George Orwell

È il 17 agosto 1945 quando George Orwell pubblica il romanzo satirico Animal Farm. In italiano arriva per la prima volta due anni dopo, nel 1947, con il titolo La Fattoria degli Animali. Gli animali di una fattoria prendono il comando, cacciando il padrone, e decidono di applicare il principio marxista: ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni.

La Fattoria degli Animali e il marxismo

Un modello che però entra presto in crisi, un’utopia. I maiali diventano i padroni dopo essere stati gli ideatori della rivoluzione a quattro zampe. Addirittura, l’aspetto diventa simile a quello dell’uomo, che imitano sempre di più. Ogni evento e ogni personaggio del libro rappresenta l’allegoria di un politico o di una realtà storica. Attraverso questa metafora viene così preso in giro il totalitarismo sovietico di Stalin.

George Orwell e la guerra civile

Orwell, socialdemocratico e laburista, aveva combattuto nella guerra civile spagnola con il Partido Obrero de Unificacion Marxista, d’ispirazione trotskista che subì la violenta repressione da parte delle autorità repubblicane di ispirazione stalinista. La fattoria degli animali fu iniziata nel 1937, proprio durante la permanenza in Spagna, per essere conclusa nel 1943. Il contenuto irriverente nei confronti dell’Unione Sovietica, all’epoca alleata del Regno Unito contro la Germania di Hitler, costrinse Orwell a pubblicare l’opera solo a conflitto terminato, nell’agosto del 1945. (Wikipedia)

Per chi non volesse vederci l’allegoria politica, La fattoria degli animali è una favola. Prende in prestito gli animali da Esopo e Fedro e ha una morale, come ogni fiaba che si rispetti. Tra i personaggi del libro, troviamo il Vecchio Maggiore, Napoleon, Palla di Neve, Clarinetto, Gondrano, Beniamino, Berta, Mollie, Mosè e altri. C’è anche il fattore Jones, che di fatto apre l’opera.

Va infine detto che La fattoria degli animali è una perfetta allegoria della vita.

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