aec illuminazione

Il Made in Italy non si esprime solo nell’agricoltura o nell’abbigliamento. Non dobbiamo dimenticare che il nostro Paese è ancora oggi la seconda nazione manifatturiera europea dopo la Germania. Da noi esistono tante realtà industriali floride e all’avanguardia. Una di queste si chiama AEC Illuminazione (Visita il sito ufficiale), azienda fondata nel 1957 da Cino Cini in Toscana, a Subbiano (Arezzo). Da oltre 60 anni è attiva nel campo dell’illuminazione industriale, in particolare l’illuminazione pubblica, quindi stradale.

Qui sotto il video che racconta i punti di forza di una delle aziende più interessanti del panorama italiano.

E’ fondamentale sottolineare questo aspetto: nel caso di AEC, Made in Italy significa effettivamente “fabbricato in Italia”. Non importato dall’Asia, impacchettato con una confezione elegante e rivenduto da noi. I manufatti di AEC sono progettati e anche costruiti qui. (nella foto in alto l’Autostrada E16 Slomarka in Norvegia)

Si tratta, come si dice oggi (mai abbastanza, data la situazione mondiale), di prodotti italiani al 100%. E non è una piccola azienda, poiché esporta il 52% della produzione in 45 nazioni in tutto il mondo, dai paesi UE a Singapore, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, dal Canada agli Emirati Arabi. Conta 18 sedi in Italia e anche una in Germania, a Francoforte.

Nordhavn Tunnel in Danimarca

AEC ILLUMINAZIONE, LA SUA STORIA IN SINTESI

Ripercorriamo brevemente la storia di questa azienda nelle sue fasi principali. La AEC ha cominciato la sua attività fabbricando apparecchi per illuminazione interna ad uso industriale o commerciale ed esterna per giardini, sia pubblici che privati. Dopo l’alluvione di Firenze del 1966, la AEC fornì la nuova illuminazione decorativa della città. Nel frattempo la gamma di prodotti si era ampliata ai candelabri artistici in ghisa, adatti ai centri storici delle città italiane. Fu una delle prime aziende al mondo a produrre tali oggetti e grazie a questi l’impresa toscana cominciò a farsi conoscere all’estero.

Harbour Bridge in Nuova Zelanda

Una delle caratteristiche di rilievo della AEC, e in generale delle aziende di successo, è sempre stata la grande attenzione verso la ricerca, investendovi con continuità importanti risorse finanziarie. Negli anni Ottanta, nel 1982 per la precisione, la AEC è quindi stata in grado di avviare una grande espansione strategica e commerciale, entrando nel mercato della pubblica illuminazione, dunque la produzione di apparecchi per l’illuminazione stradale.

Nel 1984 è avvenuto il passaggio di testimone generazionale al vertice dell’azienda, la cui guida è stata assunta da Alessandro Cini. Le nuove sfide hanno reso necessario nel 2000 il trasferimento della sede dallo storico stabilimento di Subbiano al nuovo quartier generale nelle vicinanze, nella frazione Castelnuovo. E nel 2008 AEC si è mostrata ancora una volta all’avanguardia, questa volta sui temi del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente, avviando un progetto di sensibilizzazione di autorità e cittadini, diretto a promuovere apparecchi e sistemi d’illuminazione molto efficienti e performanti basati sulla tecnologia a LED.

RICERCA E SVILUPPO, IL CUORE DELLA AEC

Oggi la sede di AEC Illuminazione incorpora un laboratorio prove e due laboratori fotometrici per testare tutti i prodotti, nella stretta osservanza delle direttive europee in termini di compatibilità elettromagnetica e sostenibilità ambientale dei suoi processi industriali, oltre che dei prodotti. Inoltre nel 2019 verrà inaugurato un nuovo polo tecnologico, un progetto ambizioso per migliorare ulteriormente competitività e produttività.

Ferrari a Maranello

Due fattori che dipendono strettamente dalle parole magiche ricerca e sviluppo. La chiave oggi, nel campo dell’illuminazione pubblica, è fornire sistemi che riducano al minimo l’impatto ambientale e allo stesso tempo siano intelligenti. La ricerca di AEC interessa tre macro-aree di riferimento: progettazione ottica, meccanica ed elettronica. Andiamo più in profondità, perché la ricerca è il vero e proprio cuore della AEC. Il sistema ottico permette la gestione della sorgente LED mediante riflettori in alluminio ad alta efficienza e schermi in vetro temperato; ciò garantisce eccellente qualità, elevata efficienza e facile pulizia dei prodotti.

La progettazione meccanica viene effettuata ricorrendo ai processi di modellazione solida basati su software CAD (Computer Aided Design) tridimensionale; inoltre vengono utilizzati anche sistemi CAE (Computer Aided Engineering), cioè software di simulazione, per studiare e progettare il comportamento termico dei dissipatori, un elemento chiave del prodotto. Altrettanto fondamentale è la componente elettronica. Alimentatori e schede di controllo vengono scelti e testati accuratamente in particolare su sicurezza elettrica e prestazioni, anche in condizioni di funzionamento sotto stress, in modo da costruire un prodotto ad alta affidabilità e performance.

Avete mai sentito l’espressione “industria 4.0”? Una fabbrica efficiente oggi è altamente automatizzata e interconnessa; robot e altri sofisticati macchinari svolgono i lavori pesanti, pericolosi e ripetitivi, mentre il personale umano, altamente qualificato e specializzato, si occupa della preziosa e insostituibile funzione di controllo; inoltre i macchinari sono collegati tra loro e alla rete informatica centrale, in modo da velocizzare tutti i processi.

Londra nel Regno Unito

E’ quella che in inglese viene definita “Smart Factory”. Motore di tutto è l’innovazione; AEC ha dedicato ingenti investimenti alla realizzazione di impianti allo stato dell’arte. Ad esempio linee di lavorazione molto complesse e impressionanti come il reparto “Molds & Die Casting”, cioè la sezione in cui vengono stampate le lamiere che comporranno le parti dei prodotti finiti. Si tratta di macchinari mastodontici: gli stampi possono raggiungere dimensioni fino a 14 tonnellate e vengono montati su una macchina di pressocolata da 2.500 tonnellate.

I PRODOTTI PRINCIPALI DI AEC

Spesso quando guidiamo non ci facciamo caso, ma in cima a quegli enormi pali che chiamiamo colloquialmente lampioni c’è un concentrato di tecnologia che ci aiuta a viaggiare più sicuri. AEC Illuminazione ha nella Germania uno dei suoi mercati principali. Ad esempio, Berlino ha intrapreso un programma di sostituzione delle lampade tradizionali con i moderni apparecchi a LED.

Le amministrazioni locali più illuminate, concedeteci il gioco di parole, sanno che il costo per la sostituzione si ripagherà ben presto grazie all’efficienza infinitamente maggiore, che consente colossali risparmi energetici; corollario altrettanto fondamentale è un’importante riduzione dell’inquinamento: perché viene usata meno energia e perché diminuisce anche il numero di lampade da smaltire ogni anno, data la durata di gran lunga superiore delle lampade a LED.

Ma il vantaggio forse più importante di tutti è la migliore qualità della luce prodotta da tali apparecchi: bianca come quella solare, intensa ma non fastidiosa. Quindi guidatori e pedoni vedranno di più e meglio, a tutto beneficio della sicurezza stradale e sociale.

AEC ha fornito all’amministrazione berlinese i prodotti chiamati Italo e I-Tron; oltre agli altri vantaggi, si aggiunge quello di dirigere il fascio luminoso solo verso il basso, senza dispersione di luce verso l’alto, quindi una riduzione diretta anche dell’inquinamento luminoso. Passando al Regno Unito, Italo illumina alcuni tra i quartieri più famosi di Londra. Poiché eccellenza chiama eccellenza, in Italia il comune di Maranello ha scelto Italo di AEC per illuminare le aree pubbliche circostanti la sede della Ferrari. Sempre restando nel nostro Paese, a Milano AEC ha illuminato l’Expo 2015, fornendo oltre 100.000 apparecchi Italo.

Ma il risparmio non è terminato con l’esposizione universale, perché le lampade proseguono nella loro opera di riduzione dei consumi energetici; non parliamo di bazzecole, bensì il 52% in meno di consumo e il 32% di spese. In una città come la metropoli lombarda, questo si traduce in parecchi milioni di euro.

Senza contare le oltre 23mila tonnellate di CO2 in meno che ogni anno vengono immesse nell’atmosfera. Stessa strada seguita da Torino: 45.000 corpi illuminanti Italo e il proiettore Galileo per l’illuminazione da proiezione architetturale: il 60% di risparmio energetico per il capoluogo piemontese, oltre 4.600 tonnellate equivalenti di petrolio in meno ogni anno. E così via, in tutta l’Italia e in ogni parte del mondo.

IL PROCESSO PRODUTTIVO

Va sottolineato che nel processo produttivo dell’azienda sono presenti i Nastri 3M VHB™ e gli Adesivi Strutturali 3M™ Scotch-Weld™. L’uso di questi prodotti ha dato ottimi risultati in termini di design e produttività. Il nastro VHB™ 3M™ ha la forza dei rivetti e la semplicità dei nastri e sostituisce al meglio i sistemi di fissaggio tradizionali in applicazioni complesse.

Invece gli adesivi acrilici bicomponenti di ultima generazione sviluppati da 3M si caratterizzano per l’ampio range di tempi aperti, la rapidità di polimerizzazione, la formulazione quasi inodore e l’estrema resistenza al calore. Il tandem formato da AEC e 3M genera così prodotti di qualità che poggiano le basi su tre parole chiave: Efficienza, produttività e alte performance.

in collaborazione con 3M Italia