Coronavirus, le case automobilistiche si convertono ai ventilatori polmonari

Dalla produzione di automobili ai ventilatori polmonari. Il coronavirus implica maggior flessibilità e validi aiuti per combattere l’epidemia. Questione per cui le case automobilistiche non hanno battuto ciglio, mettendosi in “moto” con stabilimenti allestiti e adibiti all’approvvigionamento di materiale medico necessario agli istituti ospedalieri. Tra italia e resto del mondo facciamo una panoramica sui brand del panorama automotive impegnati a supporto della lotta al COVID-19.

coroavirus dalla produzione di automobili ai respiratori

Fca produce elettrovalvole a Cento

Il team di Manufacturing Engineering della regione Emea di Fca ha realizzato nello stabilimento di Cento, dove si producono motori ad alte prestazioni, il primo gruppo di elettrovalvole. Ossia il “cuore” pulsante dei ventilatori polmonari, di cui oggi c’è un grande bisogno nelle terapie intensive degli ospedali. Un valido aiuto che permetterà all’unica azienda italiana di ventilatori, la Siare Engineering, di moltiplicare la produzione. Verranno in questo modo soddisfatti i picchi della domanda per i pazienti affetti da coronavirus e in insufficienza respiratoria. Composto da 20 persone specializzate, il team di Cento, permetterà una riduzione dei tempi di produzione delle apparecchiature complete, all’interno dell’impianto di Valsamoggia (sede della Siare), di almeno il 30-50%.

Ferrari e Magneti Marelli a supporto di FCA contro il coronavirus

Anche i big dell’automobilismo italiano si mobilitano per supportare la produzione di respiratori, necessari nella battaglia al coronavirus. Ferrari e Magneti Marelli coadiuveranno Fca per aiutare la Siare ad accrescere la disponibilità dei ventilatori polmonari. La collaborazione è in atto in due modalità. Con il supporto diretto alla Siare presso la sua sede produttiva, e convertendo parte degli stabilimenti Ferrari, come quello di Maranello. L’obiettivo ultimo è di passare dalla realizzazione di 150 respiratori a settimana a 300.

Lamborghini pensa alle mascherine

Un’altra eccellenza italiana come Lamborghini scende in campo sul fronte mascherine. Alcuni reparti dello stabilimento produttivo sono stati riconvertiti per la produzione di mascherine chirurgiche e visiere protettive mediche in favore del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, impegnato nella lotta alla pandemia di Covid-19. Verranno realizzate 1.000 mascherine al giorno. In contemporanea saranno prodotte visiere protettive mediche in policarbonato con l’uso di stampanti 3D, circa 200 al giorno, all’interno dello stabilimento di produzione compositi e presso il reparto di Ricerca e Sviluppo.

Seat utilizza i motorini tergicristallo

foto credit: VOLKSWAGEN GROUP ITALIA

La linea dove viene prodotta la Seat Leon presso lo stabilimento di Martorell. Non vengono prodotte automobili bensì respiratori assistiti, per collaborare con il sistema sanitario in piena crisi del COVID-19. Dall’inizio della situazione provocata dal coronavirus, Seat ha avviato diverse iniziative per combattere la diffusione dell’epidemia, concretamente per produrre materiale e dispositivi molto richiesti dagli ospedali, come i respiratori. Un team di ingegneri si è dedicato senza pausa alla progettazione di diversi prototipi, 13 in tutto, fino ad arrivare alla produzione del modello definitivo. La chiave è nel tergicristallo. Con gli ingranaggi stampati Seat, in particolare l’albero del cambio e il motorino adattato di un tergicristallo, il progetto ha presso forma. L’obiettivo era quello di realizzare respiratori di altissima qualità e il risultato è OxyGEN. Progettati in collaborazione con Protofy.XYZ, vengono assemblati presso lo stabilimento della casa automobilistica spagnola.

Skoda, respiratori polmonari in 3D

foto credit: VOLKSWAGEN GROUP ITALIA

Skoda è impegnata su diversi fronti per supportare organizzazioni e istituzioni nella lotta alla diffusione del coronavirus. Sfruttando le
competenze avanzate del centro di sviluppo di Česana, solitamente impegnato nella modellazione e sviluppo di prototipi, la Casa boema ha messo a punto un processo di stampa in 3D di respiratori di categoria FFP3, che identifica il più alto livello di protezione. Grazie al filtro sostituibile, questi respiratori possono essere riutilizzati più volte. Dopo lo sviluppo e la successiva certificazione, la produzione di questi dispositivi sta procedendo a pieno ritmo, con una produzione attuale di circa 60 respiratori al giorno. La condivisione del progetto con Università e altre aziende private dotate di stampanti 3D simili, permette di portare la produzione giornaliera a parecchie centinaia. Alcuni esemplari di respiratori in stampa 3D insieme a oltre 10.000 tute protettive sono stati inviati dal Governo della Repubblica Ceca all’Italia, come dimostrazione di vicinanza e supporto alla comune lotta al virus COVID-19.

Anche Mercedes F1 per fermare il coronavirus

In questo scenario compare anche Mercedes High Powertrains, ovvero la divisione che sviluppa e fornisce i motori per le auto di Formula 1. In tempi record infatti il reparto ha iniziato a produrre tecnologie mediche che tra l’altro si sono rivelate anche super efficaci per far fronte all’epidemia. Si tratta in particolare di un ventilatore speciale che serve per i pazienti affetti da Coronavirus e che presto verrà usato negli ospedali. Secondo gli esperti si tratta di uno strumento nuovo che serve per una ventilazione non invasiva e per applicare una pressione positiva continua nelle vie aeree in tutte le fasi della respirazione, cercando di evitare l’intubazione.

Negli USA ci pensa Ford

Una piccola turbina normalmente utilizzata per rinfrescare dall’interno i sedili del pick-up F150 può diventare un prezioso salvavita per i contagiati dal Covid-19 che necessitano di supporto respiratorio. L’idea è venuta alla Ford Motor Company, che, unendo le proprie forze con aziende specializzate come 3M e GE Healthcare.  ”Lavorando con 3M e GE, abbiamo consentito ai nostri team di ingegneri e designer di contribuire rapidamente ad aumentare la produzione di questa attrezzatura vitale” – ha affermato Jim Hackett, presidente e CEO di Ford. La produzione avverrà presso la fabbrica Rawsonville Components di Ypsilanti, in Michigan. Obiettivo, aiutare il governo degli Stati Uniti a raggiungere 100mila ventilatori in 100 giorni.

PSA, una task force per la lotta al coronavirus

Il Gruppo PSA, con le altre aziende francesi Air Liquide, Valeo e Schneider Electric, avvia il progetto per produrre 10.000 respiratori polmonari in 50 giorni. Una vera e propria task force composta da circa 30 esperti di acquisto e industrializzazione, con lo scopo di definire un piano d’azione per aumentare la produzione di respiratori Air Liquide Medical Systems, referenziati già da un gran numero di ospedali in Francia e all’estero. Groupe PSA sta contribuendo direttamente ad aumentare il potenziale di produzione con la creazione di un laboratorio specifico nella sua fabbrica di Poissy, con oltre cinquanta dipendenti volontari.