Fratelli Lumiere

Oggi celebriamo i fratelli Lumiere, ma la storia parte da lontano. La cinematografia, intesa come proiezione di immagini, nasce anticamente in Cina come rappresentazione di ombre e in Europa tramite la camera oscura leonardiana e la lanterna magica del 18° secolo.

Questo strumento consente di trasferire figure astratte su parete di stanze buie, tramite un vetro, ed illuminarle grazie ad un foro (con una lente) all’interno di una scatola chiusa con candela.

Molto simile alla lanterna magica è anche il Mondo nuovo, una scatola chiusa (e illuminata all’interno) tipicamente posseduta dagli ambulanti, caratterizzata da una visione possibile solo attraverso quest’ultima. La nascita della fotografia consente di studiare la riproduzione del movimento in scatti consecutivi: tra i principali esperimenti attuati ben figurano il Kinetoscopio di Thomas Edison e il Cinematografo dei Fratelli Lumière, considerati tutt’ora genitori della filmografia mondiale.

Fratelli Lumiere brevettano il cinematografo

Auguste Marie Louis Nicholas (19 ottobre 1892) e Louis Jean Lumiere (5 ottobre 1864) nascono nella cittadina di Besancon, situata nella Franca Contea, in Francia (Wikipedia). Figli dell’imprenditore e fotografo Antonie Lumière, si dilettano inizialmente nel lavoro paterno e, una volta andato in pensione, collaborano insieme per dare vita alla pellicola cinematografica: dopo aver brevettato numerosi procedimenti come la creazione del foro di trascinamento, il 13 febbraio del 1985 producono un singolo strumento dalle proprietà fotografie e proiettive, chiamato in seguito cinématographe. Il 19 marzo 1895, Auguste e Louis Lumiere girano la prima pellicola della storia (L’uscita dalle officine Lumiere); il 28 dicembre dello stesso anno è in scena al Grand Café di Parigi il primo spettacolo cinematografico a pagamento, seguito da un tour internazionale che tocca anche città come Londra e New York.

Nasce la filmografia d’autore

I fratelli Lumiere danno vita alla professione dei “cinematografisti”, ma paradossalmente ritengono il cinema “un invenzione senza futuro” destinata a concludersi come una qualunque moda del tempo. Dopo essersi concentrati sulla fotografia a colori e aver ceduto i propri diritti a Charles Pathé, nel 1903 brevettano il processo “Autochrome Lumière” e si dedicano contemporaneamente alla vendita di apparecchi, trasformando una semplice passione in un’azienda leader produttrice. In seguito alla produzione di “Assalto al treno” (1903) e “Viaggio nella luna” (1902), rispettivamente dell’americano Edwin Porter e del francese Georges Méliès, iniziano ad essere sperimentati inoltre anche i primi effetti speciali e tecniche rudimentali del linguaggio del cinema (come la soggettiva, il montaggio lineare, il raccordo sull’asse e i movimenti di camera).

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