Jeans Storia (Pixabay)

Un martedì, giorno della settimana apparentemente insignificante, è invece un giorno molto importante. Nascono infatti i blue jeans, ed è il 20 maggio 1873. Sono Levi Strauss e Jacob Davis a brevettarli, senza sapere probabilmente che per quasi un secolo e mezzo sarà il capo d’abbigliamento più diffuso in ogni parte del mondo. E che accompagneranno la moda nei vari decenni.

La storia dei Jeans

Da quelli classici a quelli scambiati, da quelli strappati a quelli bucherellati, da quelli stretti a quelli a zampa d’elefante, con i bottoni o con la zip: sono tanti, utili in qualsiasi circostanza. Una volta casual, adesso usati anche per vestirsi eleganti.

Nella seconda metà dell’Ottocento, l’immigrazione europea verso gli Stati Uniti d’America si sviluppò e s’intensificò. In particolare per la corsa all’oro che in realtà era una vera e propria febbre. La famiglia Strauss, ebrea con origini bavaresi, fece lo stesso percorso e a New York mamma, papà e i due figli maggiori iniziarono a gestire una merceria.

Il terzogenito Loeb, che aveva cambiato il nome in Levi, preferì andare a lavorare nel ranch di uno zio in Kentucky. Qui iniziò a pensare ai limiti dell’abbigliamento nei lavori manuali, s’interessò anche lui all’oro della California ma più che altro alle esigenze dei minatori e al loro abbigliamento.

Levi Strauss & Co.

Nel 1866 fondò la Levi Strauss & Co., aprendo in Battery Street una rivendita di stoffe, abiti e stivali da lavoro. Tutt’ora è questa la sede legale della compagnia. Affiancò l’attività di ambulante presso le miniere, dove vendeva tra gli altri un indumento particolare, che prenderà il nome di salopette. Per questa e per questi pantaloni utilizzava la de Nimes, stoffa pesante di colore blu che prendeva il nome da una città di tessitori della Provenza, successivamente ribattezzata denim.

L’Italia produceva un tessuto simile, utilizzandolo per i pantaloni dei marinai genovesi, chiamati per questo jeans, da Jeane, termine inglese che indica proprio Genova. Nel 1870, Levi iniziò con questo nome una produzione in serie di pantaloni da lavoro, affidandosi a cucitrici. Si rese però conto di quanto erano fragili questi capi, in particolare all’altezza delle tasche.

Uno di questi modelli finì a Jacob Davis, sarto di origini lettoni, che si trovò a doverli riparare per un signore particolarmente robusto. Così, gli venne l’intuizione di rinforzarli con piccoli rivetti, giunti di metallo, aggiunti all’attaccatura delle tasche e in altri punti fragili. Il pantalone diventava più resistente. Informò Strauss della modifica, chiedendogli di proteggere l’invenzione con una richiesta di brevetto e promettendogli la metà dei proventi dei diritti.

20 maggio 1873: il giorno dei Jeans

Così, il 20 maggio 1873 veniva riconosciuto il brevetto numero 139.121, assegnato al modello jeans XX, con doppia cucitura sulle tasche, The Arcuate. E con l’etichetta di cuoio sul retro, a destra. Il logo Levi’s iniziò ad apparire nel 1886, quando iniziò la produzione industriale e aprirono le prime due fabbriche, in California. Quattro anni dopo ecco il modello 501, storico, con la cifra che stava a indicare il numero della partita dei nuovi pantaloni.

Negli anni Venti del XX secolo scadde il brevetto e così arrivarono sul mercato altri produttori di tessuto denim, che non fecero che accrescere la popolarità dell’indumento. Comparve anche sul grande schermo il jeans, nelle pubblicità per la tv. Ispirata ai cowboy del West, diventò un simbolo della moda made in Usa. Oggi è un evergreen.

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