Expo 2015 Milano: apologia di un trionfale fallimento web

Maggio sta arrivando. A grandi falcate verso Milano. E molti di noi si sentono su Scherzi a Parte. Questo Expo 2015 Milano sta regalando chicche straordinarie, che resteranno per sempre nel mio personale album di epicfail. Però non faccio le pulci a un sistema che ha dimostrato di non essere in grado di gestire in maniera giusta, etica e cristallina un evento di tale portata. Mi permetto solo di analizzare in maniera fredda e distaccata (forse non così distaccata) la cronaca del percorso web di questo fantasmagorico Expo 2015.

Una premessa legata al titolo: Apologia è una parola che deriva dal greco απολογία. Significa “discorso in difesa di qualcuno o qualcosa” e “discorso teso a difendere se stessi o altre persone, come anche idee e dottrine”. Non ho mangiato un vocabolario, lo so perché l’ho letto su Wikipedia. Non credo di voler difendere chi ha partorito questo obbrobrio, ma sono certo di voler difendere l’Italia e gli italiani che sperano di ottenere qualcosa da questo evento. Una spinta alla risalita, una scintilla per vedere ripartire davvero l’economia. Io voglio difendermi. Voglio (esigo) una piccola speranza alla quale aggrapparmi. Mi difendo e difendo tutti quelli che sono disgustati da quanto hanno potuto vedere su internet in queste settimane. E lo faccio riportando quanto accaduto in maniera semplice.

Va online il sito Verybello.it

Il 24 gennaio 2015 va online verybello.it. L’organizzazione di Expo 2015 Milano lo definisce “una nuova piattaforma digitale interattiva dedicata al meglio dell’offerta culturale italiana proposta da Nord a Sud”. Il sito è promosso dal Ministero dei Beni culturali e del Turismo. Basta una rapida occhiata per notare che poco si discosta da un semplice blogspot o da un wordpress free. A tratti forse peggiore. Inoltre è solo in italiano e l’Italia è “amputata”: mancano parte della Calabria e la Sicilia. Su Twitter esplode l’hashtag #verybello: una pioggia di commenti sarcastici, insulti e satira a non finire. [Merita lettura questo post di forexinfo]

Verybello.it

Verybello.it con l’Italia “tagliata”

Il limite che spesso contraddistingue chi ci dovrebbe guidare lo mostra Dario Franceschini che twitta entusiasta il numero di visite fingendo di non comprendere il motivo per il quale l’Italia internauta stia facendo capolino sul sito. In questo caso la teoria del “che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli” non regge per niente.

Dario Franceschini Twitter

Il tweet di Dario Franceschini in merito alle polemiche su verybello.it

Poche ore dopo spuntano anche le regioni mancanti e il mondo intero viene informato che presto saranno online le versioni nelle altre lingue. Peccato che altro epicfail esploda con le versioni in inglese e francese di expo2015.org. Dalla Gran Bretagna arrivano commenti divertiti sulle traduzioni letterali di alcuni passaggi. Una sorta di google translate, ennesima figuraccia a livello mondiale (merita lettura l’articolo di Giornalettismo). Va aggiunto inoltre che non si è ancora capito chi ha gestito le traduzioni e quanto siano state pagate. Tanti liberi professionisti che si cimentano in traduzioni sono tuttora allibiti per quanto visto su verybello.it. [Leggere il racconto di Kiss the Translator è d’obbligo]

Merita ricordare il costo: 35mila euro. Noccioline rispetto ai 60 milioni bruciati per l’agghiacciante Italia.it, ma pur sempre soldi spesi male (parere personale). Siamo tutti in attesa delle versioni in russo, cinese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese che dovevano essere online entro febbraio (lo disse Franceschini a Il Fatto Quotidiano rispondendo ad alcune domande di Guido Scorza – leggi). Vedendo campeggiare ancora adesso la scritta “Beta version” credo si debba attendere ancora un po’.

Le imbarazzanti foto sul sito Expo

La catena di eventi ha inoltre visto la pubblicazione di alcune discutibili immagini su expo2015.org. Ancora oggi campeggia un’immagine (guarda qui) creata con Adobe PhotoShop CC (su un Mac) molto discutibile. Un collage decisamente kitch che ha scatenato nuovamente il popolo web. Girando su Facebook e Twitter potete vedere una serie di fotomontaggi molto divertenti, che vedono l’inserimento di personaggi di ogni tipo: gettonatissimo, chiaramente, il premier Matteo Renzi. [Nasce anche il generatore automatico di immagini per l’Expo. Puro genio]

Foto Expo 2015

La foto-collage che campeggia sul sito ufficiale di Expo 2015

Lascia perplessi il fatto che nonostante le polemiche e la chiara bassa qualità, continuano a spuntare nuovi fantomatici rendering (patchwork… chiamateli come volete) (Belzeburp ne parla qui in maniera attenta e pungente). Sintomo che il messaggio lanciato da molti è rimasto inascoltato dalle istituzioni.

L’evento di lancio solo in italiano

Il 7 febbraio 2015 si tiene l’evento “Le idee di Expo 2015”, in pratica una pre-inaugurazione: 42 tavoli di lavoro e 500 esperti da tutto il mondo si trovano nella splendida cornice dell’Hangar Bicocca (ecco come lo presentava il sito della Rai). Presenti il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro delegato all’Expo Maurizio Martina. E qui si sfiora il surreale. Anzi, lo vivono i presenti. Perché non ci sono le cuffie con la traduzione simultanea, trionfa esclusivamente la lingua italiana. A rovinare la festa ci pensa Rezina Ahmed, console generale del Bangladesh e vicecommissario per Expo del suo Paese rilasciando alcune dichiarazioni che vengono riportate su corriere.it (leggere qui).

Assenza di interazione su Facebook e Twitter

A chiudere il cerchio sono chiaramente i social. Non ho trovato una pagina Google Plus ufficiale (se mi fosse sfuggita fatemi un fischio), ma ho analizzato attentamente la pagina fan di Facebook e l’account di Twitter. Discutibile la gestione della prima con lanci pubblicitari legati ai vari sponsor. Inoltre si parla di alimentazione chiedendo commenti su cibi di tutto il mondo senza la minima connessione con l’Italia. Expo dovrebbe aiutarci a portare l’italianità nel mondo, ma il team digital non sembra averlo capito. Totalmente assenti risposte e commenti da parte dello staff. Andate a leggervi qualche commento. A spanne 9 su 10 sono critici e polemici, ma nessuno si prende la responsabilità di ribattere e spiegare scelte e decisioni prese.

Account Twitter Expo 2015

L’account Twitter ufficiale di Expo 2015

Molto più semplice l’analisi di Twitter, dove ci troviamo di fronte essenzialmente a tweet promozionali e retweet di tutti i brand sponsor della manifestazione. Niente di particolarmente coinvolgente, nessun tipo di engagement con il popolo che cinguetta tutti i giorni. Niente di niente. Fredda comunicazione. Peccato.

La App Expo 2015 Milano

Provate a scaricare l’app ufficiale Expo 2015 Milano (per Apple e Android) dedicata alla manifestazione. Niente di speciale. Troverete solo una “lista della spesa” praticamente inutile. Uno specchietto del sito internet. Ma anche qui hanno fatto un errore grossolano. Al posto di “nuove sezioni” hanno scritto “uove sezioni”. Nessuno si deve essere accorto dell’errore di battitura. Clamoroso.

Expo 2015 app

Expo 2015: l’errore di battitura nella app scaricata su Android

Unico punto a favore di Expo l’estraneità in merito al videoclip “Milano è Expo” di un certo Sebax (leggete qui). Ce lo avevano spacciato come il video ufficiale della manifestazione. Così non è. Per fortuna.

Direi che è tutto. Non so se si tratti di apologia o meno. Non so se sia possibile salvare qualcosa di quanto raccontato. E non so neanche se potremo salvarci noi da un evento che doveva (dovrebbe) dare una spinta a tutto il Paese, ma che rischia solo di metterlo nuovamente in ridicolo. Cosa che ormai da anni ci riesce fin troppo bene. Purtroppo.

[Photo free copyright by Pixabay]

(Il post sarà costantemente aggiornato con tutte le novità)