Barbie: storia della bambola più famosa del mondo

La famosissima bambola Barbie, prodotta dalla Mattel per volontà di Barbara Handler, è commercializzata per la prima volta a partire dal marzo del 1959 (esattamente il 9 marzo 1959), in occasione della fiera dei giocattoli di New York: alta 29 cm, caratterizzata da una chioma bionda legata attraverso una lunga coda, occhi azzurri e una corporatura femminile con indosso un costume zebrato, costa (in versione base) solamente 3 dollari ed è disponibile inoltre per essa (come optional) un kit guardaroba.

Barbie unisce più generazioni

Marketing e particolarità di Barbara Millicent Roberts, denominazione completa, consentono all’azienda di registrare oltre 350.000 vendite in un solo anno: dai successivi anni in poi Mattel introduce ulteriori personaggi che accompagnano la bambola, come il fidanzatino Ken (diminutivo di Kenneth) e la sorella Skipper. Barbie è sempre più spesso sinonimo di divertimento e stile per una generazione di bambine, al tal punto da convincere prestigiosi stilisti come Gaultier e Yves Saint Laurent a collaborare con Mattel per la realizzazione di nuovi costumi ad essa dedicati. Il giocattolo inizia a vestire i panni di sempre più numerosi ruoli che accompagnano crescita ed evoluzione delle generazioni: subentrano anche le prime controversie con mamme ed associazioni, che giudicano negativamente il fisico eccessivamente magro dei modelli (conforme tuttavia alle passerelle) e lo stereotipo di ragazza bella ma stupida nato intorno alla propria figura. A distanza di mezzo secolo, tuttavia, Barbie è uno dei giocattoli più venduti di sempre (oltre un miliardo di esemplari in 150 paesi) e cavallo di battaglia della Mattel, società fondata nel 1945 e famosa inoltre per essere la “madre” di Big Jim, Hot Wheels e delle carte da gioco Uno.

Bild Lilli ispira gli Handler: nasce il fenomeno Barbie

Nate per raffigurare neonati, ed emulare il rapporto fra genitrice e figlio, fino al XX secolo le bambole mantengono il proprio input caratteristico. A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale iniziano ad essere prodotte in plastica (e non più in porcellana) fomentando lo scontento delle bambine di tutto il globo: in questo contesto ha inizio l’ascesa di case produttrici come la Mattel che, tramite Barbara Handler (figlia del co-fondatore), delinea il concetto di una bambola del tutto nuova ed innovativa in seguito ad un viaggio in Europa da parte della madre (Ruth) che conosce Bild Lilli, un giocattolo dall’aspetto più adulto e smaliziato rispetto ai classici bambolotti. Tornando al presente, la Barbie del nuovo millennio è diventata un vero e proprio oggetto di culto da parte dei collezionisti, tra cui uno in particolare, disposto a pagare 27.000 dollari per aggiudicarsi all’asta la versione del 1959.

Guarda qui la mostra Barbie – THE ICON al MUDEC di Milano.

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