La Notte delle Lanterne

Sì, la Notte delle Lanterne è stato un successo. Qualcuno dice che c’erano al massimo qualche decina di lanterne. Qualcuno dice meno di dieci. E’ stato un vero delirio. Un flop epocale. Ma è stato un successo. Del web. L’ennesima dimostrazione della potenza di internet. Provo a mettere un po’ di ordine.

La storia è presto detta: L’Unione buddhista italiana aveva richiesto un’autorizzazione alla Questura di Milano per il lancio delle Lanterne. L’organizzazione (Urbanzen e UBI, Unione Buddhista Italiana) prevedevano circa 150 persone. A La Notte delle Lanterne ne sono arrivate circa 45mila (cifra stimata dalla Polizia). Pochi (quasi nessuno) conosceva il vero motivo, ma sono accorsi sulla Darsena per scattare una bella foto e piazzarla su Instagram, alla ricerca dei loro 15 minuti di gloria in perfetto stile Andy Warhol e di una tot di cuoricini al chilo. O like di Fb se preferite. [qui Milano Corriere]

In verità l’evento già diffuso in tutto il mondo serviva a sensibilizzare i cittadini sul bisogno di un futuro più sostenibile. E in occasione dell’Expo si sperava di poter accendere l’attenzione di tutti. Il risultato: un delirio. Il Comune di Milano e la Questura non hanno capito quanto stava montando in Rete l’attenzione. E’ finito tutto con migliaia di persone ammassate sulle rive della Darsena e il traffico dei Navigli in tilt. Alcuni automobilisti sono rimasti bloccati per ore. Molti di quelli che si erano mossi con i mezzi non sono riusciti a raggiungere la metropolitana di Porta Genova. Un vero, clamoroso, #epicfail.

Ma è stato un successo. Il successo di internet. Perché una piccola manifestazione che doveva vedere un centinaio di persone coinvolte ha preso dimensioni elefantiache grazie ai social. La pagina di Facebook dedicata a La Notte delle Lanterne ieri contava oltre 80mila iscritti (leggi LaStampa.it). L’hashtag #LaNottedelleLanterne è rimasto in cima ai trend di Twitter per oltre 36 ore.

La Notte delle Lanternet: i messaggi sono due

1) La portata di internet è strabiliante. Un’idea (se è virale) può fare il giro del mondo in poche ore. Può conquistare l’attenzione degli utenti e dei mass media in pochi secondi. Non a caso molti siti internet hanno cavalcato il traffico web scrivendo articoli con la keyword (SEO is the King) “La Notte delle Lanterne”. La ciliegina sulla torta il post de ilmilaneseimbruttito (cliccate qui) condiviso su Fb oltre 5000 volte.

2) L’Italia non ha ancora capito internet. I giovani, i social addicted, i lavoratori del web lo usano, lo studiano tutti i giorni. Ma il nostro Paese è ancora il regno degli analfabeti digitali. Anche un bambino avrebbe capito che ieri sera una folla di persone di sarebbe presentata alla Darsena. Bastava guardare il “rumore” su internet, il social buzz (incredibilmente naturale e quindi gratuito) che montava tra Facebook, Twitter e i tantissimi siti che ne hanno scritto. Gli unici a non rendersene conto sono state le Istituzioni. L’evento è stato “bucato” in maniera imbarazzante e solo poche ore dopo sono arrivate sui Navigli 15 pattuglie della Polizia (utile l’articolo di milanotoday) per cercare di riportare l’ordine. Ma ormai c’era poco da fare. E pure poche Lanterne da fotografare. Ma che successo, signori miei. Il web ha vinto ancora una volta. Come sempre. Chissà se finalmente l’Italia ha sentito la sveglia.

[Photo by Pixabay.com]