Catene da neve

Soffocati dal caldo di agosto, l’ultima cosa a cui si potrebbe pensare sono le catene da neve. Eppure tale importante accessorio fu brevettato proprio in questo periodo, più di un secolo fa; per la precisione era il 23 agosto 1904.
Quel giorno l’ufficio brevetti di New York registrò l’invenzione di un certo Harry Delyne Weed, definita come sistema di battistrada per l’aderenza delle ruote pneumatiche.

La storia delle catene da neve

All’inizio del XX secolo le strade americane non erano certo come quelle attuali. Spesso non erano nemmeno asfaltate; di conseguenza quando pioveva si riempivano subito di fango e la neve non faceva altro che aggravare le condizioni di quella poltiglia viscida che creava problemi a non finire alla rada ma crescente circolazione degli autoveicoli.

Weed era un inventore, quindi aveva doti di osservatore attento. Notò che gli automobilisti dell’epoca cercavano di affrontare il problema dei fondi molto scivolosi usando mezzi molto improvvisati. Il sistema più diffuso era l’applicazione di funi alle ruote, per ritrovare un minimo di aderenza. Ma l’efficacia era decisamente scarsa.

Da qui l’idea di un metodo per consentire il recupero del grip tra ruota e suolo, che però fosse anche resistente e adatto sia al fango che, soprattutto, alla neve. La catena metallica rispondeva perfettamente a tali esigenze. Lo faceva così bene che questo principio viene usato ancora oggi, sia pure dopo diverse evoluzioni.

Le catene da neve Weed

Le catene Weed ricevettero un notevole impulso commerciale grazie ad un eccellente colpo pubblicitario nel 1908. Il famoso Harry Houdini, popolarissimo all’epoca grazie alla sua arte suprema nel liberarsi da ogni tipo di laccio, fune, catena o serratura, cercava sfide sempre più complesse per aumentare la spettacolarità dei suoi show. Così l’azienda, il cui nome era Weed Chain Tire Grip Company, offrì al mago della fuga l’occasione di dimentarsi col loro prodotto.

Lo spettacolo andò in scena il 10 aprile 1908 sul palco del teatro Hammerstein di New York. Alcuni addetti dell’azienda di Weed legarono Houdini con sei coppie delle loro catene e lo imprigionarono in due ruote con cerchi d’acciaio. Egli impiegò più di mezz’ora per liberarsi, rischiando ad un certo punto di restare soffocato da una delle catene che gli stava serrando la gola.

Questo numero provocò grande sensazione nel pubblico e sui giornali, aumentò ancora di più la fama di Houdini e rese le catene Weed un prodotto sulla bocca di tutti, con i relativi effetti sulle vendite.

Tuttavia Weed non era un inventore alla Edison; il suo senso degli affari non era pari alla sua creatività, quindi poco tempo dopo vendette i suoi brevetti alla American Chain and Cable Company. Durante la prima guerra mondiale servì nell’esercito americano, dove raggiunse il grado di tenente colonnello e fu decorato per aver sviluppato validi congegni utili all’aviazione, come i meccanismi di sgancio delle bombe e i dispositivi di sincronizzazione tra mitragliatrice ed elica.

Oggi le catene da neve hanno meno appeal rispetto ai decenni passati, almeno nelle località dove il clima è abbastanza mite. Innanzitutto perché il progressivo innalzamento della temperatura globale rende le nevicate importanti un fenomeno sempre meno frequente; in secondo luogo perché l’evoluzione nella tecnologia dei pneumatici ha permesso la costruzione di gomme capaci di offrire un’aderenza discreta anche sulla neve (fino ad un certo punto), senza la scomodità derivata dall’uso delle catene.

Tuttavia, come si usa dire, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Se la neve è molto alta oppure in caso di ghiaccio, insomma quando le condizioni sono veramente critiche, le gomme termiche (conosciute in Europa come Mud + Snow, cioè M+S) mostrano molti limiti.

In altri termini, non ce la fanno più. L’unica soluzione veramente efficace resta il montaggio delle catene. Che peraltro sanno lavorare benissimo quando sono montate intorno a gomme M+S.

Possiamo senz’altro concludere osservando che quelle da neve sono le uniche catene che rendono liberi.

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