Sarahah come funziona: l’app che manda messaggi anonimi

Sarahah cos'è
Sarahah cos'è: ecco la nuova app che sta facendo impazzire i social addicted. Permette di inviare messaggi anonimi. Ecco come funziona.

Tutti parlano di Sarahah, un’app che sta letteralmente spopolando in tutto il mondo e che vanta caratteristiche che la rendono davvero unica. Di cosa si tratta dunque?! E perché sta avendo tutto questo successo?! Partiamo per gradi e cerchiamo di capire cos’è Sarahah e perché tutti sembrano essere interessati a lei.

Sarahah cos’è e come funziona

La peculiarità principale di Sarahah è che si tratta di un’applicazione mobile che consente di inviare messaggi anonimi (qui il link del sito). Sì, avete capito bene… messaggi anonimi. Chi riceverà i vostri messaggi non saprà che sono stati inviati da voi e non avrà neppure la possibilità di rispondere (per cui non attendetevi repliche di alcun tipo). Questa caratteristica di Sarahah è dovuta al fatto che il suo creatore – l’arabo Zain al-Abidin Tawfiq – nel 2016 l’ha messa a punto per permettere ai lavoratori di inviare feedback al proprio datore di lavoro e di poterlo fare in maniera del tutto anonima, in modo tale da essere sinceri ma anche di non dover sopportare eventuali conseguenze negative a livello professionale.

Lo scopo di Sarahah, come si legge quando si invia un messaggio, è quindi quello di poter inviare messaggi costruttivi. Il fatto di essere coperti da anonimato dovrebbe infatti consentire di essere onesti e trasparenti (Sarahah in arabo significherebbe proprio questo), senza temere conseguenze di alcun tipo. Va da sé, però, che Sarahah rischia di tramutarsi in qualcosa di completamente diverso rispetto a quello che sarebbe stato il suo scopo originario.

Sarahah desta preoccupazione: ecco perché

Il fatto che la sua attuale diffusione stia aumentando vertiginosamente, favorita dall’enorme pubblicità che le stanno facendo i social, preoccupa e non poco. Questa app è nata senza dubbio con uno scopo meritevole e utile in ambito professionale – se utilizzata da persone in grado di capirne il meccanismo – ma rischia di trasformarsi in mezzo per veicolare messaggi di odio, di violenza e di bullismo.

Essendo accessibile a tutti e permettendo di inviare messaggi anonimi, infatti, rischia di tramutarsi in qualcosa di completamente diverso e di molto negativo. Pensiamo ad esempio all’uso che potrebbero farne i giovanissimi, tanto per citare uno degli aspetti più preoccupanti della faccenda. Da app per favorire l’onestà e la trasparenza, Sarahah potrebbe diventare app perfetta per insultare, per minacciare e per ingiuriare. Bisognerà porre molta attenzione al fenomeno dunque. Soprattutto adesso che la moda sembra essere scoppiata e non affatto intenzionata ad arrestarsi.

Come funziona Sarahah

Fatte tutte queste premesse, andiamo a vedere come funziona l’app e com’è possibile inviare messaggi. L’applicazione si scarica da AppStore e Google Play Store e richiede una registrazione per iniziare a funzionare.

L’interfaccia è piuttosto semplice. Nella schermata Messages è possibile visualizzare i messaggi ricevuti, i preferiti e quelli inviati. Nella schermata Search è invece possibile cercare altri utenti a cui inviare messaggi anonimi (per inviare un messaggio dobbiamo infatti conoscere il nick dell’utente).

La schermata Explore non è ancora funzionante ma pare che lo diventerà a breve. L’ultima schermata, Profile, ci consente invece di aggiungere una foto al nostro profilo (basta cliccare sul cerchio che compare al centro del display) mentre cliccando sul link del nostro profilo è possibile condividere quest’ultimo sui social e su WhatsApp, in modo tale che gli altri utenti possano conoscerlo ed eventualmente inviarci messaggi anonimi a cui non potremo replicare (occhio a diffondere l’url dunque…). A fronte di tutto ciò è bene sapere che su Sarahah è comunque possibile creare una lista di utenti bloccati.

[Photo free by Pixabay]

PER APPROFONDIRE:
Sarahah, l’app dei messaggi anonimi. (Wired)

Cos’è e come funziona Sarahah (ilPost)

Here’s What The Sarahah App Is, Because You’re Probably Like “WTF Is This?” (Buzzfeed)

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