Byton

Byton. Segnatevi questo nome e cominciate a leggere. In futuro saremo solo passeggeri (e compratori)? L’automobile farà totalmente a meno della guida umana? Una quantità impressionante di denaro continua ad essere investita dalla maggior parte dei costruttori mondiali proprio verso questo obiettivo. Che tale strategia diventi realtà quotidiana e con quali tempistiche, nessuno oggi lo può stabilire con certezza, al di là della fin troppo martellante grancassa pubblicitaria.

Tuttavia è un fatto che la ricerca su quella che viene chiamata guida autonoma stia assumendo proporzioni sempre maggiori, anche a causa del continuo ingresso di nuovi soggetti industriali. Non va nemmeno sottovalutato che una quota crescente di nuovi arrivi proviene dalla maggiore potenza economica mondiale di questi ultimi tempi, la Cina.

Byton

Un nome? Byton. Si tratta di un marchio nuovo, appartenente all’azienda cinese Future Mobility, a sua volta parte della Tencent Holdings, uno dei maggiori colossi finanziari della grande nazione asiatica.

I capitali sono cinesi, così come la fabbrica (ancora da costruire) in cui a Nanchino nei prossimi anni verrà avviata la produzione, pare addirittura il 2019. Ma struttura, cuore e management sono americani e tedeschi. Anzi, californiani e bavaresi. Infatti i maggiori dirigenti e ingegneri provengono da Tesla e BMW.

Un SUV a propulsione elettrica

La Byton è un concept, un prototipo. Sarà un SUV a propulsione elettrica e capace di procedere in modo altamente automatizzato. La prima versione opererà al livello 3 di guida autonoma.

Qui dobbiamo fare una digressione per spiegare cosa significa. Infatti in giro c’è molta confusione e parecchia manipolazione sul tema. Se per guida autonoma s’intende l’auto che guida completamente da sola, in cui l’intervento umano non è nemmeno previsto, siamo ancora lontani parecchi anni, ammesso che ci si arrivi mai.

La tecnologia non è nemmeno lontanamente pronta per questo livello di automatizzazione, contrariamente a quanto certi attori interessati a confondere le acque cerchino di far credere. Ancora più importante è l’assenza di un quadro normativo internazionale che regoli le complesse questioni tecniche, infrastrutturali, assicurative ed etiche.

Guida autonoma

Per capire meglio di cosa si parla è utile ricorrere alle definizioni SAE dei livelli di guida autonoma, formalizzate nel 2014. SAE è un ente internazionale ingegneristico il cui compito è definire i vari standard tecnici legati all’attività industriale in molti campi.

Esistono 6 livelli di automatizzazione (si conta partendo da 0). Lo stato attuale della tecnologia impiegata sui veicoli di produzione è il livello 2, automazione parziale. In cui l’elettronica è in grado di azionare sterzo e pedali analizzando l’ambiente circostante tramite sensori e telecamere. Ma il controllo della situazione e la responsabilità della conduzione del veicolo sono sempre a carico del guidatore umano.

Ad esempio quei sistemi presenti in molte auto di fascia medio-alta che sono in grado di condurre automaticamente il veicolo in autostrada, mantenendolo sulla propria corsia e adeguando la velocità al resto del traffico, fino all’arresto completo del veicolo.

Il livello successivo, il 3, sul quale stanno lavorando tutti, Byton compresa, va molto oltre. Si chiama “automazione condizionale”. Il sistema elettronico è in grado di condurre il veicolo in ogni situazione e anche di controllare l’ambiente circostante. L’umano deve però essere in grado di riprendere il controllo se il sistema lo richiede (non può mettersi a dormire, come alcuni pazzi hanno fatto su alcuni video che circolano su You Tube a bordo di auto capaci a malapena del livello 2). I livelli 4 e 5 sono ancora più avanzati, escludono totalmente l’intervento umano; praticamente i taxi robot di cui ogni tanto si parla.

Byton: concept presentato a Las Vegas

Torniamo alla Byton, il cui concept è stato recentemente mostrato al CES 2018 di Las Vegas. E’ un SUV di dimensioni abbondanti, 480 cm di lunghezza (ma per gli americani è un’auto media). Le informazioni tecniche non sono molte. Viene indicato per le versioni di produzione un modello base con un solo motore elettrico da 272 cavalli capace di 400 Km di autonomia.

Ci sarà poi un top di gamma con doppio motore per 476 cavalli totali e autonomia di 520 Km (naturalmente le batterie avranno una capacità maggiore, come il peso). Vengono indicati prezzi di circa 45.000 dollari, tasse escluse. Mercati di diffusione: Cina, Usa ed Europa.

Data la scelta sul livello 3 di guida autonoma, il centro di comando è un enorme schermo da 49 pollici che attraversa tutta la plancia. Verrebbero eliminati anche gli specchietti retrovisori, sostituiti da telecamere. Resta il piccolo dettaglio sull’obbligatorietà degli specchietti fissata dalle norme stradali in diverse nazioni.

Poi un sacco di gadget tecnologici, presenti peraltro in gran parte anche su molti modelli delle case tradizionali: ad esempio un sistema di rilevamento facciale del guidatore per richiamare le configurazioni precedentemente memorizzate; oppure l’onnipresente connessione permanente al cloud per musica e dati vari; oppure un sistema di sensori che rileva battito cardiaco e pressione sanguigna dei passeggeri, utile anche a rilevare sintomi di stanchezza del guidatore. Perchè al livello 3 l’auto non guida da sola. E la responsabilità, civile e penale, di tutto ciò che accade è sempre a carico di chi si siede di fronte al volante. E’ bene non dimenticarlo mai. (sito ufficiale)

LEGGI ANCHE:
Ford Mustang Bullitt: l’ovale blu celebra il mito di Steve McQueen.

Mercedes Classe G: la nuova generazione al NAIAS 2018.