BMW M5 Salone di Francoforte
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Classico è qualcosa che non tramonta mai, sa rinnovarsi ma non insegue le mode, anzi le anticipa e le influenza, così si mantiene all’avanguardia conservando sempre la propria essenza e, soprattutto, quei tratti di distinzione che lo rendono inimitabile. La BMW M5 è un classico. Anche quella nuova, una delle protagoniste del Salone di Francoforte 2017.

BMW M5

Rubiamo una frase al grande Jeremy Clarkson, scritta per il Sunday Times su una recensione dell’Audi RS 5 (è Clarkson, dopotutto): “Negli anni Ottanta la BMW ebbe l’idea di produrre una berlina dall’aspetto innocuo che però era molto veloce e assolutamente stupenda da guidare. La chiamarono M5 e si guadagnò la reputazione di una delle migliori auto del mondo“.

Tutto ciò è assolutamente vero ancora oggi, anche con la nuova generazione. La tecnologia si evolve, entrano soluzioni nuove ma l’anima è sempre la stessa: una “femme fatale”, un’amante focosa, assatanata e selvaggia in abito di gala, una divoratrice di sensi col vestito elegante.

Trazione integrale

La novità tecnica più importante della nuova BMW M5 è l’adozione per la prima volta della trazione integrale. Sì, la vera sportiva d’alto livello ha generalmente la trazione posteriore (in Lamborghini potrebbero non essere d’accordo). Ma la M5 è una berlina, serve anche per svolgere funzioni di rappresentanza, deve circolare su strade normali.

Soprattutto, non è scontato che la guidi un pilota esperto. Quindi, in situazioni complesse, come il fondo viscido, le forti pendenze o le curve (o la curva in discesa sul bagnato, non che la salita sia piacevole), un’auto di grande potenza può avere reazioni improvvise se la trasmissione avviene su due sole ruote. Allora una trazione integrale moderna diventa una benedizione. Perché l’elettronica della M5 sa alla perfezione quanta coppia dare a ciascuna ruota e quando, garantendo una maggiore sicurezza su fondi critici e conservando il tutto dietro quando si va forte sull’asciutto, pronta ad intervenire se si esagera col gas quando non si deve.

Il motore

Ma al centro di tutto c’è sempre lui, il motore. Perché BMW significa Bayerische MOTOR Werke, fabbrica bavarese di motori. La nuova M5 incorpora sotto il cofano una versione aggiornata e perfezionata del classico V8 4.4 biturbo. Ora la potenza raggiunge 600 cavalli con una coppia massima di 750 Newton metri. Prestazioni? 3,4 secondi sullo 0-100 e, se lo si richiede, lo sblocco della velocità massima a 305 Km/h, altrimenti è come sempre limitata elettronicamente a 250.

Non vogliamo scendere troppo nel dettaglio con le informazioni tecniche, ricordiamo solo il cambio automatico sportivo ad 8 rapporti M Steptronic con blocco variabile del differenziale (cioè da totalmente bloccato a totalmente attivo) e sospensioni adattive.

Peso in ordine di marcia, senza guidatore, 1.855 Kg, non troppi per una berlinona di quasi cinque metri con un motorone come quello; masse contenute grazie a molti accorgimenti, su tutti il tetto in fibra di carbonio. Optional i freni carboceramici, consigliabili se si ama andare in pista, dove un impianto normale si “cuoce” molto presto e le vie di fuga diventano molto vicine, molto brutte, molto dure.

Design

Il design? Guardiamola. Di profilo sembra una coupé (anche perché è alta solo 1473 mm). Davanti è aggressiva ma non volgare. Sembra dire: “Potrebbe spostarsi, per favore? Dovrei passare”, mentre in effetti vi sta passando sopra come un missile. La coda è un po’ più decisa, come se esclamasse “Ma mi faccia il piacere!”, un po’ alla Totò, a chi s’illude di poterla seguire da vicino. Gli interni esprimono il solito lusso bavarese, sempre però tenendo bene in primo piano le esigenze concrete del guidatore. BMW M5, un sogno ricorrente. Classico, appunto. Potete permettervi di realizzarlo? Il prezzo parte da 117.900 euro, se volete potete già ordinarla. (Le info sul sito ufficiale)

[Photo by BMW Press]