Mobilità del futuro, dal TAD 2020 un omaggio a tre marchi automobilistici

Nell’ambito della mobilità del futuro l’appuntamento con gli allievi del Master in Transportation & Automobile Design (TAD) del Politecnico di Milano è sempre uno dei più attesi. Soprattutto quando si parla del Graduation Day organizzato da POLI.design, quello dedicato ai progetti. L’evento purtroppo non si è potuto svolgere secondo i canoni abituali causa pandemia Covid-19, ovvero con un evento pubblico e l’esposizione fisica dei modelli di stile presso il Politecnico di Milano. Il tutto si è svolto con una webinar in diretta streaming sul sito della testata Car Design News, tra le più autorevoli in ambito internazionale.

Mobilità del futuro, tre concept car in ambito luxury

Una novità assoluta di quest’anno, è stata l’assenza del vincolo di dover lavorare con un unico gruppo automobilistico, come avvenuto nelle precedenti edizioni, così i quattordici allievi del Master TAD, quattro dei quali provenienti dall’estero, hanno presentato tre progetti di veicoli per la mobilità del futuro in ambito luxury, ispirandosi a prestigiosi brand differenti. Lagonda AURA, Land Rover BULWARK e BMW HYLA, sono stati i tre progetti di tesi che hanno portano direttamente in un futuro estremo, esplorando scenari immaginari nell’anno 2050, anche se la loro analisi è iniziata dallo studio di luoghi e città reali ai giorni nostri.

Lagonda Aura

La concept car Lagonda Aura al TAD 2020

Per questo Master TAD 2020, il tema centrale è stato quello della mobilità del futuro, e Lagonda AURA è uno dei tre progetti più interessanti presentati al Graduation Day di quest’anno. Lagonda AURA cerca di venire in contro alle esigenze di chi cerca un mezzo di trasporto veloce ed efficiente sul quale poter lavorare, ma anche socializzare e rilassarsi. Un mezzo altamente tecnologico, fatto per persone molto attive a livello professionale. L’auto, quindi, vuole portare un nuovo concetto di lusso, mettendo in campo il concetto di un lusso profondamente personale, e quindi di vettura estremamente personalizzabile. L’omaggio è qui a Lagonda, un marchio la cui proprietà è di Aston Martin che vuole rivolgersi a imprenditori uomini e donne, con un design particolare molto armonico e proporzionato. L’aspetto è quello di una berlinona premium, con forme squadrate nella parte inferiore della vettura, evidente soprattutto dai passaruota alti e con linee dritte, nette, che arrivano direttamente alle estremità anteriore e posteriore della carrozzeria, confluendo nei fari verticali. La parte superiore, invece, è un unico arco morbido che parte dal lunotto posteriore e arriva al parabrezza anteriore, o viceversa.

Lo schema del progetto di Lagonda Aura

L’anteriore e il posteriore sono pensati per essere uguali, o comunque molto simili. Quello che si nota di più, oltre all’armonia e alla pulizia delle linee, sono i grandi fari a sviluppo verticale all’anteriore e orizzontale al posteriore (che percorre il lunotto in tutto il suo perimetro),con una trama a LED particolarmente intricata, che li fa sembrare quasi dei cristalli molto elaborati e ricercati. Altra caratteristica che salta all’occhio sono i vetri che da fuori sono coperti in tinta della carrozzeria, proprio perché il concetto di lusso vuole farsi sempre più intimo: l’ambiente interno della vettura deve essere un luogo isolato, in cui poter lavorare, rilassarsi, conversare al riparo da ogni agente esterno.

Land Rover Bulwark

La concept car Land Rover Bulwark presentato al TAD 2020

 Il Land Rover Bulwark è il veicolo nato in omaggio alla celebre casa britannica, e al contempo rende l’idea del pick-up versatile del futuro. Il Gruppo Wildlands ha lavorato, nella creazione del suo elaborato di tesi, omaggiando Land Rover e i suoi ultimi modelli, come Velar ed Evoque. Questo team immagina un veicolo essenzialmente dal lavoro, in un futuro neanche tanto lontano in cui il cambiamento climatico sarà spesso causa di condizioni climatiche avverse ed estreme. Il Bulwark è un pick-up dal design raffinato con chiara impronta Land Rover, molto resistente e performante, in grado di resistere a ogni condizione: è chiaro, quindi, che vuole essere il Defender versione veicolo commerciale del futuro.

Un veicolo in grado di camminare tranquillamente su terreni impervi, duri, su superfici spesso accidentati, su tracciati off-road che pochissimi altri veicoli potrebbero essere in grado di percorrere: grandi altitudini, condizioni desertiche, piogge quasi tropicali. Proprio per questo, il Land Rover Bulwark è stato pensato dai ragazzi di Wildlands non solo come veicolo pick-up, ma anche come veicolo modulare e adattabile, perfetto sia per lavoratori privati, che per enti istituzionali, come vigili del fuoco, squadre di pronto intervento, protezione civile, e guardia forestale.

BMW Hyla

Non solo mobilità del futuro. Ma come sarà la City Car del futuro? Secondo il team laureando al Master TAD 2020, organizzato da Poli.design (Politecnico di Milano), sarà una monoposto, elettrica, stretta e a tre ruote. La BMW Hyla. Una vettura adatta e pensata soprattutto per città costiere come Venezia e Amsterdam, caratterizzate da strade e vicoli molto stretti. Un design particolare ma anche molto ricercato, volto tutto alla praticità. In un ipotetico anno immaginario 2050 caratterizzate da uno stretto rapporto tra uomo e natura, l’aumento dei livelli dell’acqua e quello demografico porteranno ad un cambiamento radicale della morfologia. Pertanto, i designer del Master TAD hanno ipotizzato che vedremo la creazione di distretti galleggianti in stile moderno, preservando ad ogni modo l’essenza storica della città stessa. 

Pertanto ci sarà l’esigenza di spostarsi frequentemente dal quartiere galleggiante alla terraferma e su quest’ultima. Partendo dalla bicicletta, mezzo di trasporto per antonomasia in questa tipologia di città, è nato il concept Hyla, veicolo anfibio monoposto a tre ruote. Hyla vuole avere quella praticità e agilità che solo una bicicletta è in grado di dare. Quale mezzo anfibio, Hyla è stato sviluppato come veicolo modulare adattabile a diverse tipologie d’uso, pertanto in sede progettuale il mantra categorico è stato il principio che le forme dovevano assecondare la funzione. La linea del concept è stata dettata dagli scopi e dalle esigenze tecniche che lo contraddistinguono.