John Ford

Lo conosciamo tutti come John Ford. John Martin Feeney nasce a Cape Elizabeth, nel Maine, il primo febbraio del 1894. Tredicesimo della numerosa prole degli immigrati irlandesi John Augustine e Barbara Curran, cresce e si diploma presso la Portland High School prima di lavorare come operaio in una fabbrica di calzature e trasferirsi ad Hollywood per raggiungere il fratello maggiore Francis Ford, affermato attore cinematografico e regista di B-movies per la Universal di Carl Laemmle.

John Ford: la regia sotto pseudonimo

Nel 1917, Feeney dirige il suo primo cortometraggio per la 101 Bison: si tratta del western intitolato “Il tornado”, occasione di protagonismo per un Ford che recita e si cimenta persino come acrobata e stuntman. Seguono numerose pellicole dello stesso genere, tutte girate con lo stesso gruppo di attori (tra cui Harry Carey), prima del lungometraggio “Centro!”. Durante i primi anni 20’, il talentuoso regista abbandona la Universal per firmare un contratto con la Fox e girare poco tempo dopo “Amici per la pelle”, la storia di un vagabondo cui cambia la vita grazie all’amicizia con un orfano tredicenne. Il salto di qualità di John Ford avviene a partire dal 1923, in occasione di produzioni come “Ladro d’amore” (con John Gilbert), “Il cavallo d’acciaio”, “The Shamrock Handicap” e Hangman’s House, cui prende parte per la prima volta il leggendario John Wayne. Dopo aver girato le ultime pellicole per la Fox (The Black Watch e Il sottomarino) il regista si dedica alla regia di alcuni lavori considerati “minori” dalla critica prima di realizzare “La pattuglia sperduta” (1934, Oscar alla migliore colonna sonora) ed una trilogia di film con Will Rogers. (Wikipedia)

I grandi capolavori e gli ultimi anni

Il grande successo di Ford arriva l’anno seguente grazie a “Il traditore”, film ambientato durante la rivolta del Sinn Féin che vale ad esso quattro premi Oscar, tra cui uno per la miglior regia. Nel 1939, è la volta del prototipo del western classico “Ombre rosse” seguito da “Alba di gloria”, “La più grande avventura” (primo lavoro a colori) e “Com’era verde la mia valle” (1941). Dopo aver preso parte alla guerra, Ford torna nelle sale con “Sfida infernale” prima di dare vita alla trilogia sulla Cavalleria dell’Esercito dell’Unione (Il massacro di Fort Apache, I cavalieri del Nord Ovest, Rio Bravo) e “Un uomo tranquillo”, girato in Irlanda nel 1952 (Oscar per la migliore regia). Nel 1955, John Ford gira un remake de “Il giudice” (intitolato Il sole splende alto) ed un lavoro in cinemascope (La lunga linea grigia) prima di “La nave matta di Mister Roberts”, con Henry Fonda imposto protagonista contro il volere della Warner (tuttavia l’attore abbandona il set ed è sostituito da Mervyn LeRoy). In seguito a “Cavalcarono insieme” (1961), “L’uomo che uccise Liberty Valance” (1962), “Il grande sentiero” (1964), “Il magnifico irlandese” e “Missione in Manciuria” (1966), John Ford si ritira a vita privata prima di morire di cancro a Palm Springs, il 31 agosto del 1973.