Festa della Donna

L’8 marzo si festeggia la Festa della donna, ma forse non tutti sanno che si tratta della Giornata Internazionale della donna. Ma perché si festeggia in questo giorno? Ecco la risposta.

Leggende metropolitane

Qualcuno è convinto che questa ricorrenza annuale sia strettamente collegata al rogo della Cotton: uno stabilimento dove nel 1908 a New York, centinaia di operaie morirono tra le fiamme dopo forti contestazioni sulle proibitive condizioni lavorative cui erano obbligate a sottostare. In realtà si tratta solo di una leggenda metropolitana.

Così come la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857 è degli incidenti dovuti a scioperi nelle città di Chicago e Boston. In realtà le radici di questa giornata sono riconducibili a fatti molto più complessi.

Festa della donna e falsi miti

Un incendio a New York ci fu realmente, ma il 25 marzo 1911: nel rogo della fabbrica della Triangle Shirtwaist Company (che produceva camicie) morirono 146 lavoratori. Ben 123 donne e 23 uomini. Secondo Wikipedia (leggi qui), nell’azienda lavoravano oltre 500 persone (prevalentemente immigrate europee) tra cui anche ragazze tredicenni costrette a turni lavorativi che andavano dalle 60 alle 70 ore settimanali per una paga inferiore ai 30 dollari mensili.

Le più probabili cause del disastro possono essere attribuite alle scarse misure di sicurezza: vestiti infiammabili, sigarette e distrazione. La storia racconta che i dirigenti aziendali del decimo piano chiudevano abitualmente le porte dello stabile per evitare che i dipendenti rubassero. Si misero in fuga al momento del disastro senza aprire le porte. Le famiglie delle vittime ottenerò un risarcimento di 75 dollari dall’assicurazione, mentre i dirigenti furono assolti in un processo che a molti sembrò una vera e propria farsa.

Storia della Festa della donna

Tutto ebbe inizio nel 1907 a Stoccarda in Germania; la II Internazionale Socialista (organizzazione composta dai membri dei partiti laburisti e socialisti) organizzò nel mese di agosto il suo VII congresso: tra i temi caldi discussi spiccarono il colonialismo e il suffragio universale femminile.

Nel corso della manifestazione i partiti decisero di impegnarsi a favore delle donne, pur evitando alleanze con le femministe borghesi; da questa decisione, nacque in America una conferenza di protesta: il 3 maggio del 1908 (in mancanza dell’oratore ufficiale designato) fu la socialista Corinne Brown a dirigere quest’incontro, che decise di proclamare “Woman’s Day”.

23 febbraio 1909

Il Partito socialista statunitense apprezzò l’idea e permise di organizzare il 23 febbraio 1909, un’altra manifestazione a favore del diritto di voto femminile: questa volta, in maniera del tutto ufficiale, migliaia di donne festeggiarono la prima “festa della donna”. La notizia circolò molto velocemente e anche le principali città europee si fecero coinvolgere (ma decisero di festeggiare il 19 marzo del 1911).

[Qui sotto i tweet con hashtag #BriefMessage: Una campagna naturale contro la violenza sulle donne che si è sviluppata sui social e in particolar modo su Twitter]


La Festa della donna in Italia

Nel nostro Paese l’iniziativa non vide luce prima dell’8 marzo 1945: anno in cui l’Unione Donne in Italia (organizzazione popolare di sinistra) organizzò questa festa nelle zone d’Italia libere dal nazi-fascismo. Durante l’anno successivo, adottò la mimosa (un fiore che cresce nei primi giorni di marzo). [Perché si regalano le mimose: lo spiega ansa.it]

[Photo composite by Stylology.it]

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