Peeple

Qui vorrei parlarvi di Peeple, una nuova applicazione che ci permette di dare voti e giudizi alle persone che conosciamo. Sì, avete letto bene: dare un giudizio alle persone con le quali siamo usciti. Come se fosse Tripadvisor. Ma, perdonatemi, devo andare per gradi e partire da lontano. In passato c’erano le chat. C’era C6 e Irc. Poi sono arrivati i social network. E’ arrivato Facebook il cannibale, che ha conquistato il mondo e ancora oggi detta legge. Ma i giovani sono diversi rispetto a quelli delle generazioni passate. Amano i DM di gruppo su Twitter, adorano Snapchat (ecco perché usare Snapchat) e ormai si conoscono solo grazie alle app di incontri. E’ da sfigati? Forse questa è l’idea che tanti “adulti” possono farsi, ma i nativi digitali la vedono diversamente. Le app per gli incontri servono per estendere la propria lista di contatti e conoscenze. Solo in un secondo momento per una relazione, di una notte o qualcosa di più.

Tinder e i suoi fratelli

Negli Stati Uniti i giovani utilizzano in modo maniacale Tinder. Il primo contatto tra due ragazzi che probabilmente avranno una relazione avviene su Tinder. Me lo ha confermato un’amica che vive in California. In Italia le app di incontri stanno conquistando una grande fetta di pubblico. Utilizzare applicazioni come Tinder, Wapa, Happn, Hornet, Grindr (solo per citare quelle più note), rende tutti più smaliziati e coraggiosi: la “protezione” di uno schermo tende a far abbattere il muro della timidezza e dell’imbarazzo tipico degli incontri reali vis-à-vis, consente di mettere in atto comportamenti che molti probabilmente non riuscirebbero a sostenere dal vivo e aiuta – o meglio dovrebbe aiutare – a facilitare la conoscenza e l’eventuale incontro. Proprio per questo applicazioni come Tinder – forse la più nota, per incontri spesso finalizzati ad esperienze sessuali – può contare su almeno 50 milioni di iscritti e su una media di utilizzo giornaliero di un’ora e mezza. Il 12% di coloro che utilizzano Tinder sarebbe già impegnato in una relazione e in questo caso l’applicazione favorirebbe la ricerca di avventure extraconiugali ma almeno il 54% degli utenti sarebbe single e quindi, molto probabilmente, a caccia di una relazione che possa diventare, nel corso del tempo, anche più seria.

Che il fenomeno sia assai più esteso di quello che si potrebbe immaginare lo testimonia il numero altissimo di applicazioni che consentono di conoscere nuove persone e che nella maggior parte dei casi si tramutano in metodi per vivere esperienze sessuali: si parla di almeno cinquecento app dedicate a questo scopo. Se a queste si aggiungono anche le app per chattare dal vivo come WhatsApp, Telegram, Facebook Messenger, Viber, iMessage oppure Line, si comprende come sfuggire da meccanismi di questo tipo sia perlomeno complicato.

Rimorchiare, sinonimo di social networking?

Rimorchiare qualcuno/a è diventata dunque una faccenda digitale: l’acchiappo 2.0 passa dalla rete, dai social e dalle applicazioni e non solo perché le persone – ossia gli utenti – vi trascorrono ormai la maggior parte del proprio tempo ma anche perché questi strumenti consentono di rendere tutto più facile ed immediato, anche per coloro che nella vita reale sono tutt’altro che smaliziati nell’agganciare persone nuove a cui potrebbero essere interessati. A questa ampia fetta di “pubblico” si affiancano (come dicevamo all’inizio) i nativi digitali, figli di un mondo altamente tecnologico. Non hanno dovuto scegliere quali strumenti usare. Se li sono trovati tra le mani appena venuti al mondo.

Ma come ormai siamo abituati a vedere, internet è una continua crescita e un costante cambiamento. Tra le colonne portanti del web c’è sicuramente la possibilità di trovare commenti e giudizi su qualsiasi oggetto tu voglia comprare. Mai avrei pensato che saremmo arrivati a giudicare le persone, come fossero un ristorante, un nuovo cellulare o la camera di un albergo. Ecco che qui entra in gioco Peeple.

Peeple: che cos’è

Peeple è un’applicazione che consente di dare voti alle persone che conosciamo. Avete presente il funzionamento e lo scopo di altre app come Tripadvisor e Yelp? Bene, Peeple svolge la stessa funzione, ma anziché essere indirizzata verso ristoranti e locali vari, si focalizza sulle persone. I voti da esprimere si concentrano sulla professionalità, sulla personalità e infine anche sul romanticismo di colui – o colei – a cui si assegnano dei voti da un minimo di uno ad un massimo di cinque. (qui l’app su iTunes)

Per far sì che gli utenti non utilizzino i voti negativi in modo per così dire “fraudolento”, Peeple adotta tutta una serie di precauzioni che ne dovrebbero sfavorire l’impiego. Chi lascia troppi commenti negativi vedrà il proprio valore numerico abbassarsi e la verifica attraverso numero telefonico (all’atto dell’iscrizione) dovrebbe scoraggiare la creazione di account fake. (qui ne parla Buzznews.it)

Peeple

Peeple: ecco come puoi giudicare le persone

Peeple: rivoluzione positiva o negativa?

Peeple è un’applicazione che non sembra essere molto gradita agli utenti. C’è da dire, poi, che al momento è disponibile solo negli Stati Uniti ma che a breve potrebbe sbarcare anche in altri Paesi. Di certo sembra avere tutte le carte in regola per mettere in piedi una vera e propria rivoluzione nel mondo delle relazioni umane. Assegnare voti alla professionalità potrebbe essere anche accettabile dalla maggior parte delle persone ma quante sarebbero disposte a vedersi assegnare un giudizio numerico su personalità e romanticismo? Per quanto riguarda quest’ultima voce, non è certo un mistero che molti/e tendano ad assegnare un voto ai precedenti partner: in genere si tratta di un gioco fra amici, di situazioni che restano in genere in ambito privato. Cosa potrebbe accadere se tutto questo si trasferisse in un “luogo” pubblico come Peeple?

Insomma, grazie a Peeple potremmo conoscere l’indole sentimentale e romantica di un probabile futuro partner. Ne potremmo leggere le recensioni e poi decidere se uscirci oppure no. Un tempo si chiedeva agli amici se conoscevano quella ragazza mora che ti piaceva tanto. Si sperava di ottenere qualche informazione utile, come i suoi gusti musicali. Ora non serve più. Basta un’app e sai tutto di tutti. Ma proprio tutto. Fa un po’ paura, vero?

(Grazie a Barbara Vellucci per aver curato la parte sul cos’è e come si usa Peeple)

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Il logo di Peeple

[Photo in apertura free by Pixabay]