Genesis G90: berlina di lusso dalle linee classiche

Avete sentito parlare della Genesis G90? Un passo per volta. Ecco una nuova marca, all’esordio sul palcoscenico mondiale dell’automobile proprio in occasione del salone di Detroit 2016, altrimenti conosciuto nel mondo di lingua inglese come Naias, North American International Auto Show. Parliamo di Genesis. No, Peter Gabriel non c’entra nulla e nemmeno Phil Collins. Nel mondo a quattro ruote ruote Genesis è il neonato (da poche settimane) marchio di lusso del gruppo coreano Hyundai. Per fare un paragone con la concorrenza giapponese, Genesis sta a Hyundai come Lexus sta a Toyota o come Infiniti sta a Nissan.

Il primo modello presentato da questa marca si chiama  Tuttavia nei prossimi cinque anni dalle costole di quest’auto nasceranno altri cinque modelli la cui missione sarà contrastare il dominio tedesco (Mercedes-BMW-Audi) nel settore premium; di conseguenza il mercato europeo sarà uno dei campi di gara più importanti.

Genesis G90: berlina di lusso

Guardiamola, questa G90. E’ lunga, molto lunga, cinque metri e venti. Si colloca quindi in quello che tecnicamente viene chiamato segmento F, quello delle grandi berline di lusso, appunto. Per intenderci: Audi A8, BMW Serie 7, Mercedes-Benz Classe S. Oltre ad essere imponente, è elegante. Il suo design esterno ha forme classiche, sempre attuali, perché giacca e cravatta non tramontano mai; infatti gli indumenti più adatti per viaggiare in quest’auto sono proprio gli abiti formali da top manager (ma niente maglione e la cravatta è obbligatoria).

La linea però non è antiquata, anzi segue le tendenze attuali per questa classe di veicoli. Troviamo dunque davanti una calandra (la griglia centrale che copre il radiatore) di grandi dimensioni e fari affusolati. Il cofano è molto lungo perché deve ospitare motoroni dai cilindri abbondanti e dai volumi consistenti. Di profilo notiamo la dolcezza delle linee, del resto questa vettura non è certo una sportiva, non può e non deve esserlo. La morbida linea del tetto spiove senza asperità verso la coda decisamente corta. La bellezza convenzionale della Genesis G90 è confermata dalla vista posteriore, dove i fanali a forma di triangolo rettangolo dirottano l’occhio verso gli specchietti retrovisori, formando un’ideale linea di confine che racchiude tutta la vettura. I doppi scarichi trapezoidali nel linguaggio del design automobilistico servono a ricordare che sotto il cofano non ci sono certo degli asinelli. (Qui il sito ufficiale della Genesis Motors)

Genesis G90: gli interni

Accomodiamoci all’interno. Prima di proseguire apriamo una parentesi: l’Italia non se la passa certo bene, sotto molti, troppi punti di vista; ignorata per molti aspetti, torna tuttavia ad essere una tappa obbligata quando si cerca l’eccellenza nella manifattura artigianale, quella che in inglese si chiama “craft”. Infatti, per la pelle dei sedili sulla G90, Genesis si è rivolta ad un’azienda italiana, la Conceria Pasubio di Arzignano (Vicenza).

Scelta decisamente indovinata, poiché è sufficiente una rapida occhiata per stabilire che tra la pelle Nappa e i pannelli in vero legno lucido i rivestimenti interni della G90 sono di qualità maledettamente alta; degno ambiente per fare lunghi viaggi cullati e viziati negli agi più fini. Un’esagerazione? E allora come definiamo il sedile guida configurabile elettronicamente in 22 regolazioni diverse e quello passeggero in 14? E la ricarica wireless dei cellulari? E la climatizzazione in tre zone? E l’impianto audio Lexicon? Dal punto di vista del guidatore, i comandi sono perfettamente disposti. L’ampio cruscotto è anche qui abbastanza tradizionalista, con due quadranti analogici. Ma la tecnologia affiora spostando lo sguardo a destra, dove troviamo un largo schermo panoramico in cui confluisce tutto l’impianto multimediale. Si ritorna però al classico più in basso col tocco delicato del piccolo orologio centrale a lancette.

Genesis G90: il motore

Motore, telaio e il resto della meccanica sono materia complessa. E’ sufficiente qui precisare che nulla è lasciato al caso per competere ad armi pari con le tedescone. Sono previsti tre motori a benzina frazionati a 6 e 8 cilindri da 3.3 a 5 litri con potenze da 315 a 425 cavalli. E tutte le diavolerie elettroniche moderne che volete.

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[Photo free by ufficio stampa Genesis]