Ford Bronco

Il Ford Bronco sta per tornare. Non immediatamente: sarà nel 2020, come ha annunciato il presidente di Ford America Joe Hinrichs, durante la conferenza stampa tenuta in occasione del salone di Detroit 2017. La sostanziale novità, oltre al fatto che questo modello è assente dai mercati da ben 20 anni, sarà la sua commercializzazione globale, quindi non più limitata al continente americano e all’Australia come in passato.

Chi non mangia pane a stelle e strisce tutti i giorni potrebbe legittimamente chiedersi cosa sia il Ford Bronco. Ripercorriamone la storia, piuttosto lunga.

La storia del Ford Bronco

Partiamo dal nome, perché esprime perfettamente la natura di questo veicolo. “Bronco” è una parola di origine spagnola e viene usata dagli americani per definire un cavallo poco o per nulla addomesticato. Un equino non domato ha un carattere focoso, praticamente selvaggio.

Il Ford Bronco è un SUV di medie dimensioni introdotto dalla casa americana quando la parola SUV nemmeno esisteva, nel 1966. Ha avuto un’onesta vita commerciale, 30 anni: è stato prodotto fino al 1996, in cinque differenti generazioni; ne sono stati costruiti circa 230.000 esemplari, quindi non un campione di vendite. Originariamente il Bronco nacque come fuoristrada leggero e molto compatto: aveva un passo di 2.337 mm e una lunghezza complessiva di 3.848 mm che, per i gusti americani di quei tempi, equivale praticamente ad una Smart.

L’obiettivo era competere con la Jeep CJ, molto popolare in quel periodo. Adatto ai terreni difficili ma non al traino, che era il regno dei grossi pick-up come l’F-150, lo è tuttora. Nelle generazioni successive il Bronco aumentò le proprie dimensioni, fino a raggiungere la lunghezza di 4.660 mm.

Il Ford Bronco era soprattutto un mezzo da lavoro, doveva essere economico, robusto in grado di sopportare molti strapazzi, come il cavallo da cui prende il nome; inoltre, dopo la crisi petrolifera del 1973, fu posta l’attenzione anche ai consumi (sempre relativamente parlando).

Il caso O.J. Simpson

Il Ford Bronco diventò celebre in tutta l’America e anche nel resto del mondo, molto più di quanto le sue vendite non suggerissero, per questioni che nulla c’entrano con il veicolo. E’ un fatto di cronaca nera amplificato a dismisura dallo show-business televisivo. Il 17 giugno 1994 i network americani trasmisero in diretta un inseguimento molto particolare della polizia di Los Angeles.

Parecchie auto della LAPD vennero riprese mentre scortavano a bassa velocità e prudente distanza un Ford Bronco del 1993. Perché? Vi si trovava l’ex campione di football NFL e poi attore O.J. Simpson (guidava un suo amico).

In quel momento egli era ricercato per l’omicidio dell’ex moglie e di un altro uomo. Simpson avrebbe dovuto costituirsi quella mattina, invece si diede alla fuga lasciando una lettera in cui si proclamava innocente e minacciava il suicidio. L’appello televisivo del suo avvocato a consegnarsi amplificò ulteriormente il chiasso mediatico, già alto data la notorietà dell’indiziato.

Nell’inseguimento la polizia si manteneva a distanza perché Simpson stava puntando una pistola alla propria tempia. Gli elicotteri delle televisioni ripresero tutta la scena e 95 milioni di persone rimasero incollate davanti allo schermo. Dopo 80 Km di fuga, raggiunta casa sua, Simpson si arrese. Successivamente nel processo l’ex campione venne assolto.

Il nuovo Ford Bronco: sarà un vero fuoristrada

Torniamo al presente, anzi al vicino futuro. Come sarà il nuovo Ford Bronco? Sarà innanzitutto un vero fuoristrada, quindi ne verrà accentuata la natura selvaggia, fedelmente al nome. Off-road puro, non più SUV. Perché il prossimo Bronco dovrà competere ancora con una Jeep, però questa volta si tratterà della Wrangler.

Quindi trazione integrale pura, senza compromessi, medie dimensioni, scocca separata dal telaio per sopportare meglio le asperità sui terreni impervi, grande maneggevolezza. Così come l’antenato, il nuovo Bronco verrà prodotto nella storica fabbrica di Wayne, nel Michigan.