Alpine Vision

Occhi puntati sulla Alpine Vision al Salone di Ginevra. Ma partiamo dall’inizio: il nome Alpine ha una storia lunga e ben definita. E’ una gloria della Francia sportiva che ha ottenuto tanti successi negli anni ’60 e ’70. Ma negli ultimi vent’anni ogni attività è cessata. Nel 2012 la rinascita nelle competizioni. E oggi arriva la prima vettura della nuova produzione (qui il sito ufficiale). Presentata alla metà di febbraio lungo il percorso del rally di Monte Carlo, il grande pubblico la vede per la prima volta al Salone di Ginevra 2016. Stiamo parlando della Alpine Vision.

Alpine: la storia

Ma dobbiamo prima accennare a questa storia prestigiosa. Alpine nasce nel 1954 ad opera del francese Jean Rédélé, nella città di Dieppe, nell’Alta Normandia. Rédélé era figlio del locale concessionario Renault.

Pilota di un certo successo, si era fatto un nome in quegli anni alla guida di una Renault 4CV. Lo stesso motore era alla base della prima Alpine, la A106. Ma perché il nome Alpine? Lo stesso Rédélé disse all’epoca:

“Ho scelto il nome Alpine per la mia azienda, perché questo aggettivo rappresenta per me il piacere di guidare sulle strade di montagna. È percorrendo le Alpi con la mia 4CV a 5 rapporti che mi sono divertito di più. Volevo che i miei clienti ritrovassero questa guida appassionante, al volante dell’automobile che volevo realizzare. Alpine è un nome che suona bene, ed è anche un simbolo”.

La caratteristica di queste vetture era l’estrema leggerezza ed agilità, caratteristiche sempre fondamentali nelle competizioni. Alle corse si affiancò una ricercata produzione di serie. La Alpine vinse ovunque nelle gare francesi e si affermò anche in diverse competizioni internazionali. Su tutte, il rally di Monte Carlo 1971, il campionato mondiale rally del 1973 e la 24 ore di Le Mans del 1978.

Il modello di gran lunga più prestigioso e ancora oggi ricercatissimo fu la A110, quella che vinse i rally più importanti. Dal 1973 la Alpine entrò ufficialmente nel gruppo Renault, per poi venirne interamente assorbita. Nel 1995 la produzione cessò. Nel 2012 il marchio è rinato in partnership con l’inglese Caterham. Dopo il fallimento di quest’ultima nel 2014, la decisione di lanciare Alpine come brand a sè stante.

Siamo arrivati al giorno d’oggi. La Alpine Vision appena svelata è una piccola supercar. La versione di serie verrà prodotta e venduta dal 2017. Le sue rivali di spicco saranno le Porsche 718 Cayman e Boxster, l’Alfa Romeo 4C, le Lotus d’ingresso. Parliamo delle cosiddette sport premium.

Alpine Vision al Salone di Ginevra 2016

La nuova Alpine Vision richiama nel design in molti dettagli la gloriosa A110. Cofano bombato, fanali singoli rotondi, coda affusolata. La tipica armonia che gli appassionati, francesi ma non solo, ricordano.
Però sotto il cofano tutto è moderno, senza tuttavia dimenticare le emozioni e il fascino delle sportive di una volta. Significa che il motore a 4 cilindri è capace di un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in 4.5 secondi. Siamo al top. Dal punto di vista delle cifre, basta così. E’ sufficiente ricordare che dietro c’è la mano di Renault Sport, una garanzia.
Anche negli interni troviamo un sapiente equilibrio fra classico e moderno. Sedili in pelle nera con cuciture bianche; quadro strumenti digitale; volante in alluminio; un tocco rétro con le levette sulla parte centrale della plancia per i comandi secondari; di nuovo sul moderno con un tablet per i sistemi multimediali. Il pulsante di avviamento è protetto da una sicura, come negli aerei da combattimento. Pronta a volare, in senso figurato, s’intende.

[Photo by sito ufficiale Alpine]