Ludwig van Beethoven: una vita tra malattia e capolavori

Ludwig van Beethoven
Ludwig van Beethoven nasce il 17 dicembre 1770 a Bonn, in Germania. Ecco la sua vita tra malattia e capolavori.

Ludwig van Beethoven nasce il 17 dicembre 1770 a Bonn, in Germania. Terzogenito di Johann van Beethoven, musicista e tenore alla corte del principe arcivescovo elettore di Colonia, e di Maria Magdalena Keverich, cresce e diviene allievo di Christian Gottlob Neefe prima di comporre (tra il 1782 e il 1783) le sue iniziali opere per pianoforte. In seguito alla nomina di Maximilian Franz d’Asburgo come nuovo Principe elettore, Beethoven è secondo organista di corte e successivo studente all’Università di Bonn. Notato dal conte Ferdinand von Waldstein, Ludwig si trasferisce nell’aprile del 1787 a Vienna per sua volontà, ed è seguito da Franz Joseph Haydn.

Ludwig van Beethoven a Vienna

Dopo la morte della madre ed il pensionamento del padre, il giovane Ludwig van Beethoven fa ritorno nella sua terra e diviene un vero e proprio capofamiglia: tutela i fratelli Kaspar e Nikolaus e, dal 1789, lavora inoltre come violinista nelle orchestre del teatro e della cappella della sua città natale. Il 3 novembre del 1792, Beethoven decide di lasciare definitivamente Bonn per fare nuovamente ritorno a Vienna, il luogo ideale per la carriera di ogni musicista: in seguito alla partenza di Haydn alla volta di Londra, prosegue i propri studi fino all’inizio del 1795 con diversi professori, tra cui il compositore Johann Schenk e Antonio Salieri. Dopo aver pubblicato i suoi primi tre “Trii per piano, violino e violoncello” e “Sonate per pianoforte”, Ludwig decide di esibirsi in pubblico: è il 29 marzo del 1795. (leggi anche biografieonline)

La malattia e gli innumerevoli capolavori

Aumentano popolarità e viaggi di Ludwig van Beethoven: esso è considerato il primo virtuoso di Vienna quando inizia a lavorare su capolavori come “Concerto per pianoforte e orchestra n.1”, i primi sei “Quartetti d’archi”, il “Settimino per archi e fiati” e la “Prima Sinfonia”. Per ogni ascesa che si rispetti subentrano sempre delle difficoltà: nel 1976, Beethoven inizia a prendere coscienza della propria sordità e, malgrado tentasse in gran segreto di arginarne il peggioramento, la stessa gradualmente diviene totale entro il 1820. Nonostante i problemi di salute, il musicista continua imperterrito a produrre opere di qualità come la “Sonata per violino n.5”, la “Sonata per pianoforte n.14” e la “Seconda Sinfonia”. Successivamente, è la volta dello “stile eroico” di Ludwig, del suo approdo al genere operistico, della composizione del “Fidelio” e delle annate più fertili di suoi capolavori (1806 e 1808). (leggi anche Treccani.it)

La nona sinfonia e la morte

Ulteriori grandissime produzioni, ma anche anni bui, seguono il cammino dell’ormai maturo Beethoven, che compone la celebre “Nona Sinfonia” e gli ultimi quartetti per archi, prima di ammalarsi di polmonite e subire numerose complicazioni fisiche, che lo portano alla morte, il 26 marzo del 1827 a Vienna.

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