Volto su Marte

Un volto su Marte. Possibile? Il 31 luglio del 1976 il mondo resta stupito da una foto pubblicata dalla Nasa: la sonda spaziale Viking 1, infatti, scatta una foto del pianeta rosso, ossia di Marte, nella regione di Cydonia.

Pare un volto e gli esperti subito si dividono: effetto ottico o tracce di vita extraterrestre? In realtà, la scienza pone subito un freno ai voli pindarici, con una spiegazione razionale sull’effetto visivo: l’angolo di illuminazione, la bassa risoluzione della foto, la tendenza della mente umana a ricercare motivi familiari anche laddove non ci sono.

Volto su Marte: ma come è possibile?

Il dubbio resta, in particolare in chi si fa suggestionare più facilmente e in chi crede (o spera) che un giorno o l’altro ci arriverà un messaggio da qualche altro pianeta. Il cinema sfrutta questa foto per costruire la trame di Mission to Mars, immaginando che sotto quel volto ci sia un rifugio con un’antica astronave.

Il presunto volto misura tre chilometri in lunghezza e 1,5 chilometri in larghezza. Si trova 10 gradi a nord dell’equatore marziano. Ad aggiungere mistero a mistero, un’improvvisa interruzione dei dati inviati sulla Terra da Viking 1, che creò una macchia nera in corrispondenza dell’ipotetica narice. Successivamente, con le missioni della sonda Mars Global Surveyor (1998 e 20901) e di Mars Odissey (2002), viene suffragata l’ipotesi scientifica. Fotografata sotto un’illuminazione completamente differente, e con una risoluzione molto più alta, la zona non ricorda più una faccia.

Le teorie più bizzarre

Tornando alle prime interpretazioni, Richard Hoagland ha scritto un libro nel 1987, The Monuments of Mars: A City of Edge of Forever. Esplora la teoria di un’antica civiltà, interpreta altre caratteristiche della superficie marziana circostante come i resti di una città in rovina e di piramidi. Altri sostenitori della teoria che quello è proprio un volto sono Zecharia Sitchin ed Ennio Piccaluga.