Periscope: 3 cose da fare per usarlo nel modo giusto

Tutti pazzi per Periscope. Ma prendiamola larga. La diretta streaming è da sempre un punto di forza per chi fa citizen journalism. E’ sempre stato un valore aggiunto per i blogger della prima generazione, ma con il tempo ha perso la magia che aveva fino più o meno al 2010. Ricordo quando si seguiva live una conferenza stampa o un evento con Qik (ora è cambiato molto – lucaviscardi.eu). Quando si decideva di fare qualcosa di amatoriale, ma comunque di buon livello, con livestream (o Ustream). Poi il live è diventato sempre più “televisivo”, ha perso l’impronta prettamente friendly/blogger e con il tempo è quasi diventato un mezzo per fare tv online. Non a caso adesso i live si fanno quasi prevalentemente con YouTube [come si fa], ma questa è un’altra storia.

La rivoluzione targata Meerkat e Periscope

Qui voglio parlare della rivoluzione live che stiamo vivendo negli ultimi giorni. Il buon Meerkat [ottimo pezzo di befan.it] si è visto mettere i bastoni tra le ruote da Twitter, che ha acquistato Periscope [articolo di TheVerge.com]. E Periscope è diventata a tutti gli effetti l’app del momento. Siamo tutti colpiti dalla febbre da streaming. Andiamo live in qualsiasi momento della giornata e condividiamo il nostro quotidiano. In qualche caso non è male visitare una mostra comodamente sdraiati sul divano grazie al live di un utente, in altri casi è decisamente esilarante vedere un cane che dorme mentre il padrone lo accarezza (mi è successo, giuro).

[Che cos’è Periscope: torna sempre utile leggere ilpost.it]

Come si usa Periscope?

Come va usato Periscope? In quale modo può tornare utile a blogger, giornalisti, portali online e brand. Girando per il Salone del Mobile/FuoriSalone e assistendo alla diretta Periscope di Ford ho provato a riflettere. Ci troviamo di fronte a uno strumento che può stravolgere la comunicazione visiva, così come fecero i blog con il giornalismo diversi anni fa.

La blogosfera ha trasformato l’informazione verticale in informazione orizzontale. Periscope (e Meerkat, sia chiaro) possono trasformare una diretta video in uno streaming interattivo (passatemi il termine). Da una parte chi va “on air” dall’altra il pubblico che interagisce in real time con commenti, richieste e domande. Basta parlare e rispondere. Accogliere le richieste degli spettatori. A dividerci c’è solo il vetro dello smartphone. In questo modo una trasmissione può nascere per un motivo futile e diventare qualcosa di diametralmente opposto. Basta saper ascoltare (e leggere) cosa vuole l’utente finale.

3 cose da fare per usare Periscope

A mio avviso sono 3 i punti fondamentali da non sottovalutare:
1) Periscope non è un’app per fare streaming. Non serve per mandare online un evento o una conferenza. E’ il modo per permettere a tutti di partecipare. A un utente Periscope non interessa guardare un film, vuole farne parte. Ecco perché dico che la parola “interazione” è fondamentale. Chi ha il comando del live deve interagire con chi guarda e renderlo protagonista.

2) Le riprese non possono essere statiche. Avete presente il videogame Doom [scheda Wikipedia]? Ha fatto la storia grazie (non solo, sia chiaro) alla possibilità di muoversi all’interno di un mondo 3D a proprio piacimento. E’ questo il potere di Periscope: muoversi, avvicinarsi. Pensate alla vostra tv mentre guardate un programma qualsiasi, non vorreste alzarvi e guardare dietro per vedere cosa c’è? Con Periscope è possibile. Periscope non è televisione: è streaming interattivo al servizio di chi guarda.

3) Evitare tutto ciò che è autoreferenziale. Non interessa a nessuno sentirci dire che siamo bravi. Non interessa a nessuno sentirsi raccontare la storiella del nuovo prodotto. Periscope non è un spot live. Periscope è il modo per scoprire un nuovo prodotto guardandolo da vicino, da lontano, da diverse angolazioni. E’ il modo per fare delle domande attorno a un tavolo virtuale e sentirsi rispondere in pochi secondi. Periscope non può essere un messaggio promozionale. Deve essere un mezzo per svelare un prodotto e avere all’istante il percepito da parte dell’utente medio.

[IMPORTANTE: appena sarà scaricabile anche su Android, per ora solo su Apple Store, il cerchio sarà definitivamente chiuso. Pensate a cosa accadde quando Instagram arrivo su Android…]

Questo è quanto. Chiudo con qualche numero che può tornare utile a chi vuole usare Periscope per veicolare un messaggio/prodotto. Gli utenti attivi di Twitter sono 288 milioni nel mondo, mentre solo in Italia si contano 4,7 milioni di utenti registrati. Basta un tweet e Periscope è alla portata di tutti. E aggiungo: chi guarda lo fa perché è veramente interessato. Si può dire lo stesso per uno spot televisivo? Evito di rispondere. Fate voi.

[Photo logo Periscope – Composite by Stylology.it]

[Pensierino finale: ma quando Zuckerberg deciderà che è tempo di fare Fb live, cosa succederà? Provate a immaginare delle dirette dai profili Fb dei vostri amici. Prima o poi Mark lo fa. Io ci scommetto]