Addio Tari, arriva la nuova tassa rifiuti: più mangi più paghi | 300€ all’anno in più ti costa

Addio alla Tari (Fonte: Canva) - www.stylology.it
Ecco qual è la nuova tassi rifiuti che potrebbe mandare in pensione la TARI. Con questa, più mangi e più paghi: sveliamo il motivo.
La TARI è l’acronimo che indica la Tassa sui Rifiuti, cioè quell’imposta che serve a finanziare i vari costi comunali relativi al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. La TARI è andata via via con gli anni a sostituire e accorpare altre tasse, parliamo del: TARES, TIA e TARSU.
Ogni cittadino che detiene locali o aree scoperte deve pagare questa tassa comunale, il cui importo finale sarà calcolato sulla base della superficie della proprietà, alla quantità dei rifiuti e agli importi decisi dal Comune.
Le scadenze per il pagamento della TARI sono fissate dai vari Comuni che inoltrano ai contribuenti la cifra da pagare, la quale potrà essere saldata in un’unica tranche o in due o tre rate, mediante pagamento tramite: Modello F24, bollettino MAV o bollettino postale.
Nonostante i cittadini siano ormai abituati al pagamento della TARI, a breve potrebbero dovergli dire addio, a favore di una nuova tassa rifiuti. Ecco perché più mangiate più pagate.
Come viene calcolata questa nuova tassa
Come possiamo leggere da Brocardi, questa nuova tassa è una sorta di evoluzione della TARI, in quanto incentiva i cittadini a tenere un comportamento sicuramente più responsabile ed ecologico nei confronti dei rifiuti. In pratica chi produce meno rifiuti e si impegnerà maggiormente nella pratica del riciclo, andrà a pagare una tassa. Ma com’è possibile? Semplice, se il calcolo della TARI prende in considerazione la superficie dell’immobile e il numero delle persone che ci abitano, per avere una parvenza di idea della quantità di rifiuti che ogni nucleo andrà a produrre, questa nuova tassa poggia su altre disposizioni.
Infatti come dicevamo, questa andrà a premiare chi produrrà meno rifiuti, calcolando l’importo finale in base al volume o al peso effettivo dei rifiuti che sono stati prodotti e se sono stati o meno differenziati in maniera corretta. Questa imposta è così composta: una quota fissa, in base alla superficie dell’immobile e a una quota variabile, basata sul numero effettivo degli svuotamenti dei rifiuti che sono stati svolti.

Ecco qual è la nuova tassa di cui si parla tanto
Ecco qual è la nuova tassa di cui si sta parlando parecchio in questi giorni, che potrebbe andare a sostituire in maniera definitiva la TARI. Come letto su Brocardi, la tassa in questione è la TARIP, cioè la Tariffa Puntuale sui Rifiuti.
Come vi dicevamo, questa tassa premierà che consumerà meno rifiuti, gettandoli in maniera corretta secondo le direttive che regolano la raccolta differenziata. Sono più di 1000 i Comuni italiani che applicano questa TARIP con una percentuale maggiore al Nord ma si pensa che nel breve tempo possibile questa tassa potrebbe espandersi anche ad altre città, visto che i vantaggi si vedono: maggiore sostenibilità ambientale, risparmio per i cittadini e così via.