Albert Einstein

Albert Einstein nasce il 14 marzo del 1879 a Ulma, in Germania. Figlio di Pauline Koch e Hermann Einstein, proprietario di una piccola azienda di macchinari elettrici, cresce e frequenta una scuola elementare cattolica (nonostante il credo ebraico della famiglia) oltre a seguire lezioni di violino.

Viaggia spesso per l’Europa a causa dei problemi economici familiari: dopo Monaco di Baviera, nel 1894 è a Pavia, poi a Berna e Milano. Dopo aver fallito all’esame d’ingresso al Politecnico di Zurigo, si diploma nella cittadina di Aarau e ritenta nuovamente la prova, questa volta superandola, nell’ottobre del 1896. (Wikipedia)

Albert Einstein: il Premio Nobel per la Fisica

Poco tempo dopo, si innamora di Mileva Maric e conclude la propria esperienza scolastica classificandosi quarto su cinque promossi: naturalizzato svizzero e padre di due figli, Einstein lavora presso l’ufficio brevetti di Berna prima di pubblicare un articolo sull’effetto fotoelettrico, una tesi di dottorato sul tema “Nuova determinazione delle dimensioni molecolari”, uno scritto sul moto browniano, una prima memoria e seconda memoria (sulla relatività ristretta) e un tema che riprende nuovamente il moto. A partire dal 15 gennaio del 1906, ottiene un dottorato e si dedica alla professione di insegnante; nel 1911 si trasferisce a Praga e, poco più di tre anni dopo, diviene direttore dell’istituto di Fisica dell’Università di Berlino.

Sposa la cugina Elsa Einstein, in seguito al divorzio dalla moglie e, nel 1915, propone una teoria relativistica della gravitazione sulle proprietà dello spaziotempo a quattro dimensioni. Due anni dopo, mostra il legame tra la legge di Bohr e la formula di Planck dell’irraggiamento del corpo nero. A partire dal 1919, le perdizione della relatività generale vengono confermate dalle misurazioni dell’astrofisico Arthur Eddington durante un’eclissi solare: da quel momento, gli esperimenti (sempre più precisi) confermano le predizioni della teoria del matematico tedesco, Premio Nobel per la Fisica del 1921.

Trasferimento negli Stati Uniti, ultimi anni e morte

Nel gennaio del 1933, data in cui Adolf Hitler sale al potere, Einstein è professore ospite dell’università di Princeton. il 7 aprile dello stesso anno ogni insegnate di origine ebraica è licenziato: le continue pressioni anti-semitiche convincono Einstein a trasferirsi negli Stati Uniti e a rimanerci fino alla morte.

Prosegue le proprie ricerche presso l’Institute for Advanced Study di Princeton: durante i suoi ultimi anni di vita tenta di unificare la gravità e l’elettromagnetismo, sebbene sia già iniziato lo studio della forza nucleare forte e debole. Il 18 aprile 1955, Albert Einstein muore, colpito da un’improvvisa emorragia causata dalla rottura di un aneurisma dell’aorta addominale.

In seguito alla morte del matematico, il patologo Thomas Stoltz Harvey rimuove di propria volontà il cervello di Einstein e lo conserva in casa propria (in un barattolo sottovuoto) per circa 30 anni: i parenti del genio vengono messi al corrente della notizia e, come espressa volontà del tedesco, acconsentono alla selezione (in 240 parti) del cervello per essere spedito ad altrettanti ricercatori.

MERITA LETTURA: 10 curiosità su Albert Einstein (by Wired).

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