Fiat Punto

Tempi che cambiano. Dagli anni Cinquanta in poi la Fiat ha sempre avuto nelle utilitarie il cardine della sua produzione, intendendo con utilitarie auto compatte a basso prezzo in grado di trasportare almeno quattro adulti e fornite di un bagagliaio accettabile. Le conoscono tutti: Fiat 600, Fiat 850, Fiat 127, Fiat Uno e Fiat Punto. Già, la Fiat Punto.

Fiat Punto, prima serie

FIAT PUNTO: LA NASCITA

Era il 31 agosto 1993 quando venne presentata al Lingotto l’erede della fortunatissima Uno. Oggi, 25 anni dopo, la linea di assemblaggio della fabbrica di Melfi ha sfornato già da qualche settimana il suo ultimo esemplare. E’ quindi definitivamente calato il sipario sulle Fiat di segmento B in Europa, almeno sotto forma di berlina.

Fiat Punto, prima serie

Non ci sarà un’erede. Tempi che cambiano, appunto. Scelte strategiche differenti, la decisione di puntare su modelli in grado di generare margini di profitto adeguati non lasciava scampo alle utilitarie classiche. Nell’immediato futuro la Fiat sarà soprattutto la 500 nelle sue varie declinazioni, affiancata da una Panda tornata polacca per gli utilizzi cittadini “da battaglia”. Più avanti, chissà. Oggi il pubblico chiede soprattutto SUV a tutti i livelli. Se dovesse arrivare un modello totalmente nuovo di queste dimensioni (intorno ai quattro metri di lunghezza) col marchio ex torinese, non potrebbe prescindere da questa tipologia.

Fiat Punto, interni prima serie

GIUGIARO NEL 1993: “DURERA’ NEL TEMPO”

Ma torniamo alla Punto. Commento a caldo: “La sensazione mi pare sia quella di un’auto molto aerodinamica, innovativa ma semplice, destinata a durare nel tempo”. Lo disse nientemeno che Giorgetto Giugiaro, a cui venne affidato il design di questo modello. Scrivendo un articolo sul quotidiano La Stampa del 1° settembre 1993, egli aggiunse: “Più guardo la Punto, più la Punto mi piace… E’ equilibrata e moderna, ha personalità e caratteristiche tutte sue, senza essere figlia della Uno o figliastra delle concorrenti giapponesi”.

Fiat Punto, seconda serie

Il grande designer torinese ci aveva azzeccato ancora in pieno, per l’ennesima volta. Non sono solo le sue parole a confermarlo (e basterebbero, dette dal padre di Golf, Panda e Uno). Sono i fatti: un quarto di secolo di produzione e oltre 9 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo. Sì, perché per lungo tempo questa vettura è piaciuta anche fuori dai confini nazionali, tanto da arrivare per un certo periodo ad essere l’auto più venduta d’Europa.

La sua longevità è straordinaria. Ha continuato a piacere al pubblico fino all’ultimo, forse anche per un senso di familiarità, come Giugiaro che più la guardava più gli piaceva. Fino al 2011 la Punto è stata l’auto più venduta in Italia; è rimasta al secondo posto fino al 2015; nel 2016 era ancora terza. Solo nell’ultimo anno e mezzo età e obsolescenza hanno riscosso il loro prezzo.

PUNTO DI PARTENZA

Ripercorrendo la lunga storia della Punto dobbiamo anche ricordare che la sua vita produttiva ha attraversato un lungo periodo fatto di enormi difficoltà, di ordine industriale e finanziario per la Fiat, di natura economica e sociale per l’Italia ma anche per gran parte d’Europa. Nonostante ciò, tutti l’hanno comprata e ricomprata. Perché in fin dei conti per tanti anni ha incorporato la classica ricetta vincente: gradevole da vedere, pratica, razionale e versatile da usare, ragionevolmente economica da acquistare e mantenere. Un’auto che serve. Quindi si compra.

L’antefatto: la Fiat Uno. Come sostituire un autentico mostro sacro, un modello che da dieci anni dominava le classifiche di vendita (dal 1983 al 1995 avrebbe superato i 9 milioni, senza contare le versioni prodotte all’estero, altri 4 milioni circa), brillante per design, spazio, economicità e affidabilità? Un’auto che aveva rivoluzionato gli stessi processi produttivi? Perché in Fiat fu proprio la Uno ad introdurre la robotica in fabbrica. Semplice, facendo la stessa cosa ma adeguandola ai tempi.

Quindi ancora Giugiaro e ancora alta tecnologia. Fu infatti costruita da zero un’intera fabbrica per impiantare la linea di assemblaggio della Punto: quella di Melfi, vera e propria avanguardia industriale. Il design era assolutamente indovinato, d’altra parte da quella matita non ci si poteva attendere di meno.

Linee morbide e simpatiche, dimensioni leggermente superiori a quelle della Uno ma non troppo, 3.760 mm di lunghezza contro 3.689. Quindi ancora incredibile abitabilità. E aggiungiamo un bagagliaio pazzesco, da 1.080 litri di volume con i sedili abbattuti.

Al momento del lancio la Punto disponeva di ben cinque motorizzazioni a benzina, aspirate da 1.1 a 1.6 litri, poi la versione 1.4 turbo per la Punto GT, erede diretta appunto della Uno Turbo, oltre ad una turbodiesel 1.7, gli eccellenti Fire mutuati dalla Uno. Potenze da 55 a 136 cavalli. Ricordiamo che all’epoca le masse delle auto erano ancora molto contenute, infatti questo modello andava da 840 a 1.050 Kg. Quindi quelle potenze erano più che adeguate.

Fiat Punto Cabrio

Pochi mesi più tardi sarebbe anche arrivata la Punto Cabrio, disegnata da Bertone, la vera novità rispetto alla Uno.
Moderna in tutto e anche ben equipaggiata. Si trovavano freni con ABS (sulla GT erano a disco anche quelli posteriori), doppio airbag, cinture con pretensionatore, scocca con cella di sopravvivenza, rinforzi al telaio, sistema antincendio con controllo inerziale della pompa carburante, condizionatore. Bastano 640.000 unità vendute nel primo anno per definirla un’auto di successo? Certamente. In totale la prima serie superò i 3,3 milioni di esemplari prodotti.

LA SECONDA SERIE. PUNTO E A CAPO

Nel 1999 venne già il momento di aggiornare la vettura. Quell’anno coincideva anche con il centenario della Fiat, quindi bisognava fare qualcosa di speciale. L’estetica della Fiat Punto seconda serie venne sostanzialmente modificata, ad opera del centro stile interno. Il look era un po’ più nervoso, un po’ più attuale (non che la precedente apparisse poi così vecchia). La lunghezza aumentò ancora, arrivando a 3.840 mm per la versione a tre porte e a 3.870 per quella a cinque porte.

I motori a benzina dovevano adeguarsi alle norme Euro 3. Tutti aspirati, potenze da 60 a 130 cavalli, quelli della HGT a 16 valvole e cilindrata 1.747 cc. La grande novità arrivava sul fronte del diesel. Infatti esordiva in un’utilitaria la tecnologia common rail, introdotta solo due anni prima sull’Alfa Romeo 156. Il 1.9 Jtd a due valvole per cilindro qui erogava 80 cavalli. Più potenza e notevole coppia ai bassi regimi, consumi molto ridotti (e anche le emissioni, anche se allora non ne parlava nessuno).

Altre interessanti novità tecniche della Fiat Punto seconda serie riguardavano il servosterzo elettrico, prima auto in Europa con sistema EPS (Electric Power Steering), poi il cambio automatico CVT Speedgear, capace di simulare elettronicamente anche una funzione manuale; nel 1999 non era una cosa molto diffusa, soprattutto a questi livelli di prezzo.

Nel 2000 arrivò la versione da corsa, cioè la Punto S1600, motore aspirato 1.6 da 215 cavalli. Omologata per i rally Gruppo A, nel 2003 permise a Paolo Andreucci di vincere il secondo dei suoi dieci campionati italiani.
Nel 2003 ci fu il restyling generale della seconda serie. Esteticamente cambiava molto poco. Si aggiungevano invece alla gamma dei motori il diesel Multijet (cioè common rail di seconda generazione) 1.3 da 69 cavalli, mentre il 1.9 saliva ad 86 cavalli. Importante l’esordio della Punto Natural Power, dotata di doppia alimentazione a benzina e metano sul motore Fire 1.2.

LA GRANDE PUNTO. PUNTO ESCLAMATIVO

Nel 2005 le cose si fecero un po’ più complicate. Nel senso che la terza generazione del modello cambiava nome. Quell’anno infatti esordì la Fiat Grande Punto. Venne considerata un modello a sè stante, perché la serie precedente continuò ad essere prodotta.

Grande lo era per davvero, almeno rispetto alla sorella, perché superava la soglia dei quattro metri di lunghezza, prima volta in assoluto per una vettura di segmento B. Misurava 4.030 mm per la precisione, ben 13 cm in più. Concepita negli anni di collaborazione con la General Motors, condivideva la piattaforma con la Opel Corsa di quarta generazione (che sarebbe uscita l’anno successivo).

Grande fu anche lo stile della presentazione. Era praticamente il primo modello nuovo uscito da quando Sergio Marchionne era diventato amministratore delegato del Gruppo Fiat. Furono fatti intervenire alla cerimonia il 5 settembre a Mirafiori anche i due piloti della Ferrari, Michael Schumacher e Rubens Barrichello. Non una cosa che accadeva spesso, nemmeno allora.

Il design esterno tornò nelle mani di Giugiaro. Stile ancora più moderno e dinamico, tanto che ha resistito sostanzialmente immutato fino ad oggi. Molto curati gli interni, tanti accessori. Soprattutto la tecnologia di sicurezza faceva sentire la sua presenza, tanto da far guadagnare al modello il massimo punteggio (le famose 5 stelle) nei crash test di EuroNcap, l’ente europeo che valuta la sicurezza dei modelli in commercio. E anche dal punto di vista della connettività non si scherzava. L’anno dopo fu introdotto il sistema Blue&Me che integrava connessione Bluetooth, lettore vocale di SMS e una porta USB, oltre al navigatore in optional. Un’utilitaria del 2006, non dimentichiamolo.

Tutto ciò ha un peso, letteralmente. Infatti le masse di tutto le auto in quegli anni divennero generalmente obese. La Grande Punto partiva da 1.015 Kg per arrivare a 1.220. Circa due quintali in più rispetto alla prima serie, sulla stessa macchina. Di conseguenza era necessario che crescessero anche le potenze. Pur restando in gamma il 1.2 Fire da 65 cavalli per gli usi basici, arrivò presto un 1.4 a 16 valvole da 95 cavalli. Ma nel 2007 era già tornato di moda il turbo sui motori a benzina. Ecco quindi il 1.4 T-Jet sovralimentato e anche a 16 valvole, ben 120 cavalli, una potenza rispettabile anche oggi. Turbo significa anche coppia importante, qui 206 Newton metri.

Anche i diesel Multijet ricevettero una bella iniezione di forza: il 1.3 raggiunse 90 cavalli, il 1.9 arrivò a 120 e 130 cavalli; esordì anche il 1.6 da 120 cavalli. La versione Natural Power aumentò la sua autonomia (312 Km solo a gas, 1.000 in totale) aumentando anche la potenza, 70 cavalli a metano contro i 52 della serie precedente. Nel 2009 arrivò anche la Grande Punto GPL, 75 cavalli e 453 Km di autonomia a gas.

Fiat Punto Abarth S1600 Andreucci-Andreussi

La Fiat Grande Punto conquistò l’Europa, arrivando nel 2006 a conquistare il vertice delle vendite continentali. Ci fu anche una versione da corsa, Abarth Grande Punto S2000. Motore 2.0 da 278 cavalli, nel 2007 e 2009 vinse il campionato europeo rally. Nel 2007 la Grande Punto ricevette un leggero restyling, quasi impercettibile.

Fiat Grande Punto

PUNTO EVO E PUNTO 2012. PUNTO E BASTA

Ci siamo dimenticati della piccola Punto seconda serie, che continuava la sua onesta carriera. Nel 2007 cambiò nome in Punto Classic, tanto per non fare confusione. Andò avanti onorevolmente fino al 2010, quando cessò la produzione. Venne sostituita dalla Fiat Punto Evo, entrata sul mercato ad ottobre 2009. Qui le cose tornano complicate. Infatti la Punto Evo è leggermente più lunga della Grande Punto (4.065 mm), ma non è la Grande Punto, perché questa continua a venire prodotta. Praticamente è un restyling della Grande Punto. Ma si chiama Punto Evo. La novità importante è il motore a benzina MultiAir turbo da 135 cavalli per la versione Sport.

Fiat Punto Evo

Questo stato d’incertezza regge per due anni, poi si fa piazza pulita in termini di nomenclatura. Un solo nome di modello, Punto. Ma continuano ad essere vendute le due versioni già esistenti, semplicemente diventano diversi allestimenti dello stesso modello. Convenzionalmente nota nell’ambiente come Fiat Punto 2012, viene considerata una sorta di quarta generazione, in realtà cambia poco. Sono solo i normali aggiornamenti tecnologici.

Fiat Punto 2012

Meccanicamente la famiglia dei motori Fiat, anzi FCA, è ormai vasta. Troviamo il vecchio e inossidabile Fire 1.2 da 69 cavalli ad aprire la gamma, poi l’inconsueto 0.9 TwinAir, un bicilindrico turbo da 875 cc e 85 cavalli. Per salire ai quattro cilindri MultiAir 1.4 aspirato da 105 cavalli e turbo da 135. I diesel MultiJet vanno da 75 a 95 cavalli. Sempre in gamma le versioni a metano e GPL.

La Fiat Punto non cambierà praticamente più, ricevendo solo quegli aggiornamenti imposti dalle normative sulle emissioni. La gente continuerà a comprarla a quote lusinghiere fino al 2016 inoltrato. Oggi, dopo 25 anni di straordinaria carriera, è arrivato il momento della meritata pensione.

(Foto sito press Fiat)