Henri de Toulouse-Lautrec: ha reso immortale la Belle Epoque

Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa nacque ad Albi il 24 novembre 1864 e morì a Saint-Andrè-du-Bois il 9 settembre del 1901. Lo conosciamo tutti come Henri de Toulouse-Lautrec. Era conte ed è stata una delle figure più significative della pittura francese e mondiale nel tardo Ottocento.

Henri de Toulouse-Lautrec: artista straordinario

Classificato come post-impressionista, Toulouse-Lautrec è stato pure illustratore e litografo. Nelle sue opere c’è la vita bohémien della Parigi dell’epoca. Ha lavorato anche per la rivista Le Rire come illustratore durante la metà degli anni Novanta. Soffriva di picnodisostosi, malattie genetica delle ossa, che porta ad avere manifestazioni cliniche simili al nanismo. Morì giovane, a 37 anni, a causa dell’alcolismo e della sifilide.

La sua famiglia apparteneva all’aristocrazia francese ed era proprietaria terriera. Una vita agiata, insomma, per Toulouse-Lautrec, tra i castelli di proprietà del Midi e nella Gironde, con i proventi derivanti da vigne e poderi. A Parigi, i suoi genitori erano proprietari di diversi appartamenti nei quartieri residenziali e possedevano una tenuta di caccia nel Sologne.

La sua arte indimenticabile

Nel 1872, il futuro pittore si trasferì definitivamente nella capitale con la madre. Qui conobbe Maurice Joyant, che diventerà suo amico fidato. Non solo: in seguito sarà pure il curatore della sua eredità. Fondando e dedicando all’amico il museo ad Albi.

Un altro grande amico di Toulouse-Lautrec è Renè Princeteau, pittore sordomuto e conoscente del padre. Sarà questi a occuparsi della prima educazione artistica del ragazzino, portandolo al circo e al teatro. Tra il 1878 e il 1881 lo spingerà a raffigurare soggetti sportivi. Siccome, però, il padre non voleva che il nome della famiglia venisse infangato, Henri firmerà i primi lavori con lo pseudonimo di Monfa, poi Tolav-Segroeg. Nell’esposizione del 1887 come Treclau (anagramma di Lautrec).

Fece parte di diversi studi pittorici, il nostro, partecipò alle Esposizioni di Bordeaux nel 1893 e nel 1900. Nel 1891, intanto, dopo aver esposto anche a Bruxelles, aprirà con Anquetin, Bonnard, Bernard e Denis una galleria chiamata Le Barc de Boutteville, dove organizzerà un’Esposizione dei pittori impressionisti e simbolisti. E’ stato definito l’anima di Montmartre.

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