ADDIO TARI, da settembre il comune deve risarcirti il 40%: non si paga più | Basta la prova cassonetti colmi

La TARI può essere rimborsata

La TARI può essere rimborsata - Wikicommons - Stylology.it

La Tassa sui rifiuti va versata ai Comuni ogni anno, ma esistono alcune importanti eccezioni. In tanti avranno diritto a un risarcimento

Una notizia che potrebbe fare felici molti cittadini. La Corte di Cassazione ha infatti emesso una sentenza di portata storica destinata a cambiare radicalmente le regole del gioco sulla TARI, la tassa sui rifiuti.

Non è un’abolizione totale, ma un principio di grande rilevanza: se si può dimostrare che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è insufficiente o inesistente, il Comune non può più richiedere il pagamento della tassa.

Questa sentenza apre la strada a rimborsi che possono arrivare fino al 40% per chi riesce a dimostrare che i cassonetti fossero perennemente pieni o il servizio di raccolta del tutto o quasi inefficiente.

La sentenza della Cassazione si basa sul principio che il contribuente ha il diritto di non pagare per un servizio che non viene erogato correttamente. Il Comune, in quanto gestore del servizio, ha l’obbligo di garantire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in modo regolare.

Arriva la rivoluzione della TARI

Se questo non accade e i cittadini sono costretti a vivere in una situazione di disagio igienico-sanitario a causa della negligenza dell’ente, è possibile chiedere una riduzione della tassa. Ottenere un rimborso non è automatico. Per avviare la procedura, è necessario presentare una prova documentale dell’inefficienza del servizio.

Non bastano però le lamentele verbali o le denunce anonime: le prove devono essere concrete e inequivocabili. Servono infatti prove fotografiche o video: scattare foto o girare video dei cassonetti pieni o della presenza di immondizia per strada è un’ottima prova. Le immagini devono essere geolocalizzate e datate, in modo da essere inconfutabili.

Cassonetti stracolmi
Cassonetti stracolmi in strada – Wikicommons – Stylology.it

 Come ottenere il rimborso

Si possono poi inviare esposti o denunce scritte al Comune, alla Polizia Locale o alle autorità sanitarie. Avere un registro delle lamentele presentate è una prova importante. Infine è importante raccogliere testimonianze scritte da parte di vicini o altri residenti che confermano l’inefficienza del servizio. Una volta raccolte le prove si può presentare una domanda di rimborso al proprio Comune. La richiesta deve essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC.

A seconda della gravità e della durata del disservizio, la riduzione della TARI può arrivare fino al 40%. In casi eccezionali, in cui il servizio è completamente inesistente, si può richiedere l’esenzione totale. Questa sentenza apre un dibattito importante sulla responsabilità dei Comuni nella gestione dei servizi pubblici e offre uno strumento concreto ai cittadini per tutelare i propri diritti.