Bob Dylan

Corre l’inizio degli anni 60’ quando il giovanissimo Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, (nato il 24 maggio 1941 a Duluth) si esibisce per la prima volta davanti ad un pubblico pagante: è l’11 aprile del 1961 e siamo al Gerde’s Folk City di New York; il cantautore si prepara ad aprire un consueto concerto del bluesman John Lee Hooker, con il permesso del proprietario italoamericano Mike Porco, ma nessuno degli ospiti presenti può ancora comprendere con precisione il talento della futura icona popolare della musica contemporanea. (Wikipedia)

UPDATE! Bob Dylan non ritirerà il Premio Nobel

Il magico Bob Dylan

Vendite da capogiro, riconoscimenti innumerevoli, otto Grammy e, persino un Golden Globe delineano alla perfezione tutta la prestigiosa carriera di questo grande artista: Zimmerman cresce a Hibbing (Minnesota) ma le sue radici risiedono nella città ucraina di Odessa, località che ha dato i natali ai nonni paterni. Il suo cammino ha inizio nella piccola comunità ebraica, che comprende i propri genitori, quando incomincia ad appassionarsi a generi musicali come il blues e il country: durante la scuola superiore, Dylan ambisce a “conoscere Little Richard” ed è membro di alcune band come i “The Shadow Blasters”, “The Golden Chords” e “Danny and the Junior Rock and Roll is Here to Stay” anche se comprende ben presto di essere più portato all’esibizione solista e alla musica folk. Dopo aver abbandonato il college, Bob Dylan è scritturato dalla Columbia Records e registra inoltre il primo album, oltre ad assumere ufficialmente il proprio pseudonimo. Dopo aver modificato (anche su carta) la denominazione, Albert Grossman diviene suo manager e si dedica alla realizzazione di un vero e proprio capolavoro: The Freewhelin’ Bob Dylan.

Bob Dylan e le tematiche sociali

Da “The Times They Are a-Changin” raggiunge “Dylan” del 2007, passando per altri 18 dischi; fra le virtù più encomiabili di Bob Dylan spicca sicuramente la moltitudine di temi e battaglie affrontate attraverso semplici strumenti quali chitarre e fisarmoniche: egli raggiunge mente e cuore dei giovani ascoltatori impegnati nel sociale, in lotta contro la guerra e la discriminazione, con brani del calibro di “Blowin’ In The Wild”, “Masters Of War”, “Don’t Think Twice it’s All Right” e “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”. Da pioniere del folk-rock a icona del popolo: prende parte anche ad uno storico concerto in onore di papa Giovanni Paolo II, oltre a guadagnarsi un prestigioso riconoscimento alla carriera offerto dall’organizzazione del premio Pulitzter per il giornalismo e le arti. (sito ufficiale)

Premio Nobel

Il 13 ottobre 2016 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura. Prima di lui solo George Bernard Shaw era riuscito a vincere sia un Nobel (per la letteratura, nel 1925) che un Oscar (per la miglior sceneggiatura non originale, nel 1938).

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