Infiniti Q60

Lusso o prestazioni? Entrambi, ovviamente. La Infiniti Q60 presentata al Salone di Detroit 2016 non rinuncia a nulla e mette insieme un modello in grado di soddisfare gli amanti della guida sportiva, mantenendo però un’elevato standard nel comfort e in tutto ciò che rende memorabile l’esperienza di vivere in un veicolo d’alta classe. Infiniti è il marchio di lusso del gruppo giapponese Nissan. E’ stato creato nel 1989 proprio con l’obiettivo di penetrare nel settore premium del mercato nordamericano. I suoi concorrenti principali sono Lexus di Toyota e Acura di Honda, oltre ovviamente alle onnipresenti marche tedesche. Il cliente tipo di queste vetture è il giovane rampante, che vuole un’auto di stile per frequentare il bel mondo di cui fa parte, ma che non disdegna di dare sfogo alla voglia di andare forte. Al punto che dal 2013 al 2015 questa casa ha sponsorizzato la scuderia Red Bull di Formula 1 (accordo appena terminato), facendo di Sebastian Vettel anche il proprio “direttore performance”, fino a quando il campione tedesco ha corso per questa squadra, prima di passare alla Ferrari.

Infiniti Q60: comfort e sportività

Allora guardiamola, la Q60 svelata al Naias 2016. Questa coupé deriva meccanicamente dalla berlina Q50 ma ci sono alcune differenze nei motori. Il suo stile è stato anticipato un anno fa da un concept (prototipo). Davanti la Q60 è simpaticamente aggressiva. La grande griglia del radiatore è incorniciata da cromature a doppio arco che ricordano quasi una enorme bocca spalancata mentre urla tutta la propria rabbia, però quasi sorridendo. Poi troviamo gli occhi, anzi i fari; l’aspetto è decisamente umano, accentuato dalle fasce di Led superiori che ricordano molto da vicino le ciglia. Un ulteriore tocco raffinato proviene dalla griglia centrale, che dispone di un’apertura ulteriore che si solleva solo durante l’uso intensivo del motore, per raffreddarlo meglio. Il design del cofano regala sì l’idea di potenza ma, soprattutto, la sua forma è stata accuratamente calcolata per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica, in modo da aumentare le prestazioni e/o ridurre i consumi.

Infiniti Q60: linee da pura sportiva

Il profilo è da sportiva pura, dove le linee delle fiancate sono molto pronunciate e spingono l’occhio a formare un ideale cuneo. Il tocco in più è la feritoia cromata vicino al passaruota. Passiamo alla coda, aggressiva quanto il frontale ma elegante, italiana verrebbe da dire, con i terminali di scarico circolari e i fanali stretti e dinamici, per non parlare delle prese d’aria laterali “cattive”. L’aspetto sportivo è sostenuto da un apparato meccanico adeguato, il cui cuore pulsante è il motore 3.0 V6 biturbo, disponibile in potenze da 300 e 400 cavalli. La trasmissione è automatica a sette rapporti, collegata alla trazione posteriore, da sportiva purosangue. Ma è disponibile anche una trazione integrale. I dispositivi tecnologici più recenti permettono inoltre di avere un comportamento stradale sicuro e divertente.

L’interno d’impronta sportiva ma senza le asperità delle vetture corsaiole estreme. Gli ingegneri della casa giapponese non hanno dimenticato che in una Infiniti non si deve guidare stressati. Per cui troviamo i dispositivi più sofisticati per ridurre al minimo le vibrazioni fastidiose; l’attenzione maniacale è arrivata al punto perfino di progettare i raggi dei cerchi in modo che vibrino di meno. E contro i rumori indesiderati del motore troviamo il sistema attivo di cancellazione (attraverso l’impianto audio) delle frequenze sonore fastidiose.

Il tutto mentre si è circondati da un’eleganza che rende molto gradevole la marcia anche a velocità da crociera. Infiniti come infinito, nel senso del piacere di viaggiare.

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[Photo by ufficio stampa Infiniti]