriore. Un tocco d’eleganza arriva dalle maniglie in tinta con la carrozzeria, dai vetri oscurati e dalla stretta fascia nera che incorpora il logo sotto il terzo montante.

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La sezione frontale è abbastanza vistosa: cofano molto orizzontale, luci diurne a LED che “sorridono” insieme al double chevron accompagnato dalla lunga doppia barra cromata; poi massicci vani dei proiettori, altrettanto imponenti fendinebbia incastonati nel paraurti e circondati da mascherine a contrasto.

Nella coda invece osserviamo la zona più convenzionale, vivacizzata dalla decisa firma luminosa dei fanali ad effetto tridimensionale, disposti su quattro elementi. Per i colori c’è solo l’imbarazzo della scelta, fra 31 combinazioni possibili. (tutte le info sul sito ufficiale Citroen Italia)

Il comfort

La linea guida seguita dai progettisti nel creare la nuova C4 Cactus, una vera e propria parola d’ordine, era: comfort. Assoluto e totale, in ogni sua componente. Partiamo dalla struttura, dove la massima attenzione è stata rivolta verso l’isolamento termico e acustico grazie ad un accorto uso di materiali insonorizzanti, vetri e guarnizioni.

Sedili riprogettati

I sedili sono stati completamente riprogettati nella seduta, utilizzando una particolare schiuma poliuretanica spessa 15 mm per rendere molto morbido il contatto e contemporaneamente impedire l’affossamento nel lungo termine.
Ma al numero uno nella ricerca del massimo comfort in quest’auto si trovano le sospensioni.

Avete mai sentito parlare dell’effetto “tappeto volante”? Significa disporre di un sistema di smorzamento talmente efficace da impedire totalmente o quasi ogni trasmissione avvertibile all’abitacolo dei movimenti causati dal contatto tra ruote e suolo. Sembra facile ma non lo è per niente. Nella più che secolare storia dell’automobile, un vero risultato da tappeto volante è stato raggiunto solo dalle Rolls-Royce e dalle Citroën con sospensioni idropneumatiche, quelle introdotte sulla leggendaria DS classica.

Tecnologia sofisticata

La C4 Cactus 2018 usa una tecnologia nuova, sofisticata ma allo stesso tempo semplice e relativamente economica. Non potendo ricorrere a complicate e costose soluzioni elettroniche data la fascia di prezzo, gli ingegneri francesi hanno escogitato le sospensioni con smorzatori idraulici progressivi, nome brevettato Progressive Hydraulic Cushions, abbreviato in PHC.

La sospensione è convenzionale: molla, ammortizzatore idraulico e smorzatore meccanico. L’elemento nuovo del sistema PHC è l’aggiunta agli estremi dell’ammortizzatore di altri due smorzatori, anch’essi idraulici. Essi intervengono solo “quando il gioco si fa duro”, quindi in caso di compressioni ed estensioni importanti. Rallentano l’escursione dell’ammortizzatore assorbendone e dissipandone l’energia, invece di restituirla verso l’abitacolo come un normale smorzatore meccanico quando si raggiunge il finecorsa. Nessun “rimbalzo”, insomma.

Gli interni della Citroën C4 Cactus sono spaziosi, nonostante la lunghezza… poco lunga della vettura. Gli schienali dei sedili anteriori sono scavati posteriormente per ricavare più spazio per le ginocchia di chi si siede dietro. Stesso discorso per i pannelli delle portiere: sono cavi, così i gomiti possono appoggiarsi in modo più naturale. La plancia è essenziale in termini d’ingombro.

Nonostante ciò, ci sono vani e tasche dappertutto per ospitare tutti gli oggetti possibili. Completa il tutto il bagagliaio da 358 a 1.170 litri dalla forma squadrata per un migliore sfruttamento.

Connettività

Tecnologia: ottima e abbondante. Multimedia e comunicazioni seguono la scia dell’ultima C3, in particolare sulla connettività: dalla compatibilità con gli smartphone Apple e Android alla navigazione connessa, passando dal pacchetto di assistenza remota e chiamate d’emergenza geolocalizzate, sia automatiche che manuali.

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I sistemi di assistenza alla guida sono corposi per un modello di questa fascia. Dalla frenata automatica d’emergenza al riconoscimento dei limiti di velocita, dall’avviso invasione corsia all’allerta stanchezza, dal parcheggio semiautomatico alle luci che seguono la curva. Chi va ogni tanto su percorsi non asfaltati e possibilmente viscidi può anche montare il Grip Control che rende l’auto quasi una trazione integrale.

I motori

E i motori? Per quanto riguarda la benzina, i tre cilindri PureTech partono dall’aspirato da 82 cavalli per arrivare ai turbo da 110 e 130 cavalli. I diesel BlueHDi sono configurati con potenze di 100 e (dall’autunno 2018) 120 cavalli. Disponibile il cambio automatico EAT6 per le versioni da 110 e 120 cavalli. Chiudiamo con i prezzi di listino chiavi in mano. La Citroën C4 Cactus è già ordinabile, inizio consegne previsto alla fine di marzo. Tre allestimenti: Live, Feel e Shine. Si va da 17.900 a 22.600 euro per le motorizzazioni a benzina e il diesel da 100 cavalli.

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