Roche #afiancodelcoraggio
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Stare accanto ad una donna che sta lottando contro un tumore può non essere affatto facile. Spesso il problema principale che attanaglia chi affianca un paziente oncologico ruota attorno ad una serie di interrogativi: come dovrei comportarmi? Cosa dovrei dire e cosa, al contrario, non dovrei dire? Sto facendo la cosa giusta? E poi la paura di non essere all’altezza o di non riuscire a sopportare lo sconvolgimento che una malattia come il tumore può portare con sé. Tutto molto umano, tutto assai comprensibile. Quasi nessuno, alla fine, è mai davvero pronto ad avvenimenti del genere.

Roche #afiancodelcoraggio

Partendo da tutti questi presupposti, Roche ha deciso di lanciare l’iniziativa #afiancodelcoraggio, un concorso letterario che ha voluto premiare proprio il coraggio degli uomini che hanno vissuto accanto a donne che sono state colpite da tumori femminili.

L’iniziativa (qui il sito ufficiale) ha avuto come obiettivo anche quello di sensibilizzare sui tumori che colpiscono le donne, promuovendo un cambiamento culturale nell’approccio a tali patologie e sensibilizzando la società sugli aspetti psicologici e sociali, che spesso vengono accantonati, ma che in realtà possono avere conseguenze assai rilevanti su tutte le persone coinvolte.

Grazie al concorso #afiancodelcoraggio, Roche ha voluto dare un forte impulso affinché queste malattie non siano soltanto un problema delle donne che ne vengono colpite ma anche un tema da condividere con tutta la collettività, in modo tale che quest’ultima possa sostenerle ed aiutarle.

Un successo su Twitter

L’iniziativa, assai lodevole, ha ottenuto anche la concessione della Medaglia del Presidente della Repubblica e il dibattito in rete è stato talmente ampio da consentire all’hashtag di balzare tra i più commentati nei trending topics di Twitter. Con alcuni amici abbiamo seguito la serata e cercato di raccontarla al meglio, così da permettere a tutti di saperne di più in diretta su Twitter. (Merita lettura l’analisi di Franz Russo)

La giuria

Questa la giuria (riunita nella serata del 4 aprile 2017 a Palazzo Venezia a Roma) che ha valutato i trentasette partecipanti al premio #afiancodelcoraggio: Gianni Letta (presidente), Paola Binetti, Nicoletta Cerana, Emilia Grazia De Biasi, Stefania Gori, Annamaria Mancuso, Myrta Merlino, Federica Pontremoli, Alberto Ricciuti, Carlo Rossella e Maria Sole Tognazzi. Presente anche il Ministro della Salute, onorevole Beatrice Lorenzin.

I finalisti

I tre finalisti sono poi risultati essere Stefano Chiesa, Marco di Gilio e il vincitore Fabio Glionna, annunciato durante la cerimonia che si è tenuta lo scorso 4 aprile a Palazzo Venezia a Roma. La storia proposta da quest’ultimo – che racconta la sfida contro il tumore con la leggerezza della metafora sportiva e ribaltando la celebre frase di de Coubertin, sostenendo così che l’importante è vincere non partecipare – verrà ora trasformata in corto e proiettato nelle sale cinematografiche. Nel corso della serata ogni finalista è stato affiancato da un testimonial d’eccezione – Sabrina Impacciatore, Gian Marco Tognazzi e Alessandro Preziosi.

Il premio #afiancodelcoraggio ha l’ambizione di cambiare il paradigma con cui tradizionalmente viene affrontata la difficile esperienza del tumore da parte delle donne. Se più spesso infatti è la donna a raccontare la propria lotta contro il tumore, riteniamo sia altrettanto importante non dimenticare di ascoltare la voce di chi le sta a fianco in questo difficile percorso che tocca l’intera sfera intima ed affettiva. In questi mesi ci siamo confrontati con tante storie, vere e di coraggio, e poter raccogliere le emozioni e i sentimenti attraverso le parole di mariti, compagni, figli, fratelli è stata una vera novità. Questo premio ci ha aiutato a capire come momenti difficili, nati nel dolore, nella rabbia e nella disperazione, possano in molti casi tramutarsi in un cammino di speranza” ha affermato Maurizio De Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Italia. “Lavorare per un’azienda che grazie ai suoi farmaci è stata in grado di cambiare la storia, la vita, il futuro di tante donne ci inorgoglisce e ci fa sentire parte integrante di queste storie di vita. Con questo premio speriamo di aver contribuito ad arricchire di nuove sfumature il significato alla parola vita, attraverso il racconto di queste esperienze, che sono storie di dolore e di sofferenza, ma anche di coraggio e di rinascita. Storie di uomini e di donne in tanti casi più forti della malattia.”

Il ruolo della giuria è stato difficile. Ci siamo confrontati con il vissuto doloroso e toccante dei candidati, che ha arricchito tutti i componenti, sebbene il giudizio sia stato sui racconti e, in particolare, su parametri stabiliti dal bando, in grado di individuare lo scritto più adatto ad essere trasformato in un video” ha invece commentato il dott. Gianni Letta, Presidente della Giuria. “Ritengo che questo premio abbia il pregio di contribuire davvero a rafforzare il dialogo tra uomo e donna nel percorso della malattia e credo che il significato del premio #afiancodelcoraggio sia tutto nel titolo. È bello, suggestivo, efficace e capace di raccontarne il motivo: condividere il dolore e la speranza, lottare insieme per la guarigione. La capacità di stare vicino, di sostenere, di aiutare, di confortare e, soprattutto, di spingere a lottare per vincere”.

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