Michelangelo: un genio dall’anima tormentata

Michelangelo
Figlio di Francesca di Neri del Miniato del Sera e Ludovico di Leonardo frequenta la bottega di Domenico Ghirlandaio. Ecco la storia di Michelangelo.

Michelangelo Buonarroti nasce il 6 marzo del 1475 a Caprese, nei pressi di Arezzo. Figlio di Francesca di Neri del Miniato del Sera e Ludovico di Leonardo, podestà al Castello di Chiusi e Caprese, cresce e frequenta la bottega di Domenico Ghirlandaio prima di divenire apprendista presso il giardino di San Marco e realizzare la “Madonna della Scala” insieme alla “Battaglia dei centauri”. In seguito alla morte di Lorenzo il Magnifico, Michelangelo scolpisce il “Crocifisso ligneo” ed il piccolo “Crocifisso di legno di tiglio”, fugge da Firenze (a causa della calata in Italia dell’esercito francese) ed approda a Bologna, accolto dal nobile Giovan Francesco Aldovrandini: in questo contesto, il giovane artista completa la prestigiosa Arca di San Domenico terminando il San Petronio e realizzando un San Procolo ed Angelo reggicandelabro.

Michelangelo: La truffa del Cupido, la Pietà e il David

Nel dicembre del 1495, Buonarroti fa ritorno nel capoluogo fiorentino sotto protezione di Lorenzo di Pierfrancesco e commissiona per esso un “San Giovannino” e “Cupido dormiente”. Quest’ultimo capolavoro, è sotterrato all’insaputa di Michelangelo per essere spacciato da reperto archeologico e rivenduto sul fiorente mercato delle opere d’arte antiche a Roma: dopo averlo acquistato per duecento ducali, il cardinale Raffaele Riario comprende l’inganno e convoca l’artista al suo cospetto per riavere indietro il proprio denaro. Dopo aver accettato senza indugio, il toscano si reca a Roma il 25 giugno del 1496 ed inizia clamorosamente a collaborare con l’ecclesiastico tramite l’intermediazione di Jacopo Galli: sono gli anni della “Madonna di Manchester” e soprattutto della “Pietà”, il celebre capolavoro realizzato in marmo di Carrara e vandalizzato il 21 maggio del 1972. Tornato a Firenze (passando per Siena) Buonarroti avvia una stagione di grande prestigio, caratterizzata da produzioni spettacolari come il leggendario “David” (1504). L’anno seguente al completamento dell’opera, l’artista è chiamato dal neo Papa Giulio II Della Rovere per edificare una sepoltura monumentale (ad esso dedicata) da collocare nella tribuna della basilica di San Pietro: per invidia dei collaboratori, in particolare l’architetto Bramante, durante l’assenza di Michelangelo (impegnato nelle cave) è distolta dal Papa l’attenzione al progetto. Ha inizio un periodo di tensione fra le due parti ma, in seguito alla sconfitta dei Bentivoglio di Bologna, il 21 novembre del 1506 Buonarroti si “riconcilia” al santo padre ed ottiene l’incarico di fondere un suo ritratto in bronzo per la facciata di San Petronio.

Michelangelo: Volta della Cappella Sistina, ultimi anni e morte

In seguito ad un breve periodo di “pausa”, Giulio II richiama Michelangelo alla corte papale per ridecorare la volta della Cappella Sistina: nonostante le insidie e trame contro l’artista, il maestoso affresco è inaugurato la vigilia di Ognissanti del 1512. Morto il Papa (poco tempo dopo) ha nuovamente inizio il lavoro alla tomba ma, in seguito alla nomina di Leone X, è bruscamente fermato dalla commissione del neoeletto: progetti coinvolgono la facciata di San Lorenzo, le tombe Medicee e la biblioteca Laurenziana prima del completamento dell’opera, nel 1534. Dopo aver realizzato il Giudizio Finale nel 1541, Michelangelo si dedica a diverse imprese architettoniche prima di morire il 18 febbraio del 1564.

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