A volte la differenza di linguaggio può essere decisiva. Immaginate di vivere in Italia nel 1908 e disporre di medie risorse economiche, sufficienti per acquistare la novità più “in” del momento: un’automobile. Ne comprereste una soprannominata “Lisetta la scatoletta”? Probabilmente no.

1921 – Henry Ford accanto alla Model T di quell’anno

FORD MODEL T: TIN LIZZIE

Invece gli americani si recavano in massa ad acquistare “Tin Lizzie”. Era questo infatti il soprannome più comune della Ford Model T o Ford Modello T, come si preferisce. Il 1° ottobre 2018 segna il passaggio di 110 anni da quando uscì dalla fabbrica di Piquette Avenue (era il 1908), a Detroit, il primo esemplare del modello che rivoluzionò non solo il settore automobilistico ma l’intera industria mondiale.

PERCHE’ LA FORD MODEL T VENIVA CHIAMATA “TIN LIZZIE”

Cominciamo questa storia proprio dal soprannome, la cui origine è forse meno nota. “Tin Lizzie” in realtà è arrivato molto più avanti, precisamente nel 1922, quando la Model T era da un bel pezzo l’auto più venduta al mondo; nella già celebre corsa-cronoscalata in Colorado al Pikes Peak (era stata istituita solo nel 1916), uno dei partecipanti s’iscrisse appunto con una di queste Ford.

1913 – La prima catena di montaggio alla Ford

Il pilota si chiamava Noel Bullock. La sua Ford era ridotta praticamente allo scheletro, per risparmiare peso. Quasi non c’era carrozzeria, mancava perfino il cofano motore, non era nemmeno verniciata. Il suo aspetto era quindi molto dimesso. Bullock aveva soprannominato la vettura “Old Liz”, cioè “Vecchia Lisa”. Appunto per l’aria da vecchia carretta, in parte anche mutuando la tradizione di dare nomi particolari ai cavalli da corsa. E in quegli anni Liz (vezzeggiativo di Elisabeth) era un soprannome molto diffuso per gli equini.

Ma il pubblico di quell’edizione del Pikes Peak rideva sonoramente vedendo quell’oggetto dall’aria afflitta accanto ai bolidi ufficiali nuovi, fiammanti, scintillanti e anche molto più potenti. Così dall’affettuoso “Old Liz” la trasformarono nel derisivo “Tin Lizzie”, quindi “Lisetta la scatoletta”. Però tutti smisero di ridere nel giorno della gara, quando Bullock vinse la scalata con quella scatoletta, beffando le auto ufficiali molto impacciate nel fango creato dalla neve caduta la notte prima.

1924 – Henry Ford tra la Ford Model T numero 10 milioni e il Quadriciclo, la prima auto da lui costruita nel 1896

Bullock invece conosceva la vettura come le sue tasche e viaggiava spedito proprio grazie alla leggerezza. Quella vittoria ebbe immediatamente una vasta eco e quindi da allora il soprannome Tin Lizzie venne affibbiato a tutte le Model T, però questa volta in senso simpatico e rispettoso.

FORD MODEL T E LA CATENA DI MONTAGGIO: RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Torniamo al 1908, anzi al 1907. Infatti nel gennaio di quell’anno Henry Ford e i suoi principali collaboratori cominciarono a progettare il loro prossimo modello, il nono dell’azienda fondata nel 1905. La Ford Model T venne presentata ufficialmente il 1° ottobre 1908. Il prezzo iniziale era di 898 dollari.

1925 – Ford Model T Truck, versione autocarro carcerario

A quell’epoca la paga di un normale operaio era di circa 3 dollari al giorno. L’auto costava comunque meno della concorrenza e si presentava come affidabile; costava meno produrla grazie all’uso di parti intercambiabili e standardizzate. Ebbe un successo immediato, ben 15.000 ordini in pochi giorni. Ma questo era solo l’inizio.

L’azienda era già entrata nell’ottica della larga diffusione, in senso relativo, con la Model N, la vettura che precedette la T. Tuttavia Henry Ford voleva spingere ulteriormente sulla produzione di un modello che fosse veramente di massa, quindi con un prezzo basso e di conseguenza costi di produzione contenuti.

1927 – Edsel Ford al volante con suo padre Henry sull’ultimo esemplare prodotto in assoluto della Model T

Per ottenere questo risultato serviva intervenire radicalmente sull’organizzazione della fabbrica. I principi del management scientifico introdotti da Frederick Taylor erano già noti: la separazione del lavoro in tante piccole fasi semplici e ripetitive, in grado di aumentare esponenzialmente la produttività. Anche la catena di montaggio non era una novità assoluta: si usava ad esempio nei mattatoi e nei magazzini di grano del Midwest; realtà che uno dei principali manager della Ford, William Klann, ebbe modo di osservare e dalle quali fu ispirato. Un embrione di catena in campo automobilistico veniva usato dalla Olds fin dal 1901.

Ciò che fu un’invenzione della Ford e avviò la vera rivoluzione nell’industria automobilistica fu la catena di montaggio mobile, oltre ad un insieme di perfezionamenti nella scomposizione delle fasi di assemblaggio del veicolo (ben 45 per la T). Un nastro trasportatore muoveva l’auto da lavorare, l’operaio restava fermo sul posto. Il miglioramento nella produttività fu spettacolare: il tempo totale di produzione della Model T passò dalle 12 ore e mezza iniziali ai 93 minuti da quando fu introdotta la catena di montaggio.

Ford Model T del 1916 esposta al Museo nazionale dell’automobile di Torino

L’esigenza di velocità fu anche all’origine del monocolore, che originò la famosa frase di Henry Ford: “Potete scegliere la Model T in qualsiasi colore, purché sia nero”. Il motivo era dato dalla rapidità nel tempo di asciugatura; la vernice nera (chiamata Japan Black) era l’unica che si asciugasse in tempi ragionevoli. Col vecchio procedimento invece le Model T erano disponibili solo in altri colori: grigia, blu, rossa o verde, nera no. La catena di montaggio venne sperimentata alla Ford fin dall’inizio, nei primi mesi del 1908. Venne perfezionata e definitivamente adottata con la costruzione della nuova fabbrica di Highland Park, nella periferia di Detroit. La prima Ford Model T assemblata in linea uscì dallo stabilimento il 7 ottobre 1913. Il prezzo era già sceso a 525 dollari.

Henry Ford non ha inventato la catena di montaggio ma l’ha perfezionata e adattata alle esigenze dell’industria moderna. Il suo colpo di genio personale fu invece un altro: aumentò la paga degli operai a 5 dollari al giorno (quasi il doppio dello standard dell’epoca), riducendo al contempo di un’ora la giornata lavorativa, in modo da poter ricavare tre turni.

Il suo ragionamento era semplice, come tutte le idee geniali: voleva fare in modo che i suoi lavoratori diventassero anche clienti. Quindi quei dollari in più che sborsava rientravano subito. I dati di produzione furono devastanti. Nel 1912, ultimo anno col vecchio sistema di assemblaggio, vennero prodotte circa 68mila Model T. Nel 1913 furono già 170mila, nel 1915 308mila, nel 1913 735mila. Il prezzo passò dagli iniziali 825 dollari ad una media di 360 negli ultimi anni, ma in alcuni periodi scese fino a 260. Ben presto l’organizzazione della Ford fu imitata dal resto dell’industria mondiale (ma non un gran che nella parte dell’aumento di paga agli operai).

CARTA D’IDENTITA’ DELLA FORD MODEL T

Il design iniziale della Ford Model T fu opera di Childe Wills, Joseph Galamb e Eugene Farkas. Nella progettazione generale ci fu comunque un apporto importante dello stesso Ford. Il motore aveva quattro cilindri in linea, cubatura 2,9 litri, quanto bastava per erogare la bellezza di 20 cavalli. Era disponibile in diversi tipi di carrozzeria, aperta o chiusa, berlina, coupé o cabriolet, a due o quattro porte.

Negli anni ne furono ricavate anche varie versioni commerciali: furgone, autocarro, camioncino, perfino furgone della polizia per caricare i detenuti; ne fecero anche un camioncino dei pompieri e un trattore. Trasmissione sulle ruote posteriori con cambio a due rapporti più la retromarcia.

Passo da 254 cm, lunghezza totale 340 cm. Il peso variava da 540 a 750 Kg, a seconda della carrozzeria. Il motore beveva di tutto: benzina, etanolo o kerosene, sebbene la benzina s’impose presto data la sua economicità; con la benzina consumava da 11 a 18 litri per 100 Km. L’accensione era a manovella nei primi anni; l’avviamento elettrico arrivò solo nel 1919. Non esisteva impianto frenante, non come lo conosciamo oggi. La vettura rallentava attraverso la trasmissione. C’era solo un freno di stazionamento che fungeva anche da freno d’emergenza.

La Ford Model T diventò un fenomeno internazionale. Ad un certo punto della sua carriera rappresentò il 40% di tutte le automobili circolanti negli Stati Uniti. Venne prodotta e venduta in gran parte del mondo: nel resto del Nordamerica, in Messico, Argentina e Brasile e in diverse nazioni europee, come Gran Bretagna, Germania e Francia. Rimase l’auto più venduta di tutti i tempi per diversi decenni dopo la fine della produzione.

Venne superata solo nel 1972 dal Maggiolino Volkswagen. La Ford Model T raggiunse i 15 milioni di esemplari il 26 maggio 1927, giorno in cui terminò ufficialmente la produzione. Quell’esemplare venne portato fuori dalla fabbrica da Henry Ford in persona, ma come passeggero, perché al volante c’era il figlio Edsel.

(Foto dal sito ufficiale Ford e di Roberto Speranza)

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