Mouse: ecco la storia di un oggetto che ha cambiato il mondo

Il mouse è nato ufficialmente il 17 novembre 1970 per merito dell’ingegnere elettronico americano Douglas Engelbart. Quel giorno venne depositato il brevetto di un’invenzione che sarebbe diventata anni dopo un vero e proprio accessorio indispensabile per i computer.

La storia

Engelbart creò il topo più famoso del mondo con la volontà di facilitare il lavoro delle persone. A lui, scomparso nel 2013, si deve anche l’ideazione dell’ipertesto. Il primo dispositivo di puntamento, artigianale, fu messo a punto sette anni prima, nel 1963.

Era costituito da un involucro di legno, all’interno del quale c’erano dischi metallici che si muovevano. L’antenato del mouse si muoveva solo in senso orizzontale e determinava gli spostamenti sul piano di lavoro. C’era poi un pulsante che, a seconda della pressione esercitata, trasmetteva impulsi elettrici al sistema. Il click di oggi, insomma.

Le origini del nome

Il primo nome dato all’accessorio fu mouse, per la forma che vagamente ricordava quella di un topolino. Ma doveva essere temporaneo, in attesa di trovarne uno più serio per la sua commercializzazione. Non è mai accaduto. Il mouse è rimasto mouse, ma l’utilizzo pratico non c’è stato subito. Si è dovuto aspettare che venisse perfezionato da un collega di Engelbart, Bell English. Fu questi poi a vendere il brevetto alla Xerox, che nel 1973 costruì il primo mouse a pallina e il primo computer dotato di mouse, lo Xerox Star.

Quando Steve Jobs…

Alla dimostrazione del funzionamento c’era un giovanissimo Steve Jobs, che ne rimase impressionato, al punto da svilupparne più avanti una versione più evoluta per Lisa, primo modello di personal computer della Apple, e successivamente per il Macintosh. A Jobs viene riconosciuto peraltro il merito di aver realizzato l’ultimo e definitivo assetto del mouse, a cui si sono ispirate le versioni successive, quelli a funzionamento meccanico, quelli con sistema ottico o laser.

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