Pininfarina Battista

Pininfarina Battista per Battista Pininfarina. La prima è la hypercar svelata al salone di Ginevra 2019 dalla Automobili Pininfarina. Il secondo è il fondatore di una delle più celebri aziende di design del mondo, dalla quale nel 2018 è stato creato il brand che si lancia sul mercato come costruttore automobilistico completo, specializzato in auto elettriche extralusso.

Pininfarina Battista

Le vicende del fondatore costituiscono materiale per un’altra storia che prima o poi ripercorremo su queste pagine. Ora ci limitiamo a ricordare che Battista Farina aprì nel 1930 a Torino la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina, l’azienda che nel corso degli anni ha “vestito” molte fra le vetture più prestigiose del mondo. Il cognome Pininfarina deriva dal soprannome dato a Battista, Pinin, data la somiglianza col padre, Giuseppe. Quindi Pinin Farina. Gli piacque così tanto che non solo lo usò come denominazione aziendale, ma nel 1961 fece addirittura registrare in Tribunale il suo nuovo cognome, appunto Pininfarina.

Il design

Torniamo al presente, anzi al futuro. Perché la Pininfarina Battista guarda molto avanti. Va da sè che il design è della Pininfarina, realizzato nel centro stile di Cambiano (Torino) da un team diretto da Carlo Bonzanigo (vicepresidente della Pininfarina Spa), in collaborazione stretta con il centro stile di Automobili Pininfarina, diretto da Luca Borgogno.

Osservandola tornano naturalmente alla memoria le stupende Ferrari del passato. Ma questa coupé ha un cuore tutto immerso nel futuro, come vedremo fra poco.

Tuttavia l’anima è classica, quello stile italiano inconfondibile che accende le emozioni più travolgenti. A questo punto le parole sono superflue, è sufficiente guardarla. Aggiungiamo solo che telaio e carrozzeria sono naturalmente in fibra di carbonio e che ciascuno dei 150 esemplari di cui è prevista la produzione verrà costruito a mano nello stabilimento di Cambiano.

Auto stradale più potente del mondo

Non è solo il design però a stupire. La Pininfarina Battista sotto la carrozzeria è ancora più straordinaria. Intanto si fregia subito del primato di auto stradale di serie più potente del mondo. Perché i suoi quattro motori elettrici erogano una potenza complessiva spaventosa: 1.900 cavalli, pari a 1.400 kW. La coppia massima è da autotreno, ben 2.300 Newton metri.

Considerate che le devastanti Formula 1 ibride di oggi superano di poco i 1.000. Anche l’accelerazione in rettilineo è migliore di una Formula 1, viene indicata in meno di due secondi. Battista spinge da 0 a 300 in meno di 12 secondi. La velocità massima è limitata a 350 Km/h. Successivamente arriverà anche un pacchetto che permetterà di superare anche questo limite, ma solo in condizioni controllate (cioè in pista) e con pneumatici particolari, si presume delle gomme slick.

La “benzina” necessaria a fornire l’energia per raggiungere siffatte prestazioni viene immagazzinata in un pacco batterie dalla capacità di 120 kWh. Viene stimata un’autonomia massima di 450 Km con una carica.

Anche qui è facile dedurre che ciò non può accadere quando si fanno le drag races con le monoposto di F1. Ma un’auto elettrica, benché potentissima, può essere veramente emozionante? Chiedetelo a Nico Rosberg. E’ stato uno dei primi a prenotare un esemplare della Pininfarina Battista. Se è abbastanza sportiva per un ex campione del mondo di Formula 1, pensiamo che ciò possa bastare. (Visita il sito ufficiale)

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