Coober Pedy

Coober Pedy è una cittadina situata in Australia Meridionale, dispersa nel deserto a nord di Adelaide, ma famosa per una serie di curiose ragioni. Il centro è noto come capitale dell’opale e per lo stile unico della vita sotterranea, la maggior parte dei residenti vive nel sottosuolo e lavora nelle miniere.

Coober Pedy

Infatti tra aprile e ottobre il clima è molto piacevole, con tipiche temperature da clima semidesertico: di giorno dai 16 ai 20° C mentre di notte temperature piuttosto fredde. Tra novembre e marzo però il clima si riscalda e le temperature estive variano dai 35 ai 45° all’ombra con occasionali tempeste di sabbia. Le piogge sono rare, circa 175 mm all’anno. Da tener presente che trovandosi nell’emisfero australe, le stagioni risultano invertite rispetto all’emisfero boreale.

Coober Pedy, quando c’erano solo gli aborigeni

Per centinaia di anni gli Aborigeni australiani attraversarono quest’ambiente desertico, popolazioni nomadiche di cacciatori alla ricerca di cibo e di acqua che non si stanziarono mai in quest’area. I suoi primi abitanti furono poveri migranti europei in cerca di fortuna che, per scappare dal caldo torrido del luogo, ebbero l’idea di scavare una vera e propria città sotto terra dove la temperatura si manteneva sempre costante.

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Una foto pubblicata da @lottafichtner in data:

Coober Pedy era originalmente conosciuta come il “campo opalino dello Stuart” dal nome John McDouall Stuart, che nel 1858 fu il primo esploratore europeo della zona.

Fu scoperta nel 1913 dal quattordicenne Willie Hutchinson. Coober Pedy trae il suo nome attuale dalle parole aborigene kupa (uomo non iniziato o uomo bianco) e piti (buco). Nel gennaio 1915 Jim Hutchison e suo figlio William cercavano invano l’oro a Coober Pedy dove avevano installato un accampamento.

Mentre cercavano l’acqua, William trovò dell’opale, un minerale amorfo (silice idrata: SiO2•nH2O) con un colore variabile dal trasparente al bianco latte, con una infinità di differenti intermedi.

Trans Continental Railway

Nel 1917 la Trans Continental Railway fu completata e un gran numero di lavoratori senza impiego e di soldati rientrati dalla Prima Guerra Mondiale, arrivarono alle miniere di opale e crearono un sistema di vita sotterranea per sopravvivere a condizioni di vita estreme. Le scorte d’acqua venivano trasportate da grandi distanze con enormi sforzi. Anche con l’introduzione di un pozzo da 60 litri, le condizioni di vita dei minatori migliorarono solo marginalmente.

Nel 1920 la città fu chiamata Coober Pedy. Durante la grande depressione, degli anni ’30 e ’40, i prezzi dell’opale scesero a picco e la produzione ebbe quasi uno stop. La storia narra che nel 1946 una donna aborigena, Tottie Bryant, trovò un opale eccezionale dando vita ad una nuova corsa all’opale.

Durante gli anni ’60, l’industria mineraria si espanse rapidamente grazie alla moltitudine di migranti europei che arrivarono a cercare fortuna. Negli anni ’60 e ’70 si assistette quindi all’espansione multi milionaria dell’industria estrattiva e alla trasformazione di Cooper Pedy in moderna città mineraria.

Oggi questo luogo viene definito “la capitale del mondo dell’opale”. Le sue ’70 miniere occupano quasi 5.000 chilometri quadrati e producono la maggior parte degli opali del mondo. Il 97% della produzione mondiale di opali è in Australia, paese che ne ha fatto la pietra nazionale.

Coober Pedy, gli abitanti arrivano da tutto il mondo

A Coober Pedy si respira la storia e la quiete, 3.500 abitanti di 45 diverse nazionalità continuano ancora oggi a rifugiarsi sotto terra per sfuggire alle temperature roventi dell’outback. La maggior parte degli abitanti lavora nelle miniere di opali, ma questa peculiare comunità sotterranea, dove non mancano una chiesa, degli hotel e un campo da golf senza erba, ha reso il turismo il secondo settore più importante.

I numerosi turisti sono invitati a indossare un elmetto protettivo da minatore per cercare opali, esplorare la storia in una miniera abbandonata divenuta ora museo, incontrare persone di tutto il mondo nelle loro case sotterranee e ammirare una galleria d’arte nel sottosuolo.

Sembra infatti di vivere ancora ai tempi in cui si usavano picconi e pale per scavare nelle miniere cunicoli labirintici, nelle cui pareti sono tuttora visibili filoni di opali. Curiosa è anche la visita al primo albero della città, di notevole importanza simbolica per i suoi abitanti, fu costruito dalla popolazione stessa utilizzando rottami di ferro.

Coober Pedy, scenario apocalittico

In superficie, di giorno si ammira uno scenario apocalittico e di notte il meraviglioso cielo stellato dell’outback. Una ragione in più per fermarsi a dormire in uno degli hotel della città. Tra l’altro, non c’è più da temere di restare senza acqua infatti il problema dell’approvvigionamento è stato risolto recentemente.

Il rifornimento idrico a Coober Pedy arriva da una fonte sotterranea posta 24 chilometri a nord. Il trattamento dell’acqua è molto costoso quindi l’acqua ha un prezzo di $5 per 1.000 litri ma la qualità dell’acqua è eccellente e si può bere senza alcun timore.

Una volta giunti ad Adelaide, per raggiungere la cittadina serve il pullman o l’auto. I periodi migliori per visitarla sono a Pasqua durante il Coober Pedy Opal Festival o ad Ottobre per la Coober Pedy Races.

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(Photo by www.cooberpedy.sa.gov.au)

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