Seat el-Born

Svelata la SEAT el-Born: ma andiamo per gradi. La mobilità urbana è una sfida a complessità crescente, oggi molto più di ieri. Inquinamento, spazi sempre più ristretti e scelte politiche delle amministrazioni stanno provocando nelle grandi città di tutto il mondo trasformazioni profonde nel modo in cui s’intende il trasporto privato.

SEAT al Salone di Ginevra 2019

La rivoluzione in essere di maggiore entità riguarda naturalmente la propulsione. Appare ormai inevitabile che l’unica soluzione per un futuro molto vicino sia il ricorso ai motori elettrici. Quanto questo futuro sia vicino è arduo stabilirlo a livello di diffusione di massa. Ma i costruttori devono anticipare i tempi, pena la loro stessa sopravvivenza.

SEAT ha portato al salone di Ginevra 2019 la sua proposta di auto elettrica compatta. Il concept (prototipo) in questione si chiama SEAT el-Born; si riferisce all’omonimo quartiere di Barcellona, importante zona turistica alla moda della città catalana.

SEAT el-Born: in produzione dal 2020

La SEAT el-Born verrà prodotta dal 2020 partendo dalla nuova piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen, base strutturale appositamente progettata per i veicoli elettrici. Non inganni l’aspetto da compatta: la SEAT el-Born è un’auto sportiva. Infatti il motore elettrico ha una potenza di ben 150 kW, pari a 204 cavalli ed è in grado di accelerare da 0 a 100 in soli 7,5 secondi.

Nemmeno la si può considerare una citycar in senso stretto, perché è dotata di una batteria molto generosa; infatti la capacità di 62 kWh consente un’autonomia massima di 420 Km misurati secondo il ciclo WLTP, quindi abbastanza realistici. La ricarica, disponendo di una colonnina da 100 kW, avviene in 47 minuti per recuperare l’80% di energia.

Significa che, pianificando accuratamente il proprio tragitto scegliendo una stazione di servizio adatta, si può fare una pausa andando a pranzo e ritrovarsi la vettura pronta per proseguire in un range complessivo che attraversa circa tre quarti del territorio nazionale. Non male. Non è tutto qui.

Tecnologia

La tecnologia della pompa di calore permette di gestire la climatizzazione dell’abitacolo senza gravare troppo sulla batteria, risparmiando l’equivalente di circa 60 Km di autonomia.

Nel design della SEAT el-Born l’aerodinamica riveste un ruolo ancora più importante, perché qui l’efficienza si traduce direttamente in chilometri percorsi. Le prese d’aria anteriori, non più necessarie nella tradizionale posizione centrale (i motori elettrici hanno ingombri e collocazioni differenti), sono concentrate in basso, orientate verso le batterie; quindi il flusso arriva verso la zona superiore più”pulito”, diminuendo la resistenza all’avanzamento complessiva.

Il design

Il look segue le prestazioni: dinamico e sportivo. Il montante A (corrispondente alla zona del parabrezza) è spostato molto in avanti, il che aumenta lo spazio per l’abitacolo. Lo spiovente del tetto è dolce e gradevole, nonché molto efficiente dal punto di vista aerodinamico.

Nemmeno il disegno dei cerchi (di diametro da 20 pollici, per simulare un’altezza da terra quasi da crossover) risponde a sole considerazioni estetiche. Infatti lo schema a turbina facilita il convogliamento dell’aria nelle direzioni “giuste”, contribuendo anche a ventilare adeguatamente i freni. In coda troviamo uno spoiler a due elementi, valgono le stesse considerazioni. Gli interni offrono molto spazio, adeguatamente sfruttato. Il cruscotto digitale è solo un accenno della tecnologia integrata in questa vettura.

Le funzioni di assistenza alla guida sono allineate a quello che in gergo tecnico viene definito livello 2 di automazione, il massimo oggi disponibile. (ne parla anche il sito SEAT Italia)

Il concept SEAT Minimò

La mobilità urbana nei centri più angusti dal punto di vista dello spazio, quindi soprattutto le grandi metropoli, cerca soluzioni di trasporto individuale sempre differenti, in una realtà dove i parcheggi diventano sempre più rari. Una via che diverse case stanno esplorando è quella dei quadricicli elettrici. Ma con stile.

SEAT ha presentato, prima al Mobile World Congress di Barcellona e in questi giorni al salone di Ginevra, il concept SEAT Minimò, un veicolo pensato soprattutto per le esigenze dei servizi di car sharing. Non è un’automobile, non è una motocicletta, si tratta di una via di mezzo: ha ingombri simili ad uno scooter ma si muove su quattro ruote e ha un abitacolo chiuso.

Le dimensioni mostrano una lunghezza di 2,5 metri e una larghezza di 1,24 metri. L’ingombro di superficie è di soli 3,1 metri quadri, meno della metà di una citycar.

Micromobilità urbana

Seat Minimò ha tuttavia delle peculiarità che lo distinguono da altri veicoli simili. L’abitacolo è chiuso, non solo coperto, quindi anche i lati sono protetti, sia da un punto di vista climatico che dalle intrusioni. Le portiere asimmetriche si possono aprire anche negli spazi più ristretti. Lo spazio è sufficiente per una configurazione 1+1, insomma due persone.

Non si sta stretti: la distanza tra centro di gravità del guidatore e del passeggero è identica a quella della Seat Mii, mentre la distanza tra passeggeri e porta è maggiore di quella dell’attuale Ibiza. Inoltre si ha una vista panoramica a 360°. Dietro c’è un piccolo bagagliaio. Connettività al livello di un’automobile attuale.

Le ruote sono scoperte e hanno un diametro di 17 pollici, il che fa sembrare quasi di guidare un piccolo SUV. Davanti troviamo un monofaro, come su una moto, mentre dietro l’ispirazione è aeronautica. Al momento non sono disponibili dettagli tecnici.

Viene specificato che la batteria consente un’autonomia di circa 100 Km; l’alloggiamento all’interno di un telaio accessibile sotto il pianale e la sua leggerezza ne permettono una rapida sostituzione. Quindi la compagnia di car sharing può ridurre al minimo i tempi di fermo veicolo per la ricarica, comunque molto veloce date le piccole dimensioni delle batterie. (leggi anche il sito ufficiale)

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in collaborazione con SEAT Italia