Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio

Se n’è parlato talmente tanto che sembra di conoscerla da una vita, invece è arrivata solo adesso: l’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio.

Se il ritorno della Giulia ha costituito un evento, la presentazione ufficiale (unveiling, com’è di moda dire oggi) al salone di Los Angeles 2016 di questo nuovo modello rappresenta un avvenimento epocale, almeno per quanto riguarda il celebre marchio italiano. Perché mai prima d’ora l’Alfa Romeo aveva prodotto un SUV.

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio

Le esperienze precedenti con le quattro ruote motrici hanno riguardato alcune berline, racchiuse sotto la sigla Q4, oltre ad una camionetta militare fuoristrada, l’antica Alfa Matta del 1951, versione milanese delle prime Jeep prodotte durante la guerra.

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio

Gli ultimi saranno i primi? Certo, il marchio del biscione entra in questo lucrativo mercato ampiamente in coda rispetto ai tradizionali concorrenti, i quali offrono numerosi modelli, uno meglio dell’altro. Ma lo fa col botto. Infatti, seguendo la stessa strategia adottata per la Giulia, la prima versione della Stelvio ad essere presentata è la Quadrifoglio. Di colpo il primo SUV Alfa Romeo diventa il più potente, di gran lunga, fra tutti i modelli del segmento D premium.

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio

In altre parole, la Stelvio Quadrifoglio straccia tutti quanti sul puro fronte dei cavalli. Si deve andare ai vertici del segmento E per trovare qualcosa di più potente. Anzi, in assoluto sul mercato italiano esistono attualmente solo 10 SUV di potenza pari o superiore alla Stelvio Quadrifoglio; ma il più economico parte da 96.000 euro, presumiamo molto più di quanto il modello italiano possa mai costare.

Motore

Partiamo quindi dal motore. E’ diventato un classico, tanto se n’è parlato. Si tratta del V6 2.9 biturbo da 510 cavalli, sviluppato insieme alla Ferrari; lo stesso propulsore della Giulia Quadrifoglio. La casa parla di un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in 3.9 secondi, velocità massima di 285 Km/h e un tempo sul giro nell’infernale tracciato del Nürburgring Nordschleife in 7’59”. Si tratta di valori sbalorditivi, meglio di parecchie coupé di alto rango; non è stato però ancora comunicato il peso della vettura.

Design

Il design della Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio è affascinante. Anche da questo punto di vista le analogie con la Giulia sono molte. Le forme sono quasi da SUV coupé, secondo un’impostazione ormai diffusa negli ultimi anni tra i marchi tedeschi. Quindi vediamo una linea di cintura molto alta che fornisce l’impressione visiva di una lunghezza superiore a quella reale. Perché le dimensioni invece sono abbastanza compatte: lunghezza 468 cm, larghezza 216 e altezza 168.

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio

Davanti le linee sono prossime a quelle della Giulia, a cui s’ispireranno tutti i prossimi modelli della casa. “Sguardo” accigliato, “naso” deciso, “bocca” urlante; vale a dire, fari, scudetto e presa d’aria inferiore, tutti con aspetto grintoso. Il tradizionale trilobo Alfa Romeo (l’incastro fra due linee orizzontali sul paraurti e la verticale dello scudetto) costituisce anche in chiave contemporanea una vera firma evocativa.

Il profilo sottolinea in maniera molto marcata la vocazione sportiva della Stelvio. Gli sbalzi cortissimi la rendono lunga, la venatura superiore della fiancata parte dallo stemma del mitico quadrifoglio verde e attraversa le maniglie; quella inferiore sottolinea ancora di più la minigonna. I cerchi sportivi lasciano intravedere da lontano le pinze freno rosse. La linea spiovente del tetto si raccorda bene al generoso spoiler posteriore.

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio

La coda denota una marcata aggressività ma di stile italiano, non tedesco. Anche i gruppi ottici posteriori richiamano la cugina Giulia. Le scolpiture a portellone e paraurti evocano muscoli possenti, i quattro terminali di scarico in posizione disassata ricordano che sotto il cofano c’è qualcosa di brutale.

Meccanica

Accenniamo ancora alla meccanica. Cambio automatico ZF ad otto rapporti che in modalità Race offre tempi di cambiata in 150 millisecondi. Trazione integrale Q4, la cui impostazione è analoga a quella scelta per la Giulia Veloce: sempre posteriore in condizioni normali; se si approssima il limite dell’aderenza, la coppia viene istantaneamente trasferita alle ruote anteriori fino al 50%, a seconda delle necessità.

Della Giulia Quadrifoglio la Stelvio di pari grado condivide anche il sistema IBS, Integrated Brake System, in cui il controllo di stabilità è integrato al servofreno, per ottenere risposte istantanee e spazi di frenata ridottissimi. Aiutano anche i dischi carbo-ceramici, soluzione da supercar.

La Stelvio Quadrifoglio comincerà il suo percorso in America, affiancata dalla più umana versione con motore a quattro cilindri 2.0 turbo a benzina da 280 cavalli. In Europa attenderemo i 2.2 benzina e diesel.

LEGGI ANCHE: Alfa Romeo Giulia: gioiello delicatamente aggressivo.

[Photo by Alfa Romeo Press]