Seggiolino Auto per bambini: l’intuizione di Bertil Aldman guardando l’astronauta

Da diverso tempo su Stylology seguiamo il percorso di Volvo in merito alla sicurezza stradale. Tutto è cominciato nel 1959 con la cintura di sicurezza a 3 punti progettata da Nils Bohlin. Come già abbiamo scritto il brevetto venne poi regalato a tutte le case costruttrici. Un gesto che ha portato nel corso degli anni a salvare oltre un milione di vite (e Volvo si sta già impegnando per salvare un altro milione di vite).

La navicella spaziale Mercury

Ora vogliamo raccontare un’altra storia, sempre legata alla sicurezza. Era il 1962 e John H. Glenn Jr. cominciava il suo viaggio intorno alla Terra a bordo della navicella spaziale Mercury. Il mondo intero osservava davanti alla televisione ad uno degli eventi che avrebbe segnato la storia dell’umanità. “Dopo il decollo la Mercury sarà inclinata – disse il telecronista della NBC durante la diretta televisiva – L’astronauta viaggerà all’indietro. E’ infatti seduto spalle al cielo”.

John H. Glenn Jr.

Bertil Aldman e il seggiolino per i bambini

Questa frase fece riflettere Bertil Aldman, professore universitario che stava guardando la televisione. Mentre la Mercury lasciava la Terra stava per nascere un’altra invenzione che avrebbe reso ancora più sicure le nostre auto per i nostri figli e per i bambini di tutto il mondo.

Aldman progettò in seguito un seggiolino per le auto, con la seduta girata verso la parte posteriore dell’auto. Il perché è presto spiegato: il collo dei bambini è il punto più delicato da proteggere durante un incidente. In tenerà età è ancora in fase di sviluppo e quindi molto delicato: con questa postura un eventuale impatto frontale viene assorbito in maniera decisamente migliore.

Questa soluzione ancora oggi viene definita “modello svedese”. La regola base della sicurezza dei più piccoli in auto è: farli viaggiare ben legati a un seggiolino disposto in senso contrario a quello di marcia. Le prove di collisione che riproducono fedelmente la realtà, mostrano senza eccezione che i bambini piccoli hanno molte più probabilità di non subire lesioni gravi in caso di incidente quando sono rivolti verso la parte posteriore del veicolo.

Il primo sedile per bambini

Il primo sedile per bambini progettato per essere installato sul sedile anteriore, con lo schienale appoggiato al cruscotto, venne sviluppato, come detto, da Bertil Aldman, un tecnico divenuto in seguito professore, che all’epoca lavorava presso il Consiglio svedese per la sicurezza del traffico (Swedish Traffic Safety Council). Tale sedile era di tipo universale, in quanto poteva essere installato sulla maggior parte delle vetture.

Basandosi su tali premesse, Volvo Cars proseguì le sue attività in stretta collaborazione con il Professor Aldman, e nella primavera del 1967 fu in grado di esporre presso i suoi showroom un nuovo sedile progettato appositamente per i bambini.

Il sedile reversibile

Il nuovo sedile per bambini presentava una configurazione ingegnosa, basata su quella dei sedili delle vetture. Svitando un sedile e invertendone l’orientamento si creava la base di un sedile per bambini, completato successivamente con uno speciale pannello imbottito che fungeva da schienale, dotato di cinghie di fissaggio e di un imbraco di sicurezza per il bambino.

Come in tutti i sedili per bambini successivi, lo schienale serviva per mantenere il bambino saldamente al suo posto nella vettura. Il fine era quello di distribuire nel modo più uniforme ed efficace possibile sulla schiena del bambino le forze dovute alle eventuali collisioni e per sostenere e proteggere il bambino contro gli impatti laterali. Un’impostazione davvero avveniristica, tenuto conto che si era nel 1967.

Sia i bambini, sia gli adulti

Il sedile era studiato principalmente per bambini di età compresa fra 1 e 7 anni, ma poteva fungere anche da inserto per bambini più piccoli. Il poggiapiedi veniva appoggiato contro lo schienale, e la cintura veniva fissata intorno all’inserto.

Sul sedile potevano prendere posto, senza dover rimuovere lo speciale pannello che fungeva da schienale, anche bambini più grandi e, temporaneamente, perfino adulti. In quest’ultimo caso, però, Volvo suggeriva di dotare il sedile di un poggiatesta, data la vicinanza del parabrezza.

La soluzione era destinata ai modelli Volvo 144, allora appena lanciato, e Volvo Amazon degli anni 1964/65 e successivi. Invertire il sedile era semplice, in quanto bastava svitare quattro bulloni e quindi serrarli nuovamente dopo avere ruotato il sedile, un’operazione che la maggior parte delle persone era in grado di compiere in pochi minuti.

Il pannello che fungeva da schienale, realizzato in robusto alluminio, venne inserito nel catalogo dei ricambi originali Volvo per il 1967, al prezzo di 115 corone svedesi presso gli showroom Volvo.

Children and Volvo Cars 17

Impegno pionieristico

È facile rendersi conto che, negli anni, gli sviluppi hanno condotto a grandi progressi reali, ma che i principi di base sono i medesimi ancora oggi.

La disponibilità di un sedile che consentisse di trasportare i bambini piccoli in condizioni di sicurezza, con tutti gli ulteriori vantaggi che tale soluzione offre, è oggi un requisito ovvio; ma era molto meno scontato negli anni ’60.

All’epoca non tutte le vetture disponevano delle cinture di sicurezza, e il sedile posteriore, munito o meno di cinture, era considerato un punto sicuro per il trasporto dei bambini. Grazie ad anni di lavoro svolto con dedizione, passione e determinazione, pionieri come Bertil Aldman e Volvo Cars hanno salvato migliaia di vite e richiamato l’attenzione del pubblico di tutto il mondo su come fare viaggiare in auto bambini e adulti in condizioni di sicurezza.

in collaborazione con Volvo Car Italia