Tesla Cybertruck: da Blade Runner alle strade

Prima di parlare del Tesla Cybertruck, è necessaria una premessa importante. Se si vogliono fare tanti soldi vendendo veicoli negli Stati Uniti, è quasi obbligatorio produrre pick-up, ancora più che SUV. Infatti da tempo immemorabile tali mezzi guidano per distacco le classifiche di vendita di questa grande nazione. Perché il pick-up incarna alla perfezione lo spirito americano o quantomeno i valori a cui la popolazione a stelle e strisce s’ispira: indipendenza, libertà individuale, senso dell’avventura e praticità. Il pick-up è l’erede motorizzato dei carri che colonizzarono questo Paese nel XIX secolo, quelle lunghe carovane (i conestoga) di mezzi trainati da cavalli in cui i pionieri caricavano tutti i loro averi e si lanciavano allo sbaraglio verso terre sconosciute e ostili in cerca di un futuro migliore da costruire con le proprie mani.

I pick-up elettrici, un mercato da esplorare

Tesla Cybertruck

Poiché il pick-up è diventato così importante da raggiungere un valore anche come status symbol, in anni recenti la sua natura si è sdoppiata: accanto alla tradizionale funzione di mezzo da lavoro, si è affiancato il filone dei modelli alla moda, da esibizione, strapotenti e stravistosi. Dove l’obiettivo primario non è assistere l’utente nello svolgimento della sua professione, bensì evidenziare il raggiungimento di una certa posizione sociale, non importa se reale o solo percepita. Né più né meno come gli altri veicoli, del resto.

Tutto ciò per dire che un oggetto come il Tesla Cybertruck, qualora arrivasse veramente alla fase produttiva in serie, va inquadrato in quella seconda categoria: il veicolo di moda, ritagliato su misura per i gusti degli americani benestanti. E il fatto che, a quanto sembra, siano arrivati degli ordini dai dipartimenti di polizia di Dubai e di una media città messicana (Ciudad Valles, circa 170mila abitanti), sembra più una mossa autopromozionale di quei politici che una reale esigenza di servizio. Fa bene quindi Elon Musk a tentare di entrare in questo ricco mercato, anzi a ridefinirlo, poiché al momento non esistono pick-up elettrici di normale produzione. Che poi ci riesca effettivamente o che il suo Cybertruck sia in grado realmente di mantenere ciò che Musk promette, è tutta un’altra storia.

Tesla Cybertruck, il pick-up elettrico di Elon Musk

Tesla Cybertruck

Ciò che più colpisce del Tesla Cybertruck è il design. Sembra preso pari pari da una scena di Blade Runner e infatti lo stesso Musk ha detto di avere tratto ispirazione dal celebre film di fantascienza. Il design è opera del team diretto da Franz Von Holzhausen. Quando il cassone è coperto, questo veicolo somiglia più ad un autoblindo che ad un pick-up. Anche perché è veramente blindato. La carrozzeria, chiamata dalla Tesla esoscheletro, ha la funzione di scocca portante, è in acciaio e resiste a proiettili calibro 9 sparati da 10 metri. Sono corazzati anche i vetri, sebbene qui la questione non sia lineare. Nella discussa presentazione tenuta lo scorso novembre, sia Musk che Von Holzhausen hanno lanciato delle biglie d’acciaio contro i vetri e questi si sono incrinati. E’ vero che non si sono perforati come invece sarebbe accaduto ad un cristallo tradizionale sottoposto allo stesso stress; tuttavia non sembra una performance convincente. Possibile che Musk non sapesse quanto i suoi vetri potessero resistere? Probabile invece che il vero obiettivo fosse amplificare il chiasso mediatico, materia in cui questo controverso personaggio ha dimostrato di non temere rivali.

Motori e dimensioni del Tesla Cybertruck

Tesla Cybertruck

La Tesla afferma che il Cybertruck arriverà sul mercato nel 2021. Non si parla espressamente degli Stati Uniti ma, poiché tutte le specifiche tecniche sono adeguate agli Usa e prezzi e acconto sono in dollari, dobbiamo dare per scontato che la disponibilità sarà inizialmente solo negli States. Sono previste tre versioni con motori e batterie di taglio differente. Il modello d’ingresso avrà un motore singolo e trazione posteriore, autonomia stimata di circa 400 Km. Non vengono indicate potenze, la casa comunica solo un’accelerazione 0-60 miglia orarie (97 Km/h) in meno di 6,5 secondi, velocità massima 177 Km/h, massa rimorchiabile oltre 3.400 Kg; prezzo di partenza 39.900 dollari. Il modello intermedio ha due motori e trazione integrale; autonomia oltre 480 Km, 0-97 Km/h in meno di 4,5 secondi, velocità massima 197 Km/h, massa rimorchiabile oltre 4.500 Kg, prezzo 49.900 dollari. Infine la versione a tre motori e trazione integrale (prevista per il 2022), accreditata di un’autonomia superiore ad 800 Km, 0-97 in meno di 2,9 secondi, velocità massima 210 Km/h, massa rimorchiabile 6.310 Kg, prezzo 69.900 dollari.

Tesla Cybertruck

Il cassone è lungo 1,98 metri, ha una capacità di di 2.832 litri e una massa caricabile di 1.588 Kg. L’altezza da terra di 406 mm lo rende in grado di avventurarsi nel fuoristrada puro, insieme all’angolo di attacco di 35° e quello di uscita di 28°. Le centinaia di migliaia di preordinazioni già registrate lasciano il tempo che trovano: quando mai è stato possibile prenotare seriamente un veicolo a motore versando una caparra di soli cento dollari rimborsabili? Anche per uno smartphone si chiede di più. Da un punto di vista tecnico e lavorativo, è soprattutto l’aspetto del traino a rivestire interesse, data l’intrinseca capacità dei motori elettrici di erogare immediatamente tutta la coppia disponibile. Ma qualcosa ci dice che non è questa la ragione principale che muove gli acquirenti delle Tesla.