Epifania e Befana: storia e curiosità

La parola epifania, intesa nell’antica Grecia, indica un’azione e/o manifestazione divina. Secondo i documenti scritti da Tito Flavio Clemente d’Alessadria nel 150 dopo Cristo, le prime comunità cristiane in Egitto amano celebrare la natività del salvatore (insieme alla propria manifestazione) il 15° giorno del mese di Tybi, ovvero l’odierno sei gennaio; dal terzo secolo in poi i credenti del Vicino Oriente associano questa festività ai tre segni rivelatori di Gesù (adorazione dei Magi, battesimo e primo miracolo). L’Epifania, intesa come battesimo di Gesù, è riconfermata dal teologo e Santo Epifanio Salamina di Costanza di Cipro d’Oriente, uno tra i padri della Chiesa Cattolica Cristiana: secondo le sue teorie l’avvenimento doveva ricadere 12 giorni seguenti il Natale, probabilmente per sostituire gli antichi simbolismi tra il numero 12 e i riti pagani del Sol Invictus. Il calendario giuliano cita l’Epifania 13 giorni più avanti del calendario gregoriano; gli ortodossi della Chiesa d’Oriente di rito Bizantino celebrano la festività (chiamata Teofania) il 19 di gennaio.

Epifania Folkloristica

Epifania: Secondo credenze degli antichi romani si pensa che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio la dea lunare Diana (o Satia) voli insieme a delle fanciulle per i campi, appena seminati, con lo scopo di propiziare il raccolto. Riti pagani sono caratterizzati da cicli stagionali legati all’agricoltura: il solstizio invernale (ad esempio) è legato alla ricorrenza del Sol Invictus e la dodicesima notte seguente l’avvenimento si celebrava infatti la morte e rinascita della natura. Secondo l’enciclopedia libera un’ipotesi accomuna l’odierna Befana con un’antica festa romana in onore di Giano e Strenia, caratterizzata dallo scambio di doni, e con alcune figure della mitologia germanica (Holda Berchta) che rappresentano la natura invernale. Con l’avvento del Medioevo queste credenze sono paragonate al satanismo e alla stregoneria: la Befana cavalca infatti una scopa volante, antico simbolo correlato alla purificazione delle case in previsione della rinascita della stagione e successivamente paragonato al demonio, mentre il volto vecchio del personaggio rappresenterebbe invece l’anno passato. (la storia su Wikipedia)

Il mito dell’anzaia e dei Magi

Epifania: Stando ad una versione “cristianizzata” di una leggenda risalente al XII secolo, i Re Magi diretti a Betlemme decidono di chiedere informazioni ad una signora anziana, non riuscendo a trovare la strada: malgrado le insistenze dei Magi essa non esce di casa per accompagnarli ma, pentita di non averlo fatto, prepara un cesto di dolci e si incammina per ritrovarli. Entra in seguito in ogni abitazione e decide di cedere una quantità di leccornie ai bambini, nella speranza che uno di essi sia il salvatore. I piccoli decidono di appendere delle scarpe (o calze) fuori dall’uscio di casa per essere utilizzate dall’anziana come ricambio durante il lungo viaggio: se quest’ultima dimostrerebbe di non averne bisogno, gli indumenti si riempirebbero di dolciumi. (la storia della Befana)

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